La tesi analizza la composizione politica delle relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti all’interno della NATO nel periodo post-Guerra Fredda (1990-2010), focalizzandosi su divergenze e alleanze emerse durante l’adattamento dell’alleanza alla fine del bipolarismo. L’ipotesi centrale è che la NATO abbia mantenuto una struttura asimmetrica, con leadership statunitense dominante nelle decisioni strategiche (allargamento orientale, operazioni fuori area), mentre l’Europa si è mostrata frammentata tra posizioni atlantiste (“Nuova Europa”) e aspirazioni autonomiste (“Vecchia Europa”), generando tensioni ma senza compromettere la resilienza complessiva dell’alleanza. Dopo aver esaminato le origini asimmetriche della NATO durante la Guerra Fredda e la transizione iniziale (1990-1991), la tesi approfondisce l’espansione orientale (1999-2004): il primo allargamento (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca) e il “Big Bang” (sette nuovi membri nel 2004). Si evidenziano le motivazioni ideologiche e geopolitiche degli USA, le cautele europee su rischi russi e burden-sharing, e le reazioni di Mosca. Il terzo capitolo si concentra sulle crisi post-11 settembre: l’invocazione dell’Articolo 5 per l’Afghanistan (impegno condiviso ma disomogeneo) e la frattura sull’Iraq (2003), che polarizzò ulteriormente l’Europa e accelerò lo sviluppo dell’ESDP. Il burden-sharing e il capabilities gap emergono come criticità strutturali persistenti. Attraverso un approccio storico-analitico basato su fonti primarie (documenti NATO, UE, USA) e secondarie (Sloan, Goldgeier, Sarotte, Howorth, Mearsheimer), la tesi dimostra come le divergenze politiche abbiano influenzato la promozione di stabilità, diritti umani e governance internazionale.

Le relazioni UE-USA nella NATO: divergenze e alleanze post-Guerra Fredda (1990-2010).

MICHIELETTO, THOMAS
2025/2026

Abstract

La tesi analizza la composizione politica delle relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti all’interno della NATO nel periodo post-Guerra Fredda (1990-2010), focalizzandosi su divergenze e alleanze emerse durante l’adattamento dell’alleanza alla fine del bipolarismo. L’ipotesi centrale è che la NATO abbia mantenuto una struttura asimmetrica, con leadership statunitense dominante nelle decisioni strategiche (allargamento orientale, operazioni fuori area), mentre l’Europa si è mostrata frammentata tra posizioni atlantiste (“Nuova Europa”) e aspirazioni autonomiste (“Vecchia Europa”), generando tensioni ma senza compromettere la resilienza complessiva dell’alleanza. Dopo aver esaminato le origini asimmetriche della NATO durante la Guerra Fredda e la transizione iniziale (1990-1991), la tesi approfondisce l’espansione orientale (1999-2004): il primo allargamento (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca) e il “Big Bang” (sette nuovi membri nel 2004). Si evidenziano le motivazioni ideologiche e geopolitiche degli USA, le cautele europee su rischi russi e burden-sharing, e le reazioni di Mosca. Il terzo capitolo si concentra sulle crisi post-11 settembre: l’invocazione dell’Articolo 5 per l’Afghanistan (impegno condiviso ma disomogeneo) e la frattura sull’Iraq (2003), che polarizzò ulteriormente l’Europa e accelerò lo sviluppo dell’ESDP. Il burden-sharing e il capabilities gap emergono come criticità strutturali persistenti. Attraverso un approccio storico-analitico basato su fonti primarie (documenti NATO, UE, USA) e secondarie (Sloan, Goldgeier, Sarotte, Howorth, Mearsheimer), la tesi dimostra come le divergenze politiche abbiano influenzato la promozione di stabilità, diritti umani e governance internazionale.
2025
EU–US Relations within NATO: Divergences and Alliances in the Post–Cold War Era (1990–2010)
NATO
alleanze
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108976