Questa tesi analizza l'inadeguatezza del sistema fiscale internazionale di fronte all'economia digitale. Le leggi attuali che erano nate per un mercato basato su scambi fisici, non riescono più a intercettare la ricchezza prodotta online. Le multinazionali, grazie a dei buchi legislativi, hanno trovato un modo di scollegare il profitto dal territorio in cui viene effettivamente generato. La tesi è volta ad esaminare le strategie di pianificazione fiscale aggressiva che sfruttano i vuoti normativi tra i diversi Paesi. In particolare come lo spostamento di asset immateriali e l'uso di società veicolo consentano di trasformare i guadagni delle multinazionali in costi deducibili. Nella tesi viene inoltre analizzata la reazione dei singoli Stati, attraverso l'introduzione unilaterale di tasse sui servizi digitali (DST) e anche la reazione collettiva dell'OCSE e dell'Unione Europea. Il lavoro si conclude osservando che il coordinamento internazionale non è più una scelta, ma l'unico modo per impedire che i profitti digitali diventino invisibili al fisco, mettendo a rischio la tenuta economica dei singoli Paesi
La tassazione digitale tra Digital Services Tax e riforma OCSE: problemi teorici ed evoluzioni recenti
PROGIDA, LUCA
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza l'inadeguatezza del sistema fiscale internazionale di fronte all'economia digitale. Le leggi attuali che erano nate per un mercato basato su scambi fisici, non riescono più a intercettare la ricchezza prodotta online. Le multinazionali, grazie a dei buchi legislativi, hanno trovato un modo di scollegare il profitto dal territorio in cui viene effettivamente generato. La tesi è volta ad esaminare le strategie di pianificazione fiscale aggressiva che sfruttano i vuoti normativi tra i diversi Paesi. In particolare come lo spostamento di asset immateriali e l'uso di società veicolo consentano di trasformare i guadagni delle multinazionali in costi deducibili. Nella tesi viene inoltre analizzata la reazione dei singoli Stati, attraverso l'introduzione unilaterale di tasse sui servizi digitali (DST) e anche la reazione collettiva dell'OCSE e dell'Unione Europea. Il lavoro si conclude osservando che il coordinamento internazionale non è più una scelta, ma l'unico modo per impedire che i profitti digitali diventino invisibili al fisco, mettendo a rischio la tenuta economica dei singoli Paesi| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108989