La tesi analizza Opzione Donna nel contesto dell’evoluzione del sistema pensionistico italiano, mostrando come un istituto nato come misura di flessibilità “a costo zero” produca effetti penalizzanti per le lavoratrici. L’approccio giuridico sociologico ricostruisce genesi, disciplina e trasformazioni dell’istituto, evidenziando come il ricalcolo contributivo, unito a carriere discontinue, part time involontario e carichi di cura, ampli il divario previdenziale di genere. Il confronto con i modelli europei mostra che una flessibilità non penalizzante è possibile quando il sistema riconosce il valore del lavoro di cura. La tesi conclude che l’attuale configurazione di Opzione Donna rischia di consolidare le disuguaglianze e individua le condizioni per una riforma coerente con il principio del “tempo non neutro”.
Opzione donna e disuguaglianze previdenziali: il tempo non è neutro
TRANDAFIR, CRISTINA
2025/2026
Abstract
La tesi analizza Opzione Donna nel contesto dell’evoluzione del sistema pensionistico italiano, mostrando come un istituto nato come misura di flessibilità “a costo zero” produca effetti penalizzanti per le lavoratrici. L’approccio giuridico sociologico ricostruisce genesi, disciplina e trasformazioni dell’istituto, evidenziando come il ricalcolo contributivo, unito a carriere discontinue, part time involontario e carichi di cura, ampli il divario previdenziale di genere. Il confronto con i modelli europei mostra che una flessibilità non penalizzante è possibile quando il sistema riconosce il valore del lavoro di cura. La tesi conclude che l’attuale configurazione di Opzione Donna rischia di consolidare le disuguaglianze e individua le condizioni per una riforma coerente con il principio del “tempo non neutro”.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108998