L’integrazione delle tecnologie nella scuola ha ormai superato il semplice divario infrastrutturale, configurandosi come una sfida sempre più umana e metodologica. Questo studio analizza il digital divide in Italia attraverso un modello teorico articolato in cinque livelli: accesso, competenze, credenze, metodologie didattiche e valore inclusivo. La ricerca si basa su un’analisi quantitativa secondaria dei dati OCSE TALIS 2018 e 2024, con riferimento ai docenti della scuola secondaria di primo grado (ISCED 2). L’indagine adotta una duplice prospettiva: diacronica, per osservare l’evoluzione nel contesto italiano, e sincronica, per confrontarlo con la media dell’Unione Europea. I risultati mostrano come le barriere materiali risultino in gran parte superate, ma mettono in luce una distanza evidente tra le convinzioni dei docenti e l’effettiva innovazione delle pratiche didattiche. Su questo quadro incide anche la composizione anagrafica del corpo docente italiano, mediamente più elevata rispetto a quella europea. Allo stesso tempo, si rileva una diffusa apertura verso l’impiego dell’intelligenza artificiale in chiave inclusiva. Nel complesso, i dati suggeriscono che la sola disponibilità di risorse tecnologiche non sia sufficiente a produrre innovazione. Le politiche educative dovrebbero quindi spostare l’attenzione dalle dotazioni allo sviluppo professionale continuo. Il lavoro, infine, evidenzia la necessità di future indagini primarie basate su strumenti progettati appositamente, così da superare i limiti dei grandi database internazionali.
Il divario digitale nella scuola italiana: un’analisi sincronica e diacronica delle sue dimensioni attraverso le indagini TALIS 2018 e 2024
FAVERO, THOMAS
2025/2026
Abstract
L’integrazione delle tecnologie nella scuola ha ormai superato il semplice divario infrastrutturale, configurandosi come una sfida sempre più umana e metodologica. Questo studio analizza il digital divide in Italia attraverso un modello teorico articolato in cinque livelli: accesso, competenze, credenze, metodologie didattiche e valore inclusivo. La ricerca si basa su un’analisi quantitativa secondaria dei dati OCSE TALIS 2018 e 2024, con riferimento ai docenti della scuola secondaria di primo grado (ISCED 2). L’indagine adotta una duplice prospettiva: diacronica, per osservare l’evoluzione nel contesto italiano, e sincronica, per confrontarlo con la media dell’Unione Europea. I risultati mostrano come le barriere materiali risultino in gran parte superate, ma mettono in luce una distanza evidente tra le convinzioni dei docenti e l’effettiva innovazione delle pratiche didattiche. Su questo quadro incide anche la composizione anagrafica del corpo docente italiano, mediamente più elevata rispetto a quella europea. Allo stesso tempo, si rileva una diffusa apertura verso l’impiego dell’intelligenza artificiale in chiave inclusiva. Nel complesso, i dati suggeriscono che la sola disponibilità di risorse tecnologiche non sia sufficiente a produrre innovazione. Le politiche educative dovrebbero quindi spostare l’attenzione dalle dotazioni allo sviluppo professionale continuo. Il lavoro, infine, evidenzia la necessità di future indagini primarie basate su strumenti progettati appositamente, così da superare i limiti dei grandi database internazionali.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Favero_Thomas.pdf
Accesso riservato
Dimensione
8.74 MB
Formato
Adobe PDF
|
8.74 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/109037