Abdominal wall reconstruction is one of the most challenging fields in modern surgery. This thesis argues that, in the choice of reconstructive strategy, surgical technique — in particular retromuscular mesh placement and primary fascial closure — exerts a substantially greater impact on outcomes than the choice of prosthetic material. Acellular Dermal Matrices (ADM) are not generalizable alternatives to synthetic mesh, but rather selective tools for specific clinical scenarios, whose use must be justified by precise indications. Through a systematic review of the literature of the last two decades, the following are analyzed: mechanisms of tissue integration, optimal implant positions, the pathophysiology of rectus abdominis diastasis, and complications. The work integrates the original contribution of a retrospective study conducted at the Azienda Ospedale-Università di Padova and the original findings presented herein. The available data converge on three key messages: (1) the Rives-Stoppa technique with primary fascial closure achieves the lowest recurrence rates regardless of the material used (Albino, 2013); (2) ADM show potential advantages in contaminated fields, but the evidence remains inconsistent and methodologically limited (Kockerling, 2018; Lee, 2014), with costs that make their generalized use difficult to justify; (3) rectus diastasis is a functional disorder of the linea alba whose management should follow the European Hernia Society (EHS) 2021 guidelines (Hernandez-Granados, 2021). Preservation of the periumbilical perforators reduces ischemic flap complications from 20% to 2% (Patel, 2012) — one of the most robust findings in the entire plastic and reconstructive surgery literature. This evidence points toward an approach grounded in the hierarchy of evidence and in the selective use of biological materials. Keywords: abdominal wall, synthetic mesh, acellular dermal matrix, rectus diastasis, Rives-Stoppa, primary fascial closure, abdominoplasty, European Hernia Society.

La ricostruzione della parete addominale è una delle sfide più complesse della chirurgia moderna. Questa tesi sostiene che nella scelta della strategia ricostruttiva la tecnica — in particolare il posizionamento retromuscolare della mesh e la chiusura fasciale primaria — eserciti un impatto sugli esiti significativamente superiore alla scelta del materiale protesico. Le Acellular Dermal Matrix (ADM) (matrici dermiche acellulari) non sono alternative generalizzabili alle mesh sintetiche, bensì strumenti selettivi per scenari clinici specifici, il cui impiego deve essere giustificato da indicazioni precise. Attraverso una revisione sistematica della letteratura degli ultimi due decenni vengono analizzati: meccanismi di integrazione tissutale, posizioni di impianto ottimali, fisiopatologia della diastasi dei muscoli retti e complicanze. Il lavoro integra il contributo originale di uno studio retrospettivo condotto presso l'Azienda Ospedale Università di Padova e sui contributi originali presentati. I dati disponibili convergono su tre messaggi: (1) la tecnica di Rives-Stoppa con chiusura fasciale primaria garantisce i tassi di recidiva più bassi indipendentemente dal materiale (Albino, 2013); (2) le ADM mostrano potenziali vantaggi nei campi contaminati, ma le evidenze rimangono contrastanti e metodologicamente limitate (Kockerling, 2018) (Lee, 2014), con costi che ne rendono l'uso generalizzato difficilmente giustificabile; (3) la diastasi retta è una patologia funzionale della linea alba la cui gestione deve seguire le linee guida European Hernia Society (EHS) 2021 (Hernandez-Granados, 2021). La preservazione dei perforatori periombelicali riduce le complicanze ischemiche del lembo dal 20% al 2% (Patel, 2012) — uno dei dati più robusti dell'intera letteratura di chirurgia plastica ricostruttiva. Queste evidenze orientano verso un approccio fondato sulla gerarchia delle prove e sull'uso selettivo dei materiali biologici. Parole chiave: parete addominale, mesh sintetica, matrice dermica acellulare, diastasi dei retti, Rives-Stoppa, chiusura fasciale primaria, addominoplastica, European Hernia Society.

Impiego delle protesi biologiche nella ricostruzione della parete addominale: analisi retrospettiva degli esiti su laparocele post-DIEP e diastasi post-gravidica.

RIGODANZO, NICOLO'
2025/2026

Abstract

Abdominal wall reconstruction is one of the most challenging fields in modern surgery. This thesis argues that, in the choice of reconstructive strategy, surgical technique — in particular retromuscular mesh placement and primary fascial closure — exerts a substantially greater impact on outcomes than the choice of prosthetic material. Acellular Dermal Matrices (ADM) are not generalizable alternatives to synthetic mesh, but rather selective tools for specific clinical scenarios, whose use must be justified by precise indications. Through a systematic review of the literature of the last two decades, the following are analyzed: mechanisms of tissue integration, optimal implant positions, the pathophysiology of rectus abdominis diastasis, and complications. The work integrates the original contribution of a retrospective study conducted at the Azienda Ospedale-Università di Padova and the original findings presented herein. The available data converge on three key messages: (1) the Rives-Stoppa technique with primary fascial closure achieves the lowest recurrence rates regardless of the material used (Albino, 2013); (2) ADM show potential advantages in contaminated fields, but the evidence remains inconsistent and methodologically limited (Kockerling, 2018; Lee, 2014), with costs that make their generalized use difficult to justify; (3) rectus diastasis is a functional disorder of the linea alba whose management should follow the European Hernia Society (EHS) 2021 guidelines (Hernandez-Granados, 2021). Preservation of the periumbilical perforators reduces ischemic flap complications from 20% to 2% (Patel, 2012) — one of the most robust findings in the entire plastic and reconstructive surgery literature. This evidence points toward an approach grounded in the hierarchy of evidence and in the selective use of biological materials. Keywords: abdominal wall, synthetic mesh, acellular dermal matrix, rectus diastasis, Rives-Stoppa, primary fascial closure, abdominoplasty, European Hernia Society.
2025
Biological Meshes in Abdominal Wall Reconstruction: A Retrospective Analysis of Outcomes in Post-DIEP Incisional Hernia and Postpartum Diastasis Recti.
La ricostruzione della parete addominale è una delle sfide più complesse della chirurgia moderna. Questa tesi sostiene che nella scelta della strategia ricostruttiva la tecnica — in particolare il posizionamento retromuscolare della mesh e la chiusura fasciale primaria — eserciti un impatto sugli esiti significativamente superiore alla scelta del materiale protesico. Le Acellular Dermal Matrix (ADM) (matrici dermiche acellulari) non sono alternative generalizzabili alle mesh sintetiche, bensì strumenti selettivi per scenari clinici specifici, il cui impiego deve essere giustificato da indicazioni precise. Attraverso una revisione sistematica della letteratura degli ultimi due decenni vengono analizzati: meccanismi di integrazione tissutale, posizioni di impianto ottimali, fisiopatologia della diastasi dei muscoli retti e complicanze. Il lavoro integra il contributo originale di uno studio retrospettivo condotto presso l'Azienda Ospedale Università di Padova e sui contributi originali presentati. I dati disponibili convergono su tre messaggi: (1) la tecnica di Rives-Stoppa con chiusura fasciale primaria garantisce i tassi di recidiva più bassi indipendentemente dal materiale (Albino, 2013); (2) le ADM mostrano potenziali vantaggi nei campi contaminati, ma le evidenze rimangono contrastanti e metodologicamente limitate (Kockerling, 2018) (Lee, 2014), con costi che ne rendono l'uso generalizzato difficilmente giustificabile; (3) la diastasi retta è una patologia funzionale della linea alba la cui gestione deve seguire le linee guida European Hernia Society (EHS) 2021 (Hernandez-Granados, 2021). La preservazione dei perforatori periombelicali riduce le complicanze ischemiche del lembo dal 20% al 2% (Patel, 2012) — uno dei dati più robusti dell'intera letteratura di chirurgia plastica ricostruttiva. Queste evidenze orientano verso un approccio fondato sulla gerarchia delle prove e sull'uso selettivo dei materiali biologici. Parole chiave: parete addominale, mesh sintetica, matrice dermica acellulare, diastasi dei retti, Rives-Stoppa, chiusura fasciale primaria, addominoplastica, European Hernia Society.
protesi biologiche
laparocele post-DIEP
diastasi addominale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109080