ABSTRACT IN ENGLISH BACKGROUND: The differential diagnosis between suicidal and accidental falls from height represents one of the most complex challenges in the medico-legal field, especially when circumstantial evidence is limited. The purpose of this study is to investigate the epidemiological, circumstantial, and injury-related characteristics of falls from height, identifying the variables most strongly associated with each dynamic and exploring the feasibility of a predictive model to support forensic practice. MATERIALS AND METHODS: A retrospective analysis was conducted on a series of 300 autopsy cases of falls from height. The study involved an initial statistical comparison between the suicide group and the accidental event group to examine epidemiological, anamnestic, and injury-related differences. Subsequently, based on literature data, a predictive scoring model was applied and tested on both the entire cohort and the subgroup of falls below 10 meters to evaluate its diagnostic capability. RESULTS: Comparative analysis revealed that female sex, a positive psychiatric history, previous suicide attempts, and fall heights equal to or higher than 10 meters are significantly associated with the suicidal group. At the visceral level, injuries to thoraco-abdominal organs showed extensive involvement in both cohorts, while maintaining a higher prevalence in suicides. Similarly, fractures of the pelvic girdle and limbs (upper and lower) were also significantly more frequent in suicide cases. Conversely, cranial trauma emerged as the only counter-trend finding, with a nearly identical distribution within the two groups. Finally, the scoring system demonstrated high overall diagnostic accuracy with an AUC of 0.8146 and an optimal cut-off value of 2.0 (sensitivity 79.7%, specificity 72.8%), achieving even higher performance within the subgroup of falls below 10 meters (AUC = 0.8376). CONCLUSIONS: The study confirms the importance of an integrated approach, demonstrating how specific anamnestic, circumstantial, and traumatological variables provide solid elements for diagnostic guidance. In this context, while considering the need for future validations on independent cohorts and the integration of toxicological data, the predictive model developed in this study is proposed as a supporting tool to assist the forensic pathologist in the complex differential diagnosis of falls from height, offering an additional tool in cases that are more difficult to interpret.

Presupposti dello studio: La diagnosi differenziale tra precipitazione suicidaria e accidentale rappresenta una delle sfide più complesse in ambito medico-legale, specialmente quando gli elementi circostanziali sono limitati. Lo scopo di questo studio è indagare le caratteristiche epidemiologiche, circostanziali e lesive delle cadute fatali, identificando le variabili maggiormente associate a ciascuna dinamica ed esplorando la fattibilità di un modello predittivo a supporto della pratica forense. Materiali e metodi: È stata condotta un'analisi retrospettiva su una casistica di 300 casi autoptici di precipitazione. Lo studio ha previsto un iniziale confronto statistico tra il gruppo dei suicidi e quello degli eventi accidentali per esaminare le differenze epidemiologiche, anamnestiche e lesive. Successivamente, sulla base dei dati di letteratura, è stato applicato un modello predittivo a punteggio, testato sia sull'intera coorte che sul sottogruppo di precipitazioni inferiori ai 10 metri, per valutarne la capacità di orientamento diagnostico. Risultati: L'analisi comparativa ha evidenziato che sesso femminile, anamnesi psichiatrica positiva, pregressi tentativi di suicidio e altezze di caduta pari o superiori a 10 metri sono significativamente associati al gruppo suicidario. A livello viscerale, le lesioni degli organi toraco-addominali hanno mostrato un ampio coinvolgimento in entrambe le coorti, pur mantenendo una maggior prevalenza nei suicidi. Allo stesso modo, anche le fratture del cingolo pelvico e degli arti (superiori e inferiori) sono risultate significativamente più frequenti nei casi di suicidio. Di contro, il trauma cranico è emerso come l'unico reperto in controtendenza, con un coinvolgimento pressochè sovrapponibile all’interno dei due gruppi. Infine, lo score ha dimostrato un'elevata accuratezza diagnostica globale con un'AUC di 0.8146 e un cut-off ottimale a 2.0 (sensibilità 79.7%, specificità 72.8%), raggiungendo una performance ancora superiore nel sottogruppo delle precipitazioni inferiori a 10 metri (AUC = 0.8376). Conclusioni: Lo studio conferma l'importanza di un approccio integrato, dimostrando come specifiche variabili anamnestiche, circostanziali e traumatologiche possano fornire elementi di orientamento diagnostico. In questo contesto, pur considerando la necessità di future validazioni su coorti indipendenti e l'integrazione di dati tossicologici, il modello predittivo sviluppato nel presente studio si propone come uno strumento di supporto per affiancare il medico legale nella complessa diagnosi differenziale delle precipitazioni, offrendo un ulteriore spunto di riflessione nei casi di più difficile interpretazione.

Accidental versus suicidal falls from a height. An experimental predictive statistical model ​

DRIGO, GIULIA
2025/2026

Abstract

ABSTRACT IN ENGLISH BACKGROUND: The differential diagnosis between suicidal and accidental falls from height represents one of the most complex challenges in the medico-legal field, especially when circumstantial evidence is limited. The purpose of this study is to investigate the epidemiological, circumstantial, and injury-related characteristics of falls from height, identifying the variables most strongly associated with each dynamic and exploring the feasibility of a predictive model to support forensic practice. MATERIALS AND METHODS: A retrospective analysis was conducted on a series of 300 autopsy cases of falls from height. The study involved an initial statistical comparison between the suicide group and the accidental event group to examine epidemiological, anamnestic, and injury-related differences. Subsequently, based on literature data, a predictive scoring model was applied and tested on both the entire cohort and the subgroup of falls below 10 meters to evaluate its diagnostic capability. RESULTS: Comparative analysis revealed that female sex, a positive psychiatric history, previous suicide attempts, and fall heights equal to or higher than 10 meters are significantly associated with the suicidal group. At the visceral level, injuries to thoraco-abdominal organs showed extensive involvement in both cohorts, while maintaining a higher prevalence in suicides. Similarly, fractures of the pelvic girdle and limbs (upper and lower) were also significantly more frequent in suicide cases. Conversely, cranial trauma emerged as the only counter-trend finding, with a nearly identical distribution within the two groups. Finally, the scoring system demonstrated high overall diagnostic accuracy with an AUC of 0.8146 and an optimal cut-off value of 2.0 (sensitivity 79.7%, specificity 72.8%), achieving even higher performance within the subgroup of falls below 10 meters (AUC = 0.8376). CONCLUSIONS: The study confirms the importance of an integrated approach, demonstrating how specific anamnestic, circumstantial, and traumatological variables provide solid elements for diagnostic guidance. In this context, while considering the need for future validations on independent cohorts and the integration of toxicological data, the predictive model developed in this study is proposed as a supporting tool to assist the forensic pathologist in the complex differential diagnosis of falls from height, offering an additional tool in cases that are more difficult to interpret.
2025
Accidental versus suicidal falls from a height. An experimental predictive statistical model
Presupposti dello studio: La diagnosi differenziale tra precipitazione suicidaria e accidentale rappresenta una delle sfide più complesse in ambito medico-legale, specialmente quando gli elementi circostanziali sono limitati. Lo scopo di questo studio è indagare le caratteristiche epidemiologiche, circostanziali e lesive delle cadute fatali, identificando le variabili maggiormente associate a ciascuna dinamica ed esplorando la fattibilità di un modello predittivo a supporto della pratica forense. Materiali e metodi: È stata condotta un'analisi retrospettiva su una casistica di 300 casi autoptici di precipitazione. Lo studio ha previsto un iniziale confronto statistico tra il gruppo dei suicidi e quello degli eventi accidentali per esaminare le differenze epidemiologiche, anamnestiche e lesive. Successivamente, sulla base dei dati di letteratura, è stato applicato un modello predittivo a punteggio, testato sia sull'intera coorte che sul sottogruppo di precipitazioni inferiori ai 10 metri, per valutarne la capacità di orientamento diagnostico. Risultati: L'analisi comparativa ha evidenziato che sesso femminile, anamnesi psichiatrica positiva, pregressi tentativi di suicidio e altezze di caduta pari o superiori a 10 metri sono significativamente associati al gruppo suicidario. A livello viscerale, le lesioni degli organi toraco-addominali hanno mostrato un ampio coinvolgimento in entrambe le coorti, pur mantenendo una maggior prevalenza nei suicidi. Allo stesso modo, anche le fratture del cingolo pelvico e degli arti (superiori e inferiori) sono risultate significativamente più frequenti nei casi di suicidio. Di contro, il trauma cranico è emerso come l'unico reperto in controtendenza, con un coinvolgimento pressochè sovrapponibile all’interno dei due gruppi. Infine, lo score ha dimostrato un'elevata accuratezza diagnostica globale con un'AUC di 0.8146 e un cut-off ottimale a 2.0 (sensibilità 79.7%, specificità 72.8%), raggiungendo una performance ancora superiore nel sottogruppo delle precipitazioni inferiori a 10 metri (AUC = 0.8376). Conclusioni: Lo studio conferma l'importanza di un approccio integrato, dimostrando come specifiche variabili anamnestiche, circostanziali e traumatologiche possano fornire elementi di orientamento diagnostico. In questo contesto, pur considerando la necessità di future validazioni su coorti indipendenti e l'integrazione di dati tossicologici, il modello predittivo sviluppato nel presente studio si propone come uno strumento di supporto per affiancare il medico legale nella complessa diagnosi differenziale delle precipitazioni, offrendo un ulteriore spunto di riflessione nei casi di più difficile interpretazione.
Legal medicine
Fall from a height
Suicide
Accident
Predictive score
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109084