Introduzione. L’acido zoledronico rappresenta una delle principali terapie antiriassorbitive per il trattamento dell’osteoporosi. Tuttavia, il ruolo del paratormone (PTH) nella risposta scheletrica al trattamento rimane poco definito. Scopo dello studio è stato valutare l’associazione tra livelli basali di PTH e risposta densitometrica e biochimica in pazienti osteoporotici trattati con acido zoledronico. Metodi. Sono stati analizzati retrospettivamente 137 pazienti consecutivi trattati con infusione annuale di acido zoledronico tra il 2021 e il 2023. I livelli di PTH sono stati espressi come Zlog PTH. Sono stati raccolti dati clinici, biochimici e densitometrici al basale e al follow-up. Gli endpoint principali comprendevano le variazioni percentuali della densità minerale ossea (BMD) a livello lombare, femore totale e collo femorale, oltre alle modifiche dei marcatori di turnover osseo (CTX e P1NP). Risultati. La popolazione studiata aveva età media di 65±9 anni ed era prevalentemente femminile (93%). Al basale, valori più elevati di Zlog PTH correlavano con T-score peggiori a livello del femore totale (r=-0.260, p=0.002) e del collo femorale (r=-0.258, p=0.003), mentre non emergeva alcuna associazione significativa con il T-score lombare. Durante il follow-up, l’incremento della BMD risultava inversamente correlato ai livelli di PTH: colonna lombare (r=-0.281, p=0.002), femore totale (r=-0.257, p=0.005) e collo femorale (r=-0.182, p=0.048). Analogamente, livelli più elevati di PTH si associavano a una minore riduzione del turnover osseo, in particolare del CTX (r=0.301, p=0.002). Nei pazienti con iperparatiroidismo primitivo, l’incremento della BMD lombare era significativamente inferiore rispetto ai soggetti senza iperparatiroidismo (0.7±2.2% vs 3.9±3.9%, p=0.004), con una maggiore incidenza di nuove fratture osteoporotiche maggiori (50% vs 5%, p=0.001). Conclusioni. Valori elevati di PTH si associano a una maggiore compromissione scheletrica basale e a una ridotta risposta clinica, densitometrica e biochimica all’acido zoledronico. La valutazione del PTH potrebbe quindi rappresentare uno strumento utile per identificare pazienti che necessitano maggiore personalizzazione del trattamento.
Ruolo del paratormone nella risposta densitometrica e bioumorale alla terapia con acido zoledronico in pazienti con osteoporosi
MEROI, CHIARA SILVIA
2025/2026
Abstract
Introduzione. L’acido zoledronico rappresenta una delle principali terapie antiriassorbitive per il trattamento dell’osteoporosi. Tuttavia, il ruolo del paratormone (PTH) nella risposta scheletrica al trattamento rimane poco definito. Scopo dello studio è stato valutare l’associazione tra livelli basali di PTH e risposta densitometrica e biochimica in pazienti osteoporotici trattati con acido zoledronico. Metodi. Sono stati analizzati retrospettivamente 137 pazienti consecutivi trattati con infusione annuale di acido zoledronico tra il 2021 e il 2023. I livelli di PTH sono stati espressi come Zlog PTH. Sono stati raccolti dati clinici, biochimici e densitometrici al basale e al follow-up. Gli endpoint principali comprendevano le variazioni percentuali della densità minerale ossea (BMD) a livello lombare, femore totale e collo femorale, oltre alle modifiche dei marcatori di turnover osseo (CTX e P1NP). Risultati. La popolazione studiata aveva età media di 65±9 anni ed era prevalentemente femminile (93%). Al basale, valori più elevati di Zlog PTH correlavano con T-score peggiori a livello del femore totale (r=-0.260, p=0.002) e del collo femorale (r=-0.258, p=0.003), mentre non emergeva alcuna associazione significativa con il T-score lombare. Durante il follow-up, l’incremento della BMD risultava inversamente correlato ai livelli di PTH: colonna lombare (r=-0.281, p=0.002), femore totale (r=-0.257, p=0.005) e collo femorale (r=-0.182, p=0.048). Analogamente, livelli più elevati di PTH si associavano a una minore riduzione del turnover osseo, in particolare del CTX (r=0.301, p=0.002). Nei pazienti con iperparatiroidismo primitivo, l’incremento della BMD lombare era significativamente inferiore rispetto ai soggetti senza iperparatiroidismo (0.7±2.2% vs 3.9±3.9%, p=0.004), con una maggiore incidenza di nuove fratture osteoporotiche maggiori (50% vs 5%, p=0.001). Conclusioni. Valori elevati di PTH si associano a una maggiore compromissione scheletrica basale e a una ridotta risposta clinica, densitometrica e biochimica all’acido zoledronico. La valutazione del PTH potrebbe quindi rappresentare uno strumento utile per identificare pazienti che necessitano maggiore personalizzazione del trattamento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109092