Transvenous systems are burdened by long-term complications in patients with arrhythmogenic cardiomyopathy(ACM). We aimed to report the long-term outcomes of subcutaneous ICD (S-ICD) therapy in a large multicenter cohort of ACM patients with different phenotypic variants. 123 consecutive ACM patients (mean age 40±15 years;67% male) underwent de novo S-ICD implantation. The phenotypic variant of ACM was “right-dominant” ACM phenotype in 31 (25%) patients, “biventricular” ACM phenotype in 57 (46%) patients and “left- dominant” ACM phenotype in 35 (29%) patients according to the recent 2024 European Task Force consensus diagnostic criteria. Over a median follow-up of 46 months, appropriate shocks occurred in 18 patients (15%), corresponding to an annualized rate of 3.8% (95% CI 2.3–6.0). A “right-dominant” phenotype and a lower right ventricular ejection fraction correlated with arrhythmic events (HR:2.53; 95%CI:1.00–6.38, p=0.049; HR:0.95, 95%CI:0.91–0.99, p=0.009). Inappropriate shocks occurred in 15 patients (12%), with an annualized rate of 3.2% (95% CI:1.8–5.2). The most common reason for inappropriate shocks was non-cardiac oversensing (47%,7/15), followed by paroxysmal supraventricular tachycardia (33%,5/15) and T-wave oversensing (20%,3/15). Device-related complications were infrequent (2%), and no device explantations were required due to pacing indications, anti-tachycardia pacing or ineffective therapy. This large multicenter study with long-term follow-up of S-ICD therapy in patients with ACM supports the S-ICD as a safe and effective alternative to transvenous ICDs for the prevention of SCD. The “right- dominant” ACM phenotype emerged as a predictor of appropriate therapy. The risk of inappropriate shocks, mainly related to non-cardiac oversensing, is acceptable, and the rate of device-related complications is very low.

I defibrillatori transvenosi sono associati a complicanze a lungo termine nei pazienti con cardiomiopatia aritmogena (CA). L’obiettivo di questo studio è stato riportare l'efficacia e la sicurezza a lungo termine della terapia con defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) in un’ampia coorte multicentrica di pazienti con CA e differenti varianti fenotipiche. Sono stati sottoposti a impianto de novo di S-ICD 123 pazienti consecutivi con CA (età media 40±15 anni; 67% maschi). Secondo i criteri diagnostici del Consensus della European Task Force del 2024, il fenotipo della CA era a dominanza destra in 31 pazienti (25%), biventricolare in 57 pazienti (46%), a dominanza sinistra in 35 pazienti (29%). Durante un follow-up mediano di 46 mesi, 18 pazienti (15%) hanno ricevuto shock appropriati in corrispondenti a un tasso annualizzato del 3.8% (IC 95%: 2.3–6.0). Il fenotipo a dominanza destra e una ridotta frazione di eiezione del ventricolo destro sono risultati associati a un maggior rischio di eventi aritmici (HR: 2.53; IC 95%: 1.00–6.38; p=0.049; HR: 0.95; IC 95%: 0.91–0.99; p=0.009). Gli shock inappropriati si sono verificati in 15 pazienti (12%), con un tasso annualizzato del 3.2% (IC 95%: 1.8–5.2). La causa più frequente di shock inappropriati è stata l’oversensing non cardiaco (47%, 7/15), seguita da tachicardia sopraventricolare parossistica (33%, 5/15) e oversensing dell’onda T (20%, 3/15). Le complicanze legate al dispositivo sono risultate infrequenti (2%) e non si è resa necessaria nessuna rimozione del dispositivo per indicazioni di pacing, pacing antitachicardico o inefficacia terapeutica. Questo ampio studio multicentrico con follow-up a lungo termine della terapia con S-ICD nei pazienti con CA supporta l’S-ICD come alternativa sicura ed efficace ai defibrillatori transvenosi per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Il fenotipo di CA a dominanza destra è emerso come predittore di terapia appropriata. Il rischio di shock inappropriati — principalmente correlato a oversensing non cardiaco — è accettabile e il tasso di complicanze legate al dispositivo è molto basso.

Efficacia e sicurezza del defibrillatore sottocutaneo nella cardiomiopatia aritmogena: uno studio di coorte multicentrico

METRA, MARTA
2025/2026

Abstract

Transvenous systems are burdened by long-term complications in patients with arrhythmogenic cardiomyopathy(ACM). We aimed to report the long-term outcomes of subcutaneous ICD (S-ICD) therapy in a large multicenter cohort of ACM patients with different phenotypic variants. 123 consecutive ACM patients (mean age 40±15 years;67% male) underwent de novo S-ICD implantation. The phenotypic variant of ACM was “right-dominant” ACM phenotype in 31 (25%) patients, “biventricular” ACM phenotype in 57 (46%) patients and “left- dominant” ACM phenotype in 35 (29%) patients according to the recent 2024 European Task Force consensus diagnostic criteria. Over a median follow-up of 46 months, appropriate shocks occurred in 18 patients (15%), corresponding to an annualized rate of 3.8% (95% CI 2.3–6.0). A “right-dominant” phenotype and a lower right ventricular ejection fraction correlated with arrhythmic events (HR:2.53; 95%CI:1.00–6.38, p=0.049; HR:0.95, 95%CI:0.91–0.99, p=0.009). Inappropriate shocks occurred in 15 patients (12%), with an annualized rate of 3.2% (95% CI:1.8–5.2). The most common reason for inappropriate shocks was non-cardiac oversensing (47%,7/15), followed by paroxysmal supraventricular tachycardia (33%,5/15) and T-wave oversensing (20%,3/15). Device-related complications were infrequent (2%), and no device explantations were required due to pacing indications, anti-tachycardia pacing or ineffective therapy. This large multicenter study with long-term follow-up of S-ICD therapy in patients with ACM supports the S-ICD as a safe and effective alternative to transvenous ICDs for the prevention of SCD. The “right- dominant” ACM phenotype emerged as a predictor of appropriate therapy. The risk of inappropriate shocks, mainly related to non-cardiac oversensing, is acceptable, and the rate of device-related complications is very low.
2025
Efficacy and Safety of Subcutaneous Implantable Cardioverter Defibrillator in Arrhythmogenic Cardiomyopathy: A Multicentre Cohort Study
I defibrillatori transvenosi sono associati a complicanze a lungo termine nei pazienti con cardiomiopatia aritmogena (CA). L’obiettivo di questo studio è stato riportare l'efficacia e la sicurezza a lungo termine della terapia con defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) in un’ampia coorte multicentrica di pazienti con CA e differenti varianti fenotipiche. Sono stati sottoposti a impianto de novo di S-ICD 123 pazienti consecutivi con CA (età media 40±15 anni; 67% maschi). Secondo i criteri diagnostici del Consensus della European Task Force del 2024, il fenotipo della CA era a dominanza destra in 31 pazienti (25%), biventricolare in 57 pazienti (46%), a dominanza sinistra in 35 pazienti (29%). Durante un follow-up mediano di 46 mesi, 18 pazienti (15%) hanno ricevuto shock appropriati in corrispondenti a un tasso annualizzato del 3.8% (IC 95%: 2.3–6.0). Il fenotipo a dominanza destra e una ridotta frazione di eiezione del ventricolo destro sono risultati associati a un maggior rischio di eventi aritmici (HR: 2.53; IC 95%: 1.00–6.38; p=0.049; HR: 0.95; IC 95%: 0.91–0.99; p=0.009). Gli shock inappropriati si sono verificati in 15 pazienti (12%), con un tasso annualizzato del 3.2% (IC 95%: 1.8–5.2). La causa più frequente di shock inappropriati è stata l’oversensing non cardiaco (47%, 7/15), seguita da tachicardia sopraventricolare parossistica (33%, 5/15) e oversensing dell’onda T (20%, 3/15). Le complicanze legate al dispositivo sono risultate infrequenti (2%) e non si è resa necessaria nessuna rimozione del dispositivo per indicazioni di pacing, pacing antitachicardico o inefficacia terapeutica. Questo ampio studio multicentrico con follow-up a lungo termine della terapia con S-ICD nei pazienti con CA supporta l’S-ICD come alternativa sicura ed efficace ai defibrillatori transvenosi per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Il fenotipo di CA a dominanza destra è emerso come predittore di terapia appropriata. Il rischio di shock inappropriati — principalmente correlato a oversensing non cardiaco — è accettabile e il tasso di complicanze legate al dispositivo è molto basso.
cardiomiopatie
S-ICD
defibrillatore
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109145