La società contemporanea è caratterizzata da profondi mutamenti culturali, sociali, demografici e sanitari, mutamenti che continuano ad evolversi rapidamente e che richiedono a professionisti e servizi una costante revisione delle proprie conoscenze e modalità organizzative. In particolare, risulta essenziale proporre una lettura approfondita dei concetti di povertà e marginalità, termini che, alla luce dei nuovi scenari, non possono più essere interpretati esclusivamente secondo le definizioni tradizionali e che coinvolgono una fascia di popolazione sempre più ampia. Partendo dalla classificazione ETHOS, che rappresenta il principale riferimento a livello europeo per la grave esclusione abitativa e la condizione delle persone senza dimora, questa tesi intende ampliare lo sguardo verso la complessità che alimenta l'aumento delle situazioni di marginalità e povertà estrema. Lo scenario attuale della marginalità non si limita infatti alle persone senza dimora e, pur riconoscendo la centralità del tema abitativo, esso può risultare riduttivo se considerato come unico criterio di riferimento. Marginalità ed emarginazione non possono più essere valutate esclusivamente in base alla presenza o assenza di un'abitazione, poiché oggi derivano da una combinazione di disuguaglianze sociali, disparità economiche, carenza di risorse, precarietà dei legami affettivi, discriminazione, esclusione dalla partecipazione sociale e, non ultimo, da un fenomeno sottile ma sempre più diffuso: la solitudine. Per questo, la classificazione ETHOS necessita di essere integrata con uno strumento capace di considerare anche le dimensioni psicologiche, sociali, economiche, culturali e sanitarie delle persone. La sfida posta dalla complessità e dall'aumento della popolazione in condizioni di povertà e di marginalità richiede una riflessione differente sul modo di leggere questi fenomeni. Una possibile prospettiva parte dagli attori che hanno una visione privilegiata della società, ossia i servizi alla persona — sociali, sanitari, enti del terzo settore e altre realtà territoriali che costituiscono la rete di supporto per le persone in fragilità. Si può far fronte ai cambiamenti solo se si diviene capaci di leggerli e comprenderli efficacemente. Questo passaggio è cruciale per la raccolta e l’interpretazione di fenomeni emergenti che impattano su molteplici aspetti della vita individuale, e per i quali, i professionisti necessitano di nuovi strumenti di valutazione, fondamentali anche per incidere a livello programmatico e organizzativo. La tesi si articola in sette capitoli, nei quali verranno analizzati e contestualizzati i principali termini e concetti necessari per approfondire l’argomentazione e per condividere una visione chiara del tema. L'oggetto di ricerca è il tentativo di superare i limiti della classificazione ETHOS per giungere ad una mappatura multidimensionale della marginalità e della povertà. ETHOS resta centrale, ma risulta riduttivo e non in grado di fornire suggerimenti su quali possono essere le aree di lavoro utili ad innescare e realizzare un cambiamento. Lo strumento proposto integra ETHOS con le dimensioni psicologiche, sociali, economiche, culturali e sanitarie, ispirandosi e proponendo una rivisitazione del modello ideato dal dott. Gino Mazzoli nell'ambito dello studio dei profili delle persone che accedono ai servizi sociali. L’approccio professionale che guida la tesi è quello del servizio sociale, con particolare enfasi anche a quello della qualità della vita e al capabilities approach. Dal punto di vista metodologico, l'elaborato si sviluppa a partire da un’analisi di fonti documentali ufficiali e dati statistici e da una parte di ricerca empirica e sperimentale che prevede delle interviste a professionisti del settore sociale, la somministrazione dello strumento e un sondaggio di feedback.
OLTRE “ETHOS”: POVERTÀ E MARGINALITÀ AL DI LÀ DEL TEMA ABITATIVO Uno strumento multidimensionale per la governance territoriale
POLAZZO, GIOVANNA
2025/2026
Abstract
La società contemporanea è caratterizzata da profondi mutamenti culturali, sociali, demografici e sanitari, mutamenti che continuano ad evolversi rapidamente e che richiedono a professionisti e servizi una costante revisione delle proprie conoscenze e modalità organizzative. In particolare, risulta essenziale proporre una lettura approfondita dei concetti di povertà e marginalità, termini che, alla luce dei nuovi scenari, non possono più essere interpretati esclusivamente secondo le definizioni tradizionali e che coinvolgono una fascia di popolazione sempre più ampia. Partendo dalla classificazione ETHOS, che rappresenta il principale riferimento a livello europeo per la grave esclusione abitativa e la condizione delle persone senza dimora, questa tesi intende ampliare lo sguardo verso la complessità che alimenta l'aumento delle situazioni di marginalità e povertà estrema. Lo scenario attuale della marginalità non si limita infatti alle persone senza dimora e, pur riconoscendo la centralità del tema abitativo, esso può risultare riduttivo se considerato come unico criterio di riferimento. Marginalità ed emarginazione non possono più essere valutate esclusivamente in base alla presenza o assenza di un'abitazione, poiché oggi derivano da una combinazione di disuguaglianze sociali, disparità economiche, carenza di risorse, precarietà dei legami affettivi, discriminazione, esclusione dalla partecipazione sociale e, non ultimo, da un fenomeno sottile ma sempre più diffuso: la solitudine. Per questo, la classificazione ETHOS necessita di essere integrata con uno strumento capace di considerare anche le dimensioni psicologiche, sociali, economiche, culturali e sanitarie delle persone. La sfida posta dalla complessità e dall'aumento della popolazione in condizioni di povertà e di marginalità richiede una riflessione differente sul modo di leggere questi fenomeni. Una possibile prospettiva parte dagli attori che hanno una visione privilegiata della società, ossia i servizi alla persona — sociali, sanitari, enti del terzo settore e altre realtà territoriali che costituiscono la rete di supporto per le persone in fragilità. Si può far fronte ai cambiamenti solo se si diviene capaci di leggerli e comprenderli efficacemente. Questo passaggio è cruciale per la raccolta e l’interpretazione di fenomeni emergenti che impattano su molteplici aspetti della vita individuale, e per i quali, i professionisti necessitano di nuovi strumenti di valutazione, fondamentali anche per incidere a livello programmatico e organizzativo. La tesi si articola in sette capitoli, nei quali verranno analizzati e contestualizzati i principali termini e concetti necessari per approfondire l’argomentazione e per condividere una visione chiara del tema. L'oggetto di ricerca è il tentativo di superare i limiti della classificazione ETHOS per giungere ad una mappatura multidimensionale della marginalità e della povertà. ETHOS resta centrale, ma risulta riduttivo e non in grado di fornire suggerimenti su quali possono essere le aree di lavoro utili ad innescare e realizzare un cambiamento. Lo strumento proposto integra ETHOS con le dimensioni psicologiche, sociali, economiche, culturali e sanitarie, ispirandosi e proponendo una rivisitazione del modello ideato dal dott. Gino Mazzoli nell'ambito dello studio dei profili delle persone che accedono ai servizi sociali. L’approccio professionale che guida la tesi è quello del servizio sociale, con particolare enfasi anche a quello della qualità della vita e al capabilities approach. Dal punto di vista metodologico, l'elaborato si sviluppa a partire da un’analisi di fonti documentali ufficiali e dati statistici e da una parte di ricerca empirica e sperimentale che prevede delle interviste a professionisti del settore sociale, la somministrazione dello strumento e un sondaggio di feedback.| File | Dimensione | Formato | |
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Giovanna Polazzo-Tesi di Laurea Innovazione e Servizio Sociale-Matricola N. 2092133.pdf
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109220