L’ipospadia è la seconda malformazione congenita più frequente del tratto genito-urinario maschile, caratterizzata da un’anomala localizzazione del meato uretrale esterno frequentemente associata ad altre alterazioni anatomiche quali chordee, prepuzio incompleto e anomalie del corpo spongioso. Nonostante i notevoli progressi delle tecniche chirurgiche abbiano migliorato significativamente gli esiti del trattamento, le complicanze post-operatorie continuano a rappresentare una sfida clinica rilevante. Diventa pertanto fondamentale identificare i fattori predittivi di esito sfavorevole, per ottimizzare la pianificazione chirurgica e il follow-up. Parallelamente, assume crescente rilevanza la valutazione degli outcomes patient-reported riguardo il risultato chirurgico, riconoscendo che il successo del trattamento dipende anche dalla soddisfazione del paziente e dal suo benessere funzionale, estetico e psicologico. L’obiettivo primario del presente studio risiede nel valutare l’associazione tra caratteristiche anatomiche iniziali, tecnica chirurgica impiegata e l’insorgenza di complicanze post-operatorie a lungo termine, al fine di identificare potenziali fattori predittivi di esito sfavorevole. Invece, come obiettivo secondario, si intende integrare gli esiti clinici oggettivi con gli outcomes patient-reported, valutando la soddisfazione estetica, funzionale e psicologica attraverso la somministrazione della versione italiana adattata del questionario SIGHT. Il presente studio, di natura monocentrica, si compone di due fasi: una prima fase retrospettiva e una seconda fase trasversale. Per la prima parte retrospettiva sono stati selezionati tutti i pazienti di età compresa tra i 3 e i 17 anni sottoposti a correzione chirurgica dell’ipospadia presso la UOC di Chirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova tra il 2014 e il 2024. Per la seconda parte trasversale, è stato somministrato su base volontaria il questionario SIGHT composto da 9 quesiti a 45 pazienti d’età compresa tra i 10 e i 17 anni, con un punteggio variabile su una scala da 1 a 5 per ogni domanda. L’analisi statistica è stata eseguita utilizzando il software IBM SPSS Statistics mediante test non parametrici quali il test di Mann-Whitney U, il test di Kruskal-Wallis e il coefficiente di correlazione di Spearman. Tutti i valori di p inferiori a 0,05 sono stati considerati statisticamente significativi. Mediante l’analisi della popolazione dello studio si riscontra il chordee pre-operatorio come principale fattore predittivo di esito sfavorevole (OR=4,4, p=0,021) confermato all’analisi multivariata assieme alla sede prossimale. Nelle forme distali, esso aumenta il rischio di complicanze e re-interventi rispettivamente di 3,7 e 4,6 volte. Riguardo le tecniche chirurgiche delle ipospadie distali, si evidenzia che tecniche diverse a MAGPI si associano ad un rischio significativamente maggiore di complicanze. Nelle forme prossimali il tasso delle complicanze risulta pari al 44,12%, non correlato in maniera rilevante a specifiche tecniche. La fase trasversale dello studio evidenzia una soddisfazione globale pari al 81,22%. Pur in assenza di differenze statisticamente significative, i pazienti con complicanze, re-interventi e, in particolare, fistole post-operatorie hanno riportato livelli di soddisfazione inferiori. Lo studio evidenzia il chordee preoperatorio come principale fattore predittivo di esito sfavorevole, sottolineando l’importanza della stratificazione anatomica del rischio. Parallelamente, l'analisi dei PROMs conferma un elevato grado di soddisfazione, evidenziando come la valutazione del successo terapeutico debba integrare gli esiti chirurgici con la percezione soggettiva del paziente. Questi risultati rappresentano inoltre una base per lo sviluppo di futuri modelli predittivi e strumenti di supporto decisionale basati sull'AI, per una gestione più personalizzata.
Outcome chirurgico e patient satisfaction nella chirurgia dell'ipospadia in età pediatrica: analisi dei fattori predittivi
CARRA, GIULIA
2025/2026
Abstract
L’ipospadia è la seconda malformazione congenita più frequente del tratto genito-urinario maschile, caratterizzata da un’anomala localizzazione del meato uretrale esterno frequentemente associata ad altre alterazioni anatomiche quali chordee, prepuzio incompleto e anomalie del corpo spongioso. Nonostante i notevoli progressi delle tecniche chirurgiche abbiano migliorato significativamente gli esiti del trattamento, le complicanze post-operatorie continuano a rappresentare una sfida clinica rilevante. Diventa pertanto fondamentale identificare i fattori predittivi di esito sfavorevole, per ottimizzare la pianificazione chirurgica e il follow-up. Parallelamente, assume crescente rilevanza la valutazione degli outcomes patient-reported riguardo il risultato chirurgico, riconoscendo che il successo del trattamento dipende anche dalla soddisfazione del paziente e dal suo benessere funzionale, estetico e psicologico. L’obiettivo primario del presente studio risiede nel valutare l’associazione tra caratteristiche anatomiche iniziali, tecnica chirurgica impiegata e l’insorgenza di complicanze post-operatorie a lungo termine, al fine di identificare potenziali fattori predittivi di esito sfavorevole. Invece, come obiettivo secondario, si intende integrare gli esiti clinici oggettivi con gli outcomes patient-reported, valutando la soddisfazione estetica, funzionale e psicologica attraverso la somministrazione della versione italiana adattata del questionario SIGHT. Il presente studio, di natura monocentrica, si compone di due fasi: una prima fase retrospettiva e una seconda fase trasversale. Per la prima parte retrospettiva sono stati selezionati tutti i pazienti di età compresa tra i 3 e i 17 anni sottoposti a correzione chirurgica dell’ipospadia presso la UOC di Chirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova tra il 2014 e il 2024. Per la seconda parte trasversale, è stato somministrato su base volontaria il questionario SIGHT composto da 9 quesiti a 45 pazienti d’età compresa tra i 10 e i 17 anni, con un punteggio variabile su una scala da 1 a 5 per ogni domanda. L’analisi statistica è stata eseguita utilizzando il software IBM SPSS Statistics mediante test non parametrici quali il test di Mann-Whitney U, il test di Kruskal-Wallis e il coefficiente di correlazione di Spearman. Tutti i valori di p inferiori a 0,05 sono stati considerati statisticamente significativi. Mediante l’analisi della popolazione dello studio si riscontra il chordee pre-operatorio come principale fattore predittivo di esito sfavorevole (OR=4,4, p=0,021) confermato all’analisi multivariata assieme alla sede prossimale. Nelle forme distali, esso aumenta il rischio di complicanze e re-interventi rispettivamente di 3,7 e 4,6 volte. Riguardo le tecniche chirurgiche delle ipospadie distali, si evidenzia che tecniche diverse a MAGPI si associano ad un rischio significativamente maggiore di complicanze. Nelle forme prossimali il tasso delle complicanze risulta pari al 44,12%, non correlato in maniera rilevante a specifiche tecniche. La fase trasversale dello studio evidenzia una soddisfazione globale pari al 81,22%. Pur in assenza di differenze statisticamente significative, i pazienti con complicanze, re-interventi e, in particolare, fistole post-operatorie hanno riportato livelli di soddisfazione inferiori. Lo studio evidenzia il chordee preoperatorio come principale fattore predittivo di esito sfavorevole, sottolineando l’importanza della stratificazione anatomica del rischio. Parallelamente, l'analisi dei PROMs conferma un elevato grado di soddisfazione, evidenziando come la valutazione del successo terapeutico debba integrare gli esiti chirurgici con la percezione soggettiva del paziente. Questi risultati rappresentano inoltre una base per lo sviluppo di futuri modelli predittivi e strumenti di supporto decisionale basati sull'AI, per una gestione più personalizzata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109264