Gender-affirming hormone therapy (GAHT) induces physiological changes that can influence the coagulation profile and alter the risk of venous thromboembolism (VTE) in transgender individuals. The objective of this prospective study is to longitudinally monitor fluctuations in the hemostatic profile of transgender patients undergoing GAHT over a 24-month period, in order to evaluate specific coagulation alterations and the related thromboembolic risk. Materials and methods This longitudinal study enrolled 124 adult participants, equally divided into 62 AMAB (Assigned Male at Birth) and 62 AFAB (Assigned Female at Birth) individuals. The hemostatic profile was evaluated at baseline (T0) and at 3, 6, 12, and 24 months after the initiation of hormone therapy. The analysis was conducted by integrating routine coagulation tests with global hemostasis assays, specifically rotational thromboelastometry (ROTEM), platelet aggregometry (Multiplate), and the thrombin generation assay (TGA). Results At baseline, AFAB individuals exhibited a more procoagulant profile compared to AMAB individuals. During follow-up, estrogen-based feminizing therapy (AMAB subjects) induced a marked and progressive shift toward a procoagulant phenotype, characterized by increased fibrinogen, higher thrombin generation potential, and a clear acquired resistance to the Protein C inhibitory system. Conversely, testosterone-based masculinizing therapy (AFAB subjects) resulted in more contained modifications, partly anticoagulant in nature, while maintaining sensitivity to the physiological regulatory mechanisms of Protein C. Conclusions GAHT exerts opposite, time-dependent effects on hemostatic balance depending on the sex assigned at birth. While feminizing therapy is associated with a progressive state of hypercoagulability, masculinizing therapy presents a clinically safer thrombotic profile. Global hemostatic tests (such as ROTEM and TGA) proved to be superior methods compared to routine tests in detecting these alterations and represent crucial tools for the individualized stratification of thrombotic risk.

Presupposti La terapia ormonale di affermazione di genere (GAHT) induce modificazioni fisiologiche che possono influenzare l'assetto coagulativo e alterare il rischio tromboembolico venoso (TEV) nelle persone transgender. Scopo dello studio L'obiettivo di questo studio prospettico è monitorare longitudinalmente le fluttuazioni del profilo emostatico in pazienti transgender sottoposti a GAHT nel corso di 24 mesi, al fine di valutare le specifiche alterazioni emocoagulative e il relativo rischio tromboembolico. Materiali e metodi Lo studio longitudinale ha arruolato 124 partecipanti maggiorenni, suddivisi equamente in 62 soggetti AMAB (assegnati maschi alla nascita) e 62 soggetti AFAB (assegnate femmine alla nascita). L'assetto emostatico è stato valutato al basale (T0) e a 3, 6, 12 e 24 mesi dall'inizio della terapia ormonale. L'analisi è stata condotta integrando test coagulativi di routine con indagini di emostasi globale, nello specifico la tromboelastometria rotazionale (ROTEM), l'aggregometria piastrinica (Multiplate) e il test di generazione della trombina (TGA). Risultati Al basale, i soggetti AFAB mostravano un profilo maggiormente procoagulante rispetto ai soggetti AMAB. Nel corso del follow-up, la terapia femminilizzante a base di estrogeni (soggetti AMAB) ha indotto un marcato e progressivo spostamento verso un fenotipo procoagulante, caratterizzato da un aumento del fibrinogeno, maggiore potenziale di generazione della trombina e l'instaurarsi di una netta resistenza acquisita al sistema inibitorio della Proteina C. Al contrario, la terapia mascolinizzante con testosterone (soggetti AFAB) ha determinato modificazioni più contenute, in parte di natura anticoagulante, mantenendo inalterata la sensibilità ai meccanismi fisiologici di regolazione della Proteina C. Conclsuioni La GAHT esercita effetti opposti e tempo-dipendenti sull'equilibrio emostatico in base al sesso assegnato alla nascita. Mentre la terapia femminilizzante si associa a un progressivo stato di ipercoagulabilità, quella mascolinizzante mostra un profilo trombotico clinicamente più sicuro. I test emostatici globali (come ROTEM e TGA) si sono rivelati metodiche superiori rispetto ai test di routine per intercettare tali alterazioni e risultano strumenti fondamentali per la stratificazione individualizzata del rischio trombotico.

Studio longitudinale sull’evoluzione del profilo coagulativo nei pazienti transgender in terapia ormonale di affermazione di genere

D'AMBROSIO, GIUSEPPE
2025/2026

Abstract

Gender-affirming hormone therapy (GAHT) induces physiological changes that can influence the coagulation profile and alter the risk of venous thromboembolism (VTE) in transgender individuals. The objective of this prospective study is to longitudinally monitor fluctuations in the hemostatic profile of transgender patients undergoing GAHT over a 24-month period, in order to evaluate specific coagulation alterations and the related thromboembolic risk. Materials and methods This longitudinal study enrolled 124 adult participants, equally divided into 62 AMAB (Assigned Male at Birth) and 62 AFAB (Assigned Female at Birth) individuals. The hemostatic profile was evaluated at baseline (T0) and at 3, 6, 12, and 24 months after the initiation of hormone therapy. The analysis was conducted by integrating routine coagulation tests with global hemostasis assays, specifically rotational thromboelastometry (ROTEM), platelet aggregometry (Multiplate), and the thrombin generation assay (TGA). Results At baseline, AFAB individuals exhibited a more procoagulant profile compared to AMAB individuals. During follow-up, estrogen-based feminizing therapy (AMAB subjects) induced a marked and progressive shift toward a procoagulant phenotype, characterized by increased fibrinogen, higher thrombin generation potential, and a clear acquired resistance to the Protein C inhibitory system. Conversely, testosterone-based masculinizing therapy (AFAB subjects) resulted in more contained modifications, partly anticoagulant in nature, while maintaining sensitivity to the physiological regulatory mechanisms of Protein C. Conclusions GAHT exerts opposite, time-dependent effects on hemostatic balance depending on the sex assigned at birth. While feminizing therapy is associated with a progressive state of hypercoagulability, masculinizing therapy presents a clinically safer thrombotic profile. Global hemostatic tests (such as ROTEM and TGA) proved to be superior methods compared to routine tests in detecting these alterations and represent crucial tools for the individualized stratification of thrombotic risk.
2025
Longitudinal Study on the Evolution of the Coagulation Profile in Transgender Individuals Receiving Gender-Affirming Hormone Therapy
Presupposti La terapia ormonale di affermazione di genere (GAHT) induce modificazioni fisiologiche che possono influenzare l'assetto coagulativo e alterare il rischio tromboembolico venoso (TEV) nelle persone transgender. Scopo dello studio L'obiettivo di questo studio prospettico è monitorare longitudinalmente le fluttuazioni del profilo emostatico in pazienti transgender sottoposti a GAHT nel corso di 24 mesi, al fine di valutare le specifiche alterazioni emocoagulative e il relativo rischio tromboembolico. Materiali e metodi Lo studio longitudinale ha arruolato 124 partecipanti maggiorenni, suddivisi equamente in 62 soggetti AMAB (assegnati maschi alla nascita) e 62 soggetti AFAB (assegnate femmine alla nascita). L'assetto emostatico è stato valutato al basale (T0) e a 3, 6, 12 e 24 mesi dall'inizio della terapia ormonale. L'analisi è stata condotta integrando test coagulativi di routine con indagini di emostasi globale, nello specifico la tromboelastometria rotazionale (ROTEM), l'aggregometria piastrinica (Multiplate) e il test di generazione della trombina (TGA). Risultati Al basale, i soggetti AFAB mostravano un profilo maggiormente procoagulante rispetto ai soggetti AMAB. Nel corso del follow-up, la terapia femminilizzante a base di estrogeni (soggetti AMAB) ha indotto un marcato e progressivo spostamento verso un fenotipo procoagulante, caratterizzato da un aumento del fibrinogeno, maggiore potenziale di generazione della trombina e l'instaurarsi di una netta resistenza acquisita al sistema inibitorio della Proteina C. Al contrario, la terapia mascolinizzante con testosterone (soggetti AFAB) ha determinato modificazioni più contenute, in parte di natura anticoagulante, mantenendo inalterata la sensibilità ai meccanismi fisiologici di regolazione della Proteina C. Conclsuioni La GAHT esercita effetti opposti e tempo-dipendenti sull'equilibrio emostatico in base al sesso assegnato alla nascita. Mentre la terapia femminilizzante si associa a un progressivo stato di ipercoagulabilità, quella mascolinizzante mostra un profilo trombotico clinicamente più sicuro. I test emostatici globali (come ROTEM e TGA) si sono rivelati metodiche superiori rispetto ai test di routine per intercettare tali alterazioni e risultano strumenti fondamentali per la stratificazione individualizzata del rischio trombotico.
Disforia di genere
GAHT
Coagulazione
Rischio trombotico
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