Introduzione. La morte cardiaca improvvisa dovuta ad aritmie ventricolari maligne rimane una delle cause principali di morte, specialmente nei giovani affetti da cardiomiopatie. Il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) rappresenta l’unica terapia preventiva consolidata. Tuttavia, i sistemi attualmente più utilizzati, transvenosi (TV-ICD) e sottocutanei (S-ICD), presentano limiti significativi che ne riducono l’applicabilità. Un nuovo ICD extravascolare (EV-ICD) è in grado di offrire sia la defibrillazione sia la stimolazione antitachicardica (ATP) combinando i vantaggi dei dispositivi esistenti e configurandosi come alternativa efficace e sicura nei pazienti che richiedono protezione aritmica. Scopo dello studio. L’obiettivo è valutare la performance ed il profilo di sicurezza del defibrillatore extravascolare EV-ICD. Materiali e metodi. Lo studio consiste in una serie di casi nella quale sono stati inclusi pazienti consecutivi sottoposti ad impianto di EV-ICD presso la clinica Cardiologica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel periodo compreso tra luglio 2024 e aprile 2026. Tutti i pazienti sono stati sottoposti, in fase preoperatoria, a tomografia computerizzata (TC) del torace per la pianificazione della procedura. Risultati. La popolazione di studio è composta da 12 pazienti (7 femmine, 5 maschi; età media 39 16.2 anni; BMI medio pari a 24.4 3.4 kg/m²). L’indicazione all’impianto di EV-ICD era in prevenzione primaria in tutti i pazienti (n=12). La frazione di eiezione del ventricolo sinistro media è stata 46.9 12.6%. Le patologie sottostanti comprendevano: cardiomiopatia aritmogena (n=7), cardiomiopatia dilatativa post miocarditica (n=1), cardiomiopatia ipertrofica da malattia di Danon (n=1), sindrome di Brugada (n=1), cardiomiopatia dilatativa (n=1), sarcoidosi cardiaca (n=1). In 8 pazienti (66.7%) la scelta dell’EV-ICD è stata motivata dall’ineleggibilità all’impianto di S-ICD per fallimento dello screening preoperatorio. In un caso, la scelta è stata guidata dalla volontà del paziente per ragioni estetiche, mentre in 2 pazienti la decisione è stata dettata dal giudizio clinico del medico. Infine, in un ultimo paziente, l’impianto dell’EV-ICD è stato indicato sulla base di una concomitanza di fattori come l’alto rischio infettivo e la verosimile necessità di ATP. Il tempo di impianto dell’EV-ICD è durato in media 114.6 43.1 minuti e l’elettrocatetere è stato posizionato in sede retrosternale con successo in tutti i casi. Il test di defibrillazione è risultato efficace nel 100% dei casi. Tra i parametri registrati all’impianto, l’ampiezza dell’onda P era di 0.073 0.025 mV, il sensing dell’onda R 2.93 1.27 mV, la soglia di pacing 5.83 2.21 V per 3.20 2.44 ms e l’impedenza di shock 66.5 15.8 Ω. Non sono state rilevate complicanze intraoperatorie. Al follow-up medio di 6 mesi è stata osservata una sola complicanza (infezione della tasca del dispositivo con necessità di revisione). Tra i parametri registrati al follow-up, l’impedenza di shock media è risultata 72.7 19.7 Ω e il sensing dell’onda R 2.4 0.9 mV. Non sono state rilevate aritmie ventricolari sostenute e non sono state erogate terapie. Conclusioni. Lo studio, rappresentativo della nostra esperienza clinica, supporta i dati di fattibilità tecnica e sicurezza della procedura di impianto del defibrillatore extravascolare. I risultati ottenuti suggeriscono come l’EV-ICD possa costituire una valida e sicura opzione in pazienti giovani con cardiomiopatie non eleggibili all’impianto di S-ICD per failure dello screening preoperatorio, sebbene siano necessari studi prospettici con casistiche più voluminose per verificare questi dati.
Efficacia e sicurezza del defibrillatore extravascolare: risultati di un'esperienza monocentrica
BELLOCCHI, ALESSANDRO
2025/2026
Abstract
Introduzione. La morte cardiaca improvvisa dovuta ad aritmie ventricolari maligne rimane una delle cause principali di morte, specialmente nei giovani affetti da cardiomiopatie. Il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) rappresenta l’unica terapia preventiva consolidata. Tuttavia, i sistemi attualmente più utilizzati, transvenosi (TV-ICD) e sottocutanei (S-ICD), presentano limiti significativi che ne riducono l’applicabilità. Un nuovo ICD extravascolare (EV-ICD) è in grado di offrire sia la defibrillazione sia la stimolazione antitachicardica (ATP) combinando i vantaggi dei dispositivi esistenti e configurandosi come alternativa efficace e sicura nei pazienti che richiedono protezione aritmica. Scopo dello studio. L’obiettivo è valutare la performance ed il profilo di sicurezza del defibrillatore extravascolare EV-ICD. Materiali e metodi. Lo studio consiste in una serie di casi nella quale sono stati inclusi pazienti consecutivi sottoposti ad impianto di EV-ICD presso la clinica Cardiologica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel periodo compreso tra luglio 2024 e aprile 2026. Tutti i pazienti sono stati sottoposti, in fase preoperatoria, a tomografia computerizzata (TC) del torace per la pianificazione della procedura. Risultati. La popolazione di studio è composta da 12 pazienti (7 femmine, 5 maschi; età media 39 16.2 anni; BMI medio pari a 24.4 3.4 kg/m²). L’indicazione all’impianto di EV-ICD era in prevenzione primaria in tutti i pazienti (n=12). La frazione di eiezione del ventricolo sinistro media è stata 46.9 12.6%. Le patologie sottostanti comprendevano: cardiomiopatia aritmogena (n=7), cardiomiopatia dilatativa post miocarditica (n=1), cardiomiopatia ipertrofica da malattia di Danon (n=1), sindrome di Brugada (n=1), cardiomiopatia dilatativa (n=1), sarcoidosi cardiaca (n=1). In 8 pazienti (66.7%) la scelta dell’EV-ICD è stata motivata dall’ineleggibilità all’impianto di S-ICD per fallimento dello screening preoperatorio. In un caso, la scelta è stata guidata dalla volontà del paziente per ragioni estetiche, mentre in 2 pazienti la decisione è stata dettata dal giudizio clinico del medico. Infine, in un ultimo paziente, l’impianto dell’EV-ICD è stato indicato sulla base di una concomitanza di fattori come l’alto rischio infettivo e la verosimile necessità di ATP. Il tempo di impianto dell’EV-ICD è durato in media 114.6 43.1 minuti e l’elettrocatetere è stato posizionato in sede retrosternale con successo in tutti i casi. Il test di defibrillazione è risultato efficace nel 100% dei casi. Tra i parametri registrati all’impianto, l’ampiezza dell’onda P era di 0.073 0.025 mV, il sensing dell’onda R 2.93 1.27 mV, la soglia di pacing 5.83 2.21 V per 3.20 2.44 ms e l’impedenza di shock 66.5 15.8 Ω. Non sono state rilevate complicanze intraoperatorie. Al follow-up medio di 6 mesi è stata osservata una sola complicanza (infezione della tasca del dispositivo con necessità di revisione). Tra i parametri registrati al follow-up, l’impedenza di shock media è risultata 72.7 19.7 Ω e il sensing dell’onda R 2.4 0.9 mV. Non sono state rilevate aritmie ventricolari sostenute e non sono state erogate terapie. Conclusioni. Lo studio, rappresentativo della nostra esperienza clinica, supporta i dati di fattibilità tecnica e sicurezza della procedura di impianto del defibrillatore extravascolare. I risultati ottenuti suggeriscono come l’EV-ICD possa costituire una valida e sicura opzione in pazienti giovani con cardiomiopatie non eleggibili all’impianto di S-ICD per failure dello screening preoperatorio, sebbene siano necessari studi prospettici con casistiche più voluminose per verificare questi dati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109421