Questo elaborato vuole analizzare il fenomeno NEET (Neither in Empoyment, Education or Training), che risulta essere un problema di centrale importanza nella società odierna, in virtù della sempre maggiore complessità che caratterizza i processi di transizione tra contesti formativi e mondo del lavoro. L’obiettivo dell’analisi è quello di dare voce a chi vive questa condizione, ponendo il focus sul loro stato emotivo e psicologico, oltre che su esperienze e prospettive future. Per questo motivo si è scelto di concentrare il lavoro di approfondimento e analisi su una ricerca condotta nel territorio veneto e promossa dall’Osservatorio Economico e Sociale di Treviso e Belluno: essa prende come riferimento il Goal 8 dell’Agenda 2030 e cerca di sviscerare la tematica NEET tramite interviste dirette con giovani non impegnati in attività formative e/o lavorative e professionisti che lavorano nel settore. Agli elementi così raccolti si è scelto di affiancare i risultati di un focus group e della somministrazione di un questionario, curati in occasione della scrittura di questo elaborato. Tale analisi è stata, inoltre, condotta con uno sguardo verso il futuro, cercando di individuare le strategie di intervento che più risultano essere funzionali a prevenire e/o ridurre il fenomeno. I risultati evidenziano in particolare le attività di orientamento, la precarietà lavorativa, il sostegno familiare e la gestione del tempo libero come principali elementi di criticità per i giovani, che possono generare disorientamento, demotivazione e allontanamento dai percorsi formativi o lavorativi. È quindi possibile concludere che, in un contesto in cui il processo di transizione alla vita adulta sta diventando sempre più complesso e prolungato nel tempo, il Terzo Settore risulta avere un ruolo centrale nel creare un ponte tra i giovani e le istituzioni, anche se tale potenziale ad oggi non è totalmente espresso; molto importanti sono anche gli approcci educativi SDL, finalizzati allo sviluppo e al potenziamento di capacità legate all’apprendimento autonomo e alla formazione continua, essenziali per permettere l’adattamento dell’individuo ai continui cambiamenti della società. Infine, risulta importante anche creare una rete di supporto psico-emotivo per i giovani ma anche per chi vi è a contatto quotidianamente, come familiari e insegnanti.
Giovani NEET tra vulnerabilità e inclusione: analisi dei bisogni, testimonianze territoriali e strategie di intervento nel contesto veneto
SALSI, ELISA
2025/2026
Abstract
Questo elaborato vuole analizzare il fenomeno NEET (Neither in Empoyment, Education or Training), che risulta essere un problema di centrale importanza nella società odierna, in virtù della sempre maggiore complessità che caratterizza i processi di transizione tra contesti formativi e mondo del lavoro. L’obiettivo dell’analisi è quello di dare voce a chi vive questa condizione, ponendo il focus sul loro stato emotivo e psicologico, oltre che su esperienze e prospettive future. Per questo motivo si è scelto di concentrare il lavoro di approfondimento e analisi su una ricerca condotta nel territorio veneto e promossa dall’Osservatorio Economico e Sociale di Treviso e Belluno: essa prende come riferimento il Goal 8 dell’Agenda 2030 e cerca di sviscerare la tematica NEET tramite interviste dirette con giovani non impegnati in attività formative e/o lavorative e professionisti che lavorano nel settore. Agli elementi così raccolti si è scelto di affiancare i risultati di un focus group e della somministrazione di un questionario, curati in occasione della scrittura di questo elaborato. Tale analisi è stata, inoltre, condotta con uno sguardo verso il futuro, cercando di individuare le strategie di intervento che più risultano essere funzionali a prevenire e/o ridurre il fenomeno. I risultati evidenziano in particolare le attività di orientamento, la precarietà lavorativa, il sostegno familiare e la gestione del tempo libero come principali elementi di criticità per i giovani, che possono generare disorientamento, demotivazione e allontanamento dai percorsi formativi o lavorativi. È quindi possibile concludere che, in un contesto in cui il processo di transizione alla vita adulta sta diventando sempre più complesso e prolungato nel tempo, il Terzo Settore risulta avere un ruolo centrale nel creare un ponte tra i giovani e le istituzioni, anche se tale potenziale ad oggi non è totalmente espresso; molto importanti sono anche gli approcci educativi SDL, finalizzati allo sviluppo e al potenziamento di capacità legate all’apprendimento autonomo e alla formazione continua, essenziali per permettere l’adattamento dell’individuo ai continui cambiamenti della società. Infine, risulta importante anche creare una rete di supporto psico-emotivo per i giovani ma anche per chi vi è a contatto quotidianamente, come familiari e insegnanti.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Salsi_Elisa.pdf
Accesso riservato
Dimensione
671.01 kB
Formato
Adobe PDF
|
671.01 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/109779