Il concetto di isteria si è sviluppato nel corso dei secoli, costantemente mutando di significato e interpretazione. La sua evoluzione offre una chiave di lettura necessaria per comprendere lo sviluppo del pensiero psicologico e psichiatrico moderni. Il presente elaborato si propone di ripercorrere la storia del disturbo, unendo la prospettiva psicoanalitica alle critiche avanzate dal movimento femminista. Risulta centrale far emergere non solo la sua dimensione clinica, ma anche il ruolo svolto come strumento di patologizzazione della femminilità. Il tema rimane ancora attuale: il termine isteria sopravvive nel linguaggio comune come insulto denigrante di fronte a espressioni emotive femminili considerate eccessive e teatrali. È quindi centrale valutare l’importanza di un disturbo unico nel suo genere: allo stesso tempo strumento di controllo sociale e forma di espressione del disagio femminile. L’obiettivo del lavoro è partire da una descrizione delle prime elaborazioni del disturbo per comprendere le basi delle teorie psicoanalitiche che stanno alla base della sua definizione. Ciò permette una migliore comprensione delle critiche femministe avanzate e delle revisioni e ristrutturazioni proposte dallo stesso movimento integrato nella pratica psicoanalitica. L’elaborato si conclude con un’analisi di come, a livello clinico, l’isteria sia stata frammentata in nuove diagnosi e al contempo mantenuta come aggettivo derogatorio. Si propone di farlo attraverso una revisione della letteratura articolata su tre capitoli. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica del disturbo. Dalle teorie uterine delle civiltà mesopotamiche fino alle teorizzazioni di Jean-Martin Charcot, Josef Breuer e Sigmund Freud, con particolare attenzione al caso clinico di Dora, oggetto di riletture critiche da parte del pensiero femminista. Il secondo rilegge i medesimi contenuti attraverso una lente femminista, passando dalle critiche avanzate alla psicoanalisi alla revisione intersoggettiva proposta come ristrutturazione. Il capitolo finale si pone di valutare le implicazioni cliniche, seguendo la frammentazione dell’isteria nelle categorie del DSM e l’integrazione della prospettiva psicoanalitica attraverso le teorizzazioni di Nancy McWilliams e del PDM.
Riflessioni sull'isteria: storia di un disturbo tra psicoanalisi e prospettive femministe
SCARSO, EMMA
2025/2026
Abstract
Il concetto di isteria si è sviluppato nel corso dei secoli, costantemente mutando di significato e interpretazione. La sua evoluzione offre una chiave di lettura necessaria per comprendere lo sviluppo del pensiero psicologico e psichiatrico moderni. Il presente elaborato si propone di ripercorrere la storia del disturbo, unendo la prospettiva psicoanalitica alle critiche avanzate dal movimento femminista. Risulta centrale far emergere non solo la sua dimensione clinica, ma anche il ruolo svolto come strumento di patologizzazione della femminilità. Il tema rimane ancora attuale: il termine isteria sopravvive nel linguaggio comune come insulto denigrante di fronte a espressioni emotive femminili considerate eccessive e teatrali. È quindi centrale valutare l’importanza di un disturbo unico nel suo genere: allo stesso tempo strumento di controllo sociale e forma di espressione del disagio femminile. L’obiettivo del lavoro è partire da una descrizione delle prime elaborazioni del disturbo per comprendere le basi delle teorie psicoanalitiche che stanno alla base della sua definizione. Ciò permette una migliore comprensione delle critiche femministe avanzate e delle revisioni e ristrutturazioni proposte dallo stesso movimento integrato nella pratica psicoanalitica. L’elaborato si conclude con un’analisi di come, a livello clinico, l’isteria sia stata frammentata in nuove diagnosi e al contempo mantenuta come aggettivo derogatorio. Si propone di farlo attraverso una revisione della letteratura articolata su tre capitoli. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica del disturbo. Dalle teorie uterine delle civiltà mesopotamiche fino alle teorizzazioni di Jean-Martin Charcot, Josef Breuer e Sigmund Freud, con particolare attenzione al caso clinico di Dora, oggetto di riletture critiche da parte del pensiero femminista. Il secondo rilegge i medesimi contenuti attraverso una lente femminista, passando dalle critiche avanzate alla psicoanalisi alla revisione intersoggettiva proposta come ristrutturazione. Il capitolo finale si pone di valutare le implicazioni cliniche, seguendo la frammentazione dell’isteria nelle categorie del DSM e l’integrazione della prospettiva psicoanalitica attraverso le teorizzazioni di Nancy McWilliams e del PDM.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Scarso_Emma.pdf
Accesso riservato
Dimensione
993.89 kB
Formato
Adobe PDF
|
993.89 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/109782