Scopo Lo scopo di questo studio è stato quello di delineare il quadro clinico-patologico e prognostico dei pazienti con melanoma cutaneo in stadio IIA, con particolare attenzione alle differenze tra melanomi T2b e T3a. Inoltre, sono stati identificati i principali fattori prognostici indipendenti e descritte alcune associazioni tra caratteristiche dermatoscopiche e variabili clinico-istologiche. Risultati La popolazione dello studio comprendeva 99 pazienti con melanoma T2b e 102 con melanoma T3a. Lo spessore di Breslow è risultato essere un predittore indipendente di recidiva (HR 1,49, IC 95% 1,07-2,08, p=0,019), mentre la presenza di TILs di tipo brisk è risultata indipendentemente associata ad una migliore sopravvivenza libera da malattia (HR 0,31, IC 95% 0,13-0,74, p=0,008). Dopo un follow-up mediano di 144 mesi, 55 pazienti hanno sviluppato una recidiva di malattia. La recidiva si è verificata con una frequenza significativamente maggiore tra i pazienti con melanoma T3a rispetto a quelli con malattia T2b (35,3% vs 19,2%; p=0,016). I pazienti con melanoma T3a hanno inoltre mostrato esiti a lungo termine significativamente peggiori, con una sopravvivenza libera da malattia a 5 anni del 67,5% rispetto all’87,5% del melanoma T2b e una sopravvivenza globale a 5 anni rispettivamente del 74,5% contro l’84,6%. Un trend simile, sebbene non statisticamente significativo, è stato osservato per la sopravvivenza melanoma-specifica. Durante il follow-up sono stati registrati 84 decessi, di cui 40 attribuibili al melanoma. Il pattern vascolare atipico ha mostrato la più forte associazione con il rischio di recidiva tumorale (effect size=0,32, p=0,002), mentre le strie atipiche hanno dimostrato un’associazione negativa con lo spessore di Breslow (effect size=-0,40, p =0,020) e, al contempo, un’associazione positiva con la presenza di invasione linfovascolare (effect size=0,19, p=0,045). Infine, le aree di regressione dermatoscopica e il colore grigio si sono associati in modo significativo alla regressione istologica. Conclusioni Sebbene siano classificati all’interno dello stesso stadio, i melanomi dei sottogruppi T2b e T3a presentano comportamenti prognostici differenti. Questi risultati suggeriscono che lo stadio IIA racchiude gruppi di rischio biologicamente distinti e sottolineano il potenziale contributo dei fattori clinico-patologici, immunorelati e dermatoscopici nel guidare una stratificazione prognostica più precisa. Tali evidenze rappresentano il presupposto per svolgere ulteriori studi mirati ad una revisione delle attuali strategie di stadiazione, al fine di personalizzare il percorso di follow-up e identificare precocemente i pazienti ad alto rischio che potrebbero beneficiare di terapie adiuvanti.
Melanoma in stadio IIA: presentazione clinica, caratteristiche patologiche e prognosi nel contesto delle nuove prospettive terapeutiche.
CESCATTI, CHIARA
2025/2026
Abstract
Scopo Lo scopo di questo studio è stato quello di delineare il quadro clinico-patologico e prognostico dei pazienti con melanoma cutaneo in stadio IIA, con particolare attenzione alle differenze tra melanomi T2b e T3a. Inoltre, sono stati identificati i principali fattori prognostici indipendenti e descritte alcune associazioni tra caratteristiche dermatoscopiche e variabili clinico-istologiche. Risultati La popolazione dello studio comprendeva 99 pazienti con melanoma T2b e 102 con melanoma T3a. Lo spessore di Breslow è risultato essere un predittore indipendente di recidiva (HR 1,49, IC 95% 1,07-2,08, p=0,019), mentre la presenza di TILs di tipo brisk è risultata indipendentemente associata ad una migliore sopravvivenza libera da malattia (HR 0,31, IC 95% 0,13-0,74, p=0,008). Dopo un follow-up mediano di 144 mesi, 55 pazienti hanno sviluppato una recidiva di malattia. La recidiva si è verificata con una frequenza significativamente maggiore tra i pazienti con melanoma T3a rispetto a quelli con malattia T2b (35,3% vs 19,2%; p=0,016). I pazienti con melanoma T3a hanno inoltre mostrato esiti a lungo termine significativamente peggiori, con una sopravvivenza libera da malattia a 5 anni del 67,5% rispetto all’87,5% del melanoma T2b e una sopravvivenza globale a 5 anni rispettivamente del 74,5% contro l’84,6%. Un trend simile, sebbene non statisticamente significativo, è stato osservato per la sopravvivenza melanoma-specifica. Durante il follow-up sono stati registrati 84 decessi, di cui 40 attribuibili al melanoma. Il pattern vascolare atipico ha mostrato la più forte associazione con il rischio di recidiva tumorale (effect size=0,32, p=0,002), mentre le strie atipiche hanno dimostrato un’associazione negativa con lo spessore di Breslow (effect size=-0,40, p =0,020) e, al contempo, un’associazione positiva con la presenza di invasione linfovascolare (effect size=0,19, p=0,045). Infine, le aree di regressione dermatoscopica e il colore grigio si sono associati in modo significativo alla regressione istologica. Conclusioni Sebbene siano classificati all’interno dello stesso stadio, i melanomi dei sottogruppi T2b e T3a presentano comportamenti prognostici differenti. Questi risultati suggeriscono che lo stadio IIA racchiude gruppi di rischio biologicamente distinti e sottolineano il potenziale contributo dei fattori clinico-patologici, immunorelati e dermatoscopici nel guidare una stratificazione prognostica più precisa. Tali evidenze rappresentano il presupposto per svolgere ulteriori studi mirati ad una revisione delle attuali strategie di stadiazione, al fine di personalizzare il percorso di follow-up e identificare precocemente i pazienti ad alto rischio che potrebbero beneficiare di terapie adiuvanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109870