Background. Gli eosinofili sono granulociti normalmente residenti nei tessuti, come nelle mucose di rivestimento dell'apparato respiratorio. Già ampiamente studiati ed adottati nella pratica clinica in patologie polmonari come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, negli ultimi anni l’interesse per gli eosinofili è cresciuto anche nell’ambito delle interstiziopatie, in particolare nella fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e nelle fibrosi polmonari caratterizzate da un fenotipo progressivo (PPF) come la polmonite da ipersensibilità fibrosanti, la polmonite in organizzazione fibrosante o le pneumoconiosi. Scopo dello studio. Valutare se gli eosinofili al baseline ed il loro andamento nel tempo possano essere utilizzati come biomarker di lenta progressione e di sopravvivenza in pazienti affetti da IPF e PPF in terapia antifibrosante. Materiali e metodi. Da gennaio 2018 a maggio 2024 sono stati arruolati retrospettivamente 195 pazienti affetti da IPF (n=107) e da PPF (n=88) in trattamento con antifibrosante afferenti agli ambulatori specialistici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Sono stati raccolti gli esami ematochimici e le prove di funzionalità respiratoria (PFR) al baseline e a 2 anni dall’inizio della terapia. Sono stati considerati progressori coloro che mostravano un declino della capacità vitale forzata (FVC) ≥ 5% in due anni. C
"Ruolo dell'eosinofilo periferico come biomarker di progressione e sopravvivenza nei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica e fibrosi polmonare progressiva".
QUARTA, MARIAFRANCESCA
2025/2026
Abstract
Background. Gli eosinofili sono granulociti normalmente residenti nei tessuti, come nelle mucose di rivestimento dell'apparato respiratorio. Già ampiamente studiati ed adottati nella pratica clinica in patologie polmonari come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, negli ultimi anni l’interesse per gli eosinofili è cresciuto anche nell’ambito delle interstiziopatie, in particolare nella fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e nelle fibrosi polmonari caratterizzate da un fenotipo progressivo (PPF) come la polmonite da ipersensibilità fibrosanti, la polmonite in organizzazione fibrosante o le pneumoconiosi. Scopo dello studio. Valutare se gli eosinofili al baseline ed il loro andamento nel tempo possano essere utilizzati come biomarker di lenta progressione e di sopravvivenza in pazienti affetti da IPF e PPF in terapia antifibrosante. Materiali e metodi. Da gennaio 2018 a maggio 2024 sono stati arruolati retrospettivamente 195 pazienti affetti da IPF (n=107) e da PPF (n=88) in trattamento con antifibrosante afferenti agli ambulatori specialistici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Sono stati raccolti gli esami ematochimici e le prove di funzionalità respiratoria (PFR) al baseline e a 2 anni dall’inizio della terapia. Sono stati considerati progressori coloro che mostravano un declino della capacità vitale forzata (FVC) ≥ 5% in due anni. C| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109889