Prolonged use of digital devices is a known risk factor for dry eye, yet the influence of video game content type on the tear response remains under-investigated. This study evaluates whether a correlation exists between the level of video game stimulation and changes in the tear film among players. Fifteen healthy subjects (aged 18–30), selected following screening with the CVS-Q, McMonnies, and OSDI-6 questionnaires, participated in two 2-hour gaming sessions on different days in randomized order: one involving *Battlefield 6* (a stimulating game) and one involving *Minecraft* (a relaxing game). Schirmer test values, tear film break-up time (BUT), and tear meniscus height were measured before and after each session. Blinking patterns were recorded via webcam using EyeBlink software. Statistical analysis included paired t-tests, repeated-measures ANOVA, and Pearson correlation. Following the *Battlefield* session, all three parameters showed highly significant deterioration (ΔSchirmer −3.33 mm, p = 0.001; ΔBUT −3.73 sec, p < 0.001; Δmeniscus −0.031 mm, p < 0.001). After the *Minecraft* session, only the tear meniscus height decreased significantly (p = 0.044). A direct comparison between *Battlefield* and *Minecraft* approached statistical significance for BUT (p = 0.067). Mean blink rate did not differ between the two games (p = 0.498), but a strong correlation emerged between minimum blink rate and ΔBUT only during the *Battlefield* session (r = 0.742; p = 0.0015; R² = 0.55). Subjective data from the final questionnaire confirmed a greater perception of dryness following the *Battlefield* session. Conclusions: The type of gaming environment influences the tear response; however, the critical factor is not the average blink rate but the depth of suppression periods during stimulating gameplay, which accounts for over 55% of the variance in the decrease of the tear film break-up time (BUT). Monitoring blinking patterns could serve as a useful early marker for dry eye in the context of video gaming.

L’uso prolungato di dispositivi digitali è un noto fattore di rischio per la secchezza oculare, ma l’influenza del tipo di contenuto videoludico sulla risposta lacrimale rimane poco indagata. Lo studio valuta se esista una correlazione tra il livello di stimolazione di un videogioco e le modificazioni del film lacrimale nei giocatori. 15 soggetti sani (18-30 anni), selezionati previo screening con CVS-Q, McMonnies e OSDI-6, hanno partecipato a due sessioni di gioco di 2 ore ciascuna, in giorni differenti e con ordine randomizzato: una con Battlefield 6 (gioco stimolante) e una con Minecraft (gioco rilassante). Prima e dopo ogni sessione sono stati misurati Schirmer, BUT e altezza del menisco lacrimale. Il pattern di ammiccamento è stato registrato tramite webcam con software EyeBlink. Analisi statistica: t-test appaiati, ANOVA a misure ripetute, regressione di Pearson. Dopo Battlefield tutti e tre i parametri hanno mostrato un peggioramento altamente significativo (ΔSchirmer −3,33 mm, p = 0,001; ΔBUT −3,73 sec, p < 0,001; Δmenisco −0,031 mm, p < 0,001). Dopo Minecraft solo il menisco è calato in modo significativo (p = 0,044). Il confronto diretto BF vs MC ha sfiorato la significatività per il BUT (p = 0,067). La frequenza media di ammiccamento non differiva tra i due giochi (p = 0,498), ma è emersa una forte correlazione tra blink rate minimo e ΔBUT solo in Battlefield (r = 0,742; p = 0,0015; R² = 0,55). I dati soggettivi del questionario finale hanno confermato una maggior percezione di secchezza dopo Battlefield. Conclusioni: Il tipo di ambiente ludico influenza la risposta lacrimale, ma il fattore critico non è la frequenza media di ammiccamento, ma la profondità dei momenti di soppressione durante il gioco stimolante, che spiega oltre il 55% della varianza del calo del BUT. Tenere sotto controllo il pattern di ammiccamento potrebbe rappresentare un utile marcatore precoce di secchezza oculare in ambito videoludico.

Studio comparativo della risposta lacrimale in due differenti ambienti ludici

PERUZZO, MARCO
2025/2026

Abstract

Prolonged use of digital devices is a known risk factor for dry eye, yet the influence of video game content type on the tear response remains under-investigated. This study evaluates whether a correlation exists between the level of video game stimulation and changes in the tear film among players. Fifteen healthy subjects (aged 18–30), selected following screening with the CVS-Q, McMonnies, and OSDI-6 questionnaires, participated in two 2-hour gaming sessions on different days in randomized order: one involving *Battlefield 6* (a stimulating game) and one involving *Minecraft* (a relaxing game). Schirmer test values, tear film break-up time (BUT), and tear meniscus height were measured before and after each session. Blinking patterns were recorded via webcam using EyeBlink software. Statistical analysis included paired t-tests, repeated-measures ANOVA, and Pearson correlation. Following the *Battlefield* session, all three parameters showed highly significant deterioration (ΔSchirmer −3.33 mm, p = 0.001; ΔBUT −3.73 sec, p < 0.001; Δmeniscus −0.031 mm, p < 0.001). After the *Minecraft* session, only the tear meniscus height decreased significantly (p = 0.044). A direct comparison between *Battlefield* and *Minecraft* approached statistical significance for BUT (p = 0.067). Mean blink rate did not differ between the two games (p = 0.498), but a strong correlation emerged between minimum blink rate and ΔBUT only during the *Battlefield* session (r = 0.742; p = 0.0015; R² = 0.55). Subjective data from the final questionnaire confirmed a greater perception of dryness following the *Battlefield* session. Conclusions: The type of gaming environment influences the tear response; however, the critical factor is not the average blink rate but the depth of suppression periods during stimulating gameplay, which accounts for over 55% of the variance in the decrease of the tear film break-up time (BUT). Monitoring blinking patterns could serve as a useful early marker for dry eye in the context of video gaming.
2025
Tear film during gaming activities: a comparative study between two video games genres
L’uso prolungato di dispositivi digitali è un noto fattore di rischio per la secchezza oculare, ma l’influenza del tipo di contenuto videoludico sulla risposta lacrimale rimane poco indagata. Lo studio valuta se esista una correlazione tra il livello di stimolazione di un videogioco e le modificazioni del film lacrimale nei giocatori. 15 soggetti sani (18-30 anni), selezionati previo screening con CVS-Q, McMonnies e OSDI-6, hanno partecipato a due sessioni di gioco di 2 ore ciascuna, in giorni differenti e con ordine randomizzato: una con Battlefield 6 (gioco stimolante) e una con Minecraft (gioco rilassante). Prima e dopo ogni sessione sono stati misurati Schirmer, BUT e altezza del menisco lacrimale. Il pattern di ammiccamento è stato registrato tramite webcam con software EyeBlink. Analisi statistica: t-test appaiati, ANOVA a misure ripetute, regressione di Pearson. Dopo Battlefield tutti e tre i parametri hanno mostrato un peggioramento altamente significativo (ΔSchirmer −3,33 mm, p = 0,001; ΔBUT −3,73 sec, p < 0,001; Δmenisco −0,031 mm, p < 0,001). Dopo Minecraft solo il menisco è calato in modo significativo (p = 0,044). Il confronto diretto BF vs MC ha sfiorato la significatività per il BUT (p = 0,067). La frequenza media di ammiccamento non differiva tra i due giochi (p = 0,498), ma è emersa una forte correlazione tra blink rate minimo e ΔBUT solo in Battlefield (r = 0,742; p = 0,0015; R² = 0,55). I dati soggettivi del questionario finale hanno confermato una maggior percezione di secchezza dopo Battlefield. Conclusioni: Il tipo di ambiente ludico influenza la risposta lacrimale, ma il fattore critico non è la frequenza media di ammiccamento, ma la profondità dei momenti di soppressione durante il gioco stimolante, che spiega oltre il 55% della varianza del calo del BUT. Tenere sotto controllo il pattern di ammiccamento potrebbe rappresentare un utile marcatore precoce di secchezza oculare in ambito videoludico.
Film Lacrimale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/110049