Negli ultimi anni, l’aumento dell’utilizzo dei dispositivi digitali ha modificato profondamente le abitudini visive della popolazione, favorendo la comparsa di sintomi oculari e visivi riconducibili al Digital Eye Strain, come affaticamento visivo, secchezza oculare e visione offuscata. Parallelamente, il porto di lenti a contatto, pur essendo una pratica molto diffusa, può essere associato a discomfort e riduzione del tempo di utilizzo. L’obiettivo di questo elaborato è analizzare l’interazione tra dispositivi digitali e lenti a contatto, con particolare attenzione agli effetti sulla superficie oculare e sul film lacrimale. Dopo un inquadramento della fisiologia lacrimale e del ruolo dell’ammiccamento nella stabilità del film lacrimale, il lavoro approfondisce le modificazioni indotte dalla lente a contatto e i fattori che influenzano il comfort del portatore. L’esposizione prolungata agli schermi può ridurre la frequenza dell’ammiccamento e aumentare gli ammiccamenti incompleti, compromettendo ulteriormente la stabilità lacrimale, soprattutto nei portatori di lenti a contatto. In questo contesto, emerge la necessità di considerare il portatore nell’era digitale come un profilo clinico specifico, in cui fattori legati alla lente e abitudini visive si influenzano reciprocamente. L’elaborato sottolinea quindi il ruolo centrale dell’optometrista nella valutazione, prevenzione e gestione dei sintomi, proponendo un protocollo optometrico basato su anamnesi, osservazione clinica e questionari validati. L’utilizzo di strumenti standardizzati permette di individuare precocemente i fattori di rischio e di impostare strategie di intervento più mirate e personalizzate. Infine, vengono considerate le nuove tecnologie applicate alle lenti a contatto, come materiali biomimetici, gradienti acquosi e sistemi a rilascio controllato di principi attivi, evidenziando l’importanza di integrarle all’interno di un approccio clinico personalizzato, volto a migliorare il comfort e la qualità della vita del portatore nell’era digitale.
Superficie oculare e lenti a contatto nell'era digitale: implicazioni cliniche e nuove evidenze
TURATO, DAVIDE
2025/2026
Abstract
Negli ultimi anni, l’aumento dell’utilizzo dei dispositivi digitali ha modificato profondamente le abitudini visive della popolazione, favorendo la comparsa di sintomi oculari e visivi riconducibili al Digital Eye Strain, come affaticamento visivo, secchezza oculare e visione offuscata. Parallelamente, il porto di lenti a contatto, pur essendo una pratica molto diffusa, può essere associato a discomfort e riduzione del tempo di utilizzo. L’obiettivo di questo elaborato è analizzare l’interazione tra dispositivi digitali e lenti a contatto, con particolare attenzione agli effetti sulla superficie oculare e sul film lacrimale. Dopo un inquadramento della fisiologia lacrimale e del ruolo dell’ammiccamento nella stabilità del film lacrimale, il lavoro approfondisce le modificazioni indotte dalla lente a contatto e i fattori che influenzano il comfort del portatore. L’esposizione prolungata agli schermi può ridurre la frequenza dell’ammiccamento e aumentare gli ammiccamenti incompleti, compromettendo ulteriormente la stabilità lacrimale, soprattutto nei portatori di lenti a contatto. In questo contesto, emerge la necessità di considerare il portatore nell’era digitale come un profilo clinico specifico, in cui fattori legati alla lente e abitudini visive si influenzano reciprocamente. L’elaborato sottolinea quindi il ruolo centrale dell’optometrista nella valutazione, prevenzione e gestione dei sintomi, proponendo un protocollo optometrico basato su anamnesi, osservazione clinica e questionari validati. L’utilizzo di strumenti standardizzati permette di individuare precocemente i fattori di rischio e di impostare strategie di intervento più mirate e personalizzate. Infine, vengono considerate le nuove tecnologie applicate alle lenti a contatto, come materiali biomimetici, gradienti acquosi e sistemi a rilascio controllato di principi attivi, evidenziando l’importanza di integrarle all’interno di un approccio clinico personalizzato, volto a migliorare il comfort e la qualità della vita del portatore nell’era digitale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110050