Nonostante la campagna vaccinale profilattica, il cancro indotto da papillomavirus umano (HPV) rappresenta ancora una delle principali problematiche mediche a livello globale, con la conseguente necessità di specifiche terapie. Oltre all’abilità della proteina oncogena E6 di promuovere la degradazione di p53, correlata alla progressione del tumore, E6 è stata proposta come target ideale per i trattamenti antitumorali. Partendo dalla struttura cristallografica del complesso E6/E6AP/p53, è stato effettuato uno screening in silico di milioni di piccole molecole capaci di legare un’alfa elica conservata nella parte N-terminale ed essenziale per l’interazione tra E6 e p53. E’ stato identificato un composto in grado di inibire la degradazione di p53 tramite la distruzione del legame E6-p53, sia in vitro che in cellule infettate da HPV. Il rescue di p53 riattiva anche la sua attività trascrizionale, riducendo la proliferazione di cellule tumorali e bloccando la formazione del tumore HPV-associato. Studi meccanicistici hanno rivelato che l’attività antitumorale del composto è conseguenza dell’induzione dell’arresto del ciclo cellulare e senescenza. I dati dimostrano che il blocco dell’interazione E6-p53 si può ottenere attraverso piccole molecole e questo rappresenta un approccio innovativo e promettente per lo sviluppo di una terapia specifica anti-HPV e anti-tumorale.
Strategie terapeutiche innovative per il papillomavirus umano
FRELLO, ANGELICA
2025/2026
Abstract
Nonostante la campagna vaccinale profilattica, il cancro indotto da papillomavirus umano (HPV) rappresenta ancora una delle principali problematiche mediche a livello globale, con la conseguente necessità di specifiche terapie. Oltre all’abilità della proteina oncogena E6 di promuovere la degradazione di p53, correlata alla progressione del tumore, E6 è stata proposta come target ideale per i trattamenti antitumorali. Partendo dalla struttura cristallografica del complesso E6/E6AP/p53, è stato effettuato uno screening in silico di milioni di piccole molecole capaci di legare un’alfa elica conservata nella parte N-terminale ed essenziale per l’interazione tra E6 e p53. E’ stato identificato un composto in grado di inibire la degradazione di p53 tramite la distruzione del legame E6-p53, sia in vitro che in cellule infettate da HPV. Il rescue di p53 riattiva anche la sua attività trascrizionale, riducendo la proliferazione di cellule tumorali e bloccando la formazione del tumore HPV-associato. Studi meccanicistici hanno rivelato che l’attività antitumorale del composto è conseguenza dell’induzione dell’arresto del ciclo cellulare e senescenza. I dati dimostrano che il blocco dell’interazione E6-p53 si può ottenere attraverso piccole molecole e questo rappresenta un approccio innovativo e promettente per lo sviluppo di una terapia specifica anti-HPV e anti-tumorale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110498