Negli ultimi decenni, le attività antropiche hanno esercitato una pressione crescente sugli ecosistemi marini, riducendo la biodiversità e alterando i processi ecologici. Uno dei problemi più attuali è l’aumento della concentrazione di anidride carbonica (CO2) atmosferica, che determina una progressiva acidificazione dei mari. Questo processo comporta una diminuzione del pH dell’acqua marina e rappresenta una minaccia per gli organismi, in particolare i calcificanti dotati di gusci carbonatici. Durante il tirocinio di tesi è stato valutato come i diversi livelli di pH e un diverso grado di impatto antropico possono influenzare lo stato di salute dei mitili (Mytilus galloprovincialis). Lo studio è stato effettuato in sette siti nell’area costiera dell’isola di Ischia, in quanto caratterizzata da gradienti naturali di acidificazione dovuti alle emissioni naturali di CO2. Questi siti fanno parte di tre aree differenti: Castello Aragonese (C), Vullatura (V) e Porto di Ischia (P). Al Porto è stato identificato un unico sito, mentre le altre due aree sono state divise in tre siti a seconda del pH: Ambient (pH 8.1), Medium (pH 7.7) e Low (pH 7.2). In ognuno dei siti di studio sono state posizionate sei gabbie contenenti 110 individui adulti di M. galloprovincialis. Gli individui sono stati esposti alla variazione del pH dell’acqua a partire da fine febbraio 2025, chiamato tempo zero (t0). In seguito, è stata prelevata la metà degli individui da ognuna delle gabbie dopo 30 giorni (t30) per la raccolta dei tessuti e le successive analisi in laboratorio. Come organo target è stata scelta la ghiandola digestiva, principale organo coinvolto nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, ma anche nell’accumulo e nella detossificazione di contaminanti ambientali. Nella ghiandola digestiva sono stati misurati biomarker di stress ossidativo (attività di catalasi e superossido dismutasi), di danno ossidativo (perossidazione lipidica) e di capacità di detossificazione (attività della glutatione-S-transferasi). I risultati sono riportati nella tesi.
Risposte biochimiche della ghiandola digestiva di mitili (Mytilus galloprovincialis) raccolti nell'area marino-costiera di Ischia.
FARINELLI, FEDERICA
2025/2026
Abstract
Negli ultimi decenni, le attività antropiche hanno esercitato una pressione crescente sugli ecosistemi marini, riducendo la biodiversità e alterando i processi ecologici. Uno dei problemi più attuali è l’aumento della concentrazione di anidride carbonica (CO2) atmosferica, che determina una progressiva acidificazione dei mari. Questo processo comporta una diminuzione del pH dell’acqua marina e rappresenta una minaccia per gli organismi, in particolare i calcificanti dotati di gusci carbonatici. Durante il tirocinio di tesi è stato valutato come i diversi livelli di pH e un diverso grado di impatto antropico possono influenzare lo stato di salute dei mitili (Mytilus galloprovincialis). Lo studio è stato effettuato in sette siti nell’area costiera dell’isola di Ischia, in quanto caratterizzata da gradienti naturali di acidificazione dovuti alle emissioni naturali di CO2. Questi siti fanno parte di tre aree differenti: Castello Aragonese (C), Vullatura (V) e Porto di Ischia (P). Al Porto è stato identificato un unico sito, mentre le altre due aree sono state divise in tre siti a seconda del pH: Ambient (pH 8.1), Medium (pH 7.7) e Low (pH 7.2). In ognuno dei siti di studio sono state posizionate sei gabbie contenenti 110 individui adulti di M. galloprovincialis. Gli individui sono stati esposti alla variazione del pH dell’acqua a partire da fine febbraio 2025, chiamato tempo zero (t0). In seguito, è stata prelevata la metà degli individui da ognuna delle gabbie dopo 30 giorni (t30) per la raccolta dei tessuti e le successive analisi in laboratorio. Come organo target è stata scelta la ghiandola digestiva, principale organo coinvolto nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, ma anche nell’accumulo e nella detossificazione di contaminanti ambientali. Nella ghiandola digestiva sono stati misurati biomarker di stress ossidativo (attività di catalasi e superossido dismutasi), di danno ossidativo (perossidazione lipidica) e di capacità di detossificazione (attività della glutatione-S-transferasi). I risultati sono riportati nella tesi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110513