L’epilessia è una patologia neurologica cronica caratterizzata da ipereccitabilità neuronale e neuroinfiammazione, con una distribuzione epidemiologica bimodale. Storicamente, l’attività fisica è stata sconsigliata nei pazienti affetti da epilessia per il timore di un possibile effetto scatenante delle crisi. Negli ultimi anni, la visione scientifica dell'attività fisica nell'epilessia si è progressivamente evoluta, riconoscendo l’esercizio fisico come intervento complementare non farmacologico. Questa revisione della letteratura analizza le evidenze precliniche e cliniche relative al ruolo dell’attività motoria nell’epilessia. Nei modelli sperimentali, l’allenamento è associato a un incremento della trasmissione sinaptica inibitoria e a una riduzione delle citochine pro-infiammatorie, con effetti sulla modulazione dell’epilettogenesi e della suscettibilità convulsiva. In ambito clinico, gli studi suggeriscono una possibile riduzione della frequenza delle crisi e un miglioramento delle comorbilità cognitive e psico-emotive, in particolare ansia e depressione, con impatto positivo sulla qualità della vita e sull’autonomia. Tuttavia, la letteratura evidenzia una limitata standardizzazione dei protocolli di esercizio e una scarsità di dati stratificati per età e condizioni cliniche. Tali limiti sottolineano la necessità di ulteriori studi controllati volti a definire i parametri ottimali del carico di allenamento e a integrare l’attività motoria in strategie terapeutiche multidisciplinari personalizzate nelle diverse categorie di pazienti affetti da epilessia.
Il ruolo dell'esercizio fisico come terapia non farmacologica nel paziente epilettico
COLAIANNI, ANDREA
2025/2026
Abstract
L’epilessia è una patologia neurologica cronica caratterizzata da ipereccitabilità neuronale e neuroinfiammazione, con una distribuzione epidemiologica bimodale. Storicamente, l’attività fisica è stata sconsigliata nei pazienti affetti da epilessia per il timore di un possibile effetto scatenante delle crisi. Negli ultimi anni, la visione scientifica dell'attività fisica nell'epilessia si è progressivamente evoluta, riconoscendo l’esercizio fisico come intervento complementare non farmacologico. Questa revisione della letteratura analizza le evidenze precliniche e cliniche relative al ruolo dell’attività motoria nell’epilessia. Nei modelli sperimentali, l’allenamento è associato a un incremento della trasmissione sinaptica inibitoria e a una riduzione delle citochine pro-infiammatorie, con effetti sulla modulazione dell’epilettogenesi e della suscettibilità convulsiva. In ambito clinico, gli studi suggeriscono una possibile riduzione della frequenza delle crisi e un miglioramento delle comorbilità cognitive e psico-emotive, in particolare ansia e depressione, con impatto positivo sulla qualità della vita e sull’autonomia. Tuttavia, la letteratura evidenzia una limitata standardizzazione dei protocolli di esercizio e una scarsità di dati stratificati per età e condizioni cliniche. Tali limiti sottolineano la necessità di ulteriori studi controllati volti a definire i parametri ottimali del carico di allenamento e a integrare l’attività motoria in strategie terapeutiche multidisciplinari personalizzate nelle diverse categorie di pazienti affetti da epilessia.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Colaianni_Andrea.pdf
accesso aperto
Dimensione
2.35 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.35 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/110540