I classici metodi di allenamento della corsa di resistenza utilizzano la corsa stessa per migliorarne la prestazione attraverso la modifica di fattori metabolici come il VO2max, la FCmax e la soglia aerobica ed anaerobica; meno popolare è l’uso del metodo pliometrico, ideato per l’allenamento di forza massimale, forza esplosiva e reattività muscolare in vista di discipline di potenza, velocità ed agilità, dove il sistema energetico predominante, l’anaerobico alattacido, è differente da quello tipico di sforzi di resistenza. Il metodo di allenamento pliometrico si basa sull’utilizzo e sul miglioramento dello Stretch-Shortening Cycle, meccanismo fisiologico che caratterizza gesti dinamici come corse, salti e lanci e che li rende più efficienti dal punto di vista della produzione di forza, velocità di contrazione e dispendio energetico. Migliorando lo Stretch-Shortening Cycle, che influenza l’efficienza del passo di corsa, il metodo di allenamento pliometrico potrebbe rivelarsi utile per migliorare la prestazione di resistenza tramite un’aumentata economia del gesto, senza neppure influire sui fattori metabolici già citati. Per verificare tale ipotesi è stata effettuata un’analisi degli studi presenti in letteratura dove fosse integrato il metodo pliometrico all’interno dell’allenamento di corridori di resistenza. Dai risultati emersi dalla ricerca si può affermare che inserendo allenamenti di breve durata (30 minuti) caratterizzati da esercizi tipici del metodo di allenamento pliometrico, con una frequenza di 2-3 volte a settimana per un totale di 6 settimane, si ottengono miglioramenti dei tempi in prove di corsa su distanze dai 2.4 ai 10 km e dell’economia del gesto a diverse velocità di corsa (12, 14, 16 kmh) per soggetti di diverso livello prestativo. Come ipotizzato i miglioramenti sono derivati da un’aumentata efficienza del passo di corsa, senza modifiche di componenti metaboliche quali VO2max, FCmax e soglie.
Effetti dell'allenamento pliometrico sulla prestazione nella corsa di resistenza
PEGORARO, GIACOMO
2025/2026
Abstract
I classici metodi di allenamento della corsa di resistenza utilizzano la corsa stessa per migliorarne la prestazione attraverso la modifica di fattori metabolici come il VO2max, la FCmax e la soglia aerobica ed anaerobica; meno popolare è l’uso del metodo pliometrico, ideato per l’allenamento di forza massimale, forza esplosiva e reattività muscolare in vista di discipline di potenza, velocità ed agilità, dove il sistema energetico predominante, l’anaerobico alattacido, è differente da quello tipico di sforzi di resistenza. Il metodo di allenamento pliometrico si basa sull’utilizzo e sul miglioramento dello Stretch-Shortening Cycle, meccanismo fisiologico che caratterizza gesti dinamici come corse, salti e lanci e che li rende più efficienti dal punto di vista della produzione di forza, velocità di contrazione e dispendio energetico. Migliorando lo Stretch-Shortening Cycle, che influenza l’efficienza del passo di corsa, il metodo di allenamento pliometrico potrebbe rivelarsi utile per migliorare la prestazione di resistenza tramite un’aumentata economia del gesto, senza neppure influire sui fattori metabolici già citati. Per verificare tale ipotesi è stata effettuata un’analisi degli studi presenti in letteratura dove fosse integrato il metodo pliometrico all’interno dell’allenamento di corridori di resistenza. Dai risultati emersi dalla ricerca si può affermare che inserendo allenamenti di breve durata (30 minuti) caratterizzati da esercizi tipici del metodo di allenamento pliometrico, con una frequenza di 2-3 volte a settimana per un totale di 6 settimane, si ottengono miglioramenti dei tempi in prove di corsa su distanze dai 2.4 ai 10 km e dell’economia del gesto a diverse velocità di corsa (12, 14, 16 kmh) per soggetti di diverso livello prestativo. Come ipotizzato i miglioramenti sono derivati da un’aumentata efficienza del passo di corsa, senza modifiche di componenti metaboliche quali VO2max, FCmax e soglie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110548