L’Artrite Reumatoide è una patologia autoimmune cronica che causa danni articolari, dolore e una persistente fatica cronica che colpisce fino all'80% dei pazienti. Questa tesi si propone di indagare se l’esercizio fisico, in particolare l’allenamento di resistenza (Resistance Training), possa rappresentare un rischio per le articolazioni oppure una risorsa terapeutica. A livello biologico, l'allenamento funge da "modulatore" della malattia: riduce l’infiammazione sistemica abbassando i livelli di leptina e contrasta la perdita di massa muscolare (cachessia reumatoide) attivando il pathway intracellulare innescato dall’insulin-like growth factor (IGF-1). L'analisi degli studi evidenzia come i protocolli ad alta intensità (HIIT) siano sicuri ed efficaci nel ridurre la fatica cronica sia nei pazienti di mezza età che negli anziani, portando a miglioramenti di parametri muscolari e mitocondriali equivalenti a quelli osservabili in individui fino a circa 20 anni più giovani. Infine, l’indagine sottolinea l'importanza di un approccio personalizzato (patient-centered) nel migliorare l'autonomia quotidiana e la qualità della vita anche nei pazienti più complessi. In sintesi, l'attività fisica specifica permette al paziente reumatico di migliorare il proprio profilo metabolico e la percezione della propria salute a ogni età.
Ruolo dell'esercizio fisico nella gestione dell'artrite reumatoide
PINTON, PAOLO
2025/2026
Abstract
L’Artrite Reumatoide è una patologia autoimmune cronica che causa danni articolari, dolore e una persistente fatica cronica che colpisce fino all'80% dei pazienti. Questa tesi si propone di indagare se l’esercizio fisico, in particolare l’allenamento di resistenza (Resistance Training), possa rappresentare un rischio per le articolazioni oppure una risorsa terapeutica. A livello biologico, l'allenamento funge da "modulatore" della malattia: riduce l’infiammazione sistemica abbassando i livelli di leptina e contrasta la perdita di massa muscolare (cachessia reumatoide) attivando il pathway intracellulare innescato dall’insulin-like growth factor (IGF-1). L'analisi degli studi evidenzia come i protocolli ad alta intensità (HIIT) siano sicuri ed efficaci nel ridurre la fatica cronica sia nei pazienti di mezza età che negli anziani, portando a miglioramenti di parametri muscolari e mitocondriali equivalenti a quelli osservabili in individui fino a circa 20 anni più giovani. Infine, l’indagine sottolinea l'importanza di un approccio personalizzato (patient-centered) nel migliorare l'autonomia quotidiana e la qualità della vita anche nei pazienti più complessi. In sintesi, l'attività fisica specifica permette al paziente reumatico di migliorare il proprio profilo metabolico e la percezione della propria salute a ogni età.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110549