La tesi indaga il governo della trasformazione dei vuoti industriali nelle città medie, assumendo Conegliano come caso di studio. Le città medie costituiscono un segmento insediativo in cui la dismissione produttiva ha lasciato comparti particolarmente visibili e in cui gli strumenti urbanistici appaiono spesso meno attrezzati a guidarne il riuso. Conegliano, città veneta di lunga tradizione manifatturiera oggi attraversata anche dalle ricadute del riconoscimento UNESCO delle Colline del Prosecco, presenta condizioni che rendono il problema osservabile: vuoti urbani di scala significativa, una successione di strumenti urbanistici comunali e processi attuativi nei quali si leggono le tensioni tra pianificazione pubblica e iniziativa privata. L'approccio è storico-analitico e comparativo. La tesi ricostruisce la formazione morfologica della città e dei suoi principali vuoti, legge il governo della loro trasformazione attraverso l'evoluzione degli strumenti urbanistici comunali, dal piano che disegna al piano che negozia, e mette a confronto quattro casi studio secondo dimensioni omogenee. L'ultima parte ricostruisce attori, posizioni e conflitti del dibattito locale. Il lavoro offre tre contributi: una ricostruzione organica della pianificazione urbanistica comunale, costruita su fonti documentali primarie; un dispositivo di lettura comparativa applicabile ad altri contesti con caratteristiche simili; un'analisi del rapporto tra ciò che gli strumenti urbanistici dichiarano e ciò che le trasformazioni effettivamente realizzano. Da questa analisi emerge uno scarto ricorrente: la pianificazione comunale ha registrato le trasformazioni più di quanto le abbia orientate. Il caso di Conegliano si propone quindi come osservatorio utile per il dibattito sulla rigenerazione delle città medie.
Vuoti industriali e qualità della rigenerazione urbana. Strumenti, processi attuativi ed esiti nel caso di Conegliano
CIANCIARUSO, MARTINA
2025/2026
Abstract
La tesi indaga il governo della trasformazione dei vuoti industriali nelle città medie, assumendo Conegliano come caso di studio. Le città medie costituiscono un segmento insediativo in cui la dismissione produttiva ha lasciato comparti particolarmente visibili e in cui gli strumenti urbanistici appaiono spesso meno attrezzati a guidarne il riuso. Conegliano, città veneta di lunga tradizione manifatturiera oggi attraversata anche dalle ricadute del riconoscimento UNESCO delle Colline del Prosecco, presenta condizioni che rendono il problema osservabile: vuoti urbani di scala significativa, una successione di strumenti urbanistici comunali e processi attuativi nei quali si leggono le tensioni tra pianificazione pubblica e iniziativa privata. L'approccio è storico-analitico e comparativo. La tesi ricostruisce la formazione morfologica della città e dei suoi principali vuoti, legge il governo della loro trasformazione attraverso l'evoluzione degli strumenti urbanistici comunali, dal piano che disegna al piano che negozia, e mette a confronto quattro casi studio secondo dimensioni omogenee. L'ultima parte ricostruisce attori, posizioni e conflitti del dibattito locale. Il lavoro offre tre contributi: una ricostruzione organica della pianificazione urbanistica comunale, costruita su fonti documentali primarie; un dispositivo di lettura comparativa applicabile ad altri contesti con caratteristiche simili; un'analisi del rapporto tra ciò che gli strumenti urbanistici dichiarano e ciò che le trasformazioni effettivamente realizzano. Da questa analisi emerge uno scarto ricorrente: la pianificazione comunale ha registrato le trasformazioni più di quanto le abbia orientate. Il caso di Conegliano si propone quindi come osservatorio utile per il dibattito sulla rigenerazione delle città medie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110609