La suicidalità comprende un continuum di pensieri e comportamenti che includono ideazione, pianificazione e tentativi di suicidio, fino ad esiti potenzialmente letali. La suicidalità rappresenta una problematica di salute pubblica, che conduce annualmente a più di 700000 morti per suicidio a livello mondiale. Alla luce del suo impatto, risulta fondamentale identificare i fattori di rischio che possano costituire target privilegiati per interventi di prevenzione e trattamento. La letteratura ha tradizionalmente identificato diversi fattori di rischio distali e relativamente stabili (e.g., esperienze avverse precoci, storia personale o familiare di disturbi mentali). Sebbene tali fattori siano clinicamente rilevanti, essi mostrano una capacità predittiva limitata, soprattutto nel chiarire quando e perché il rischio suicidario si intensifichi nel tempo. Per questo motivo, la ricerca più recente ha rivolto crescente attenzione a fattori prossimali e potenzialmente modificabili. In questo contesto, il sonno rappresenta un dominio particolarmente rilevante, in quanto diversi studi dimostrano un’associazione tra i disturbi del sonno e la suicidalità. Tuttavia, la maggior parte della letteratura disponibile si basa su misurazioni self-report del sonno, le quali possono essere soggette a errori di rievocazione, differenze nell’insight e bias congruenti con il tono dell’umore. Al contrario, studi basati su strumenti di misurazione psicofisiologica o comportamentale (e.g., polisonnografia, attigrafia) sono ancora limitati, e mostrano risultati maggiormente eterogenei. L’utilizzo dell’attigrafia nella valutazione del sonno, in particolare, offre notevoli vantaggi metodologici rispetto ad altri strumenti, consentendo monitoraggi prolungati nel tempo e in contesti ecologici. L’obiettivo di questo lavoro di revisione sistematica era quello di offrire una sintesi critica e strutturata delle evidenze disponibili relative all’associazione tra i parametri attigrafici del sonno e la suicidalità, contribuendo ad ampliare la comprensione del ruolo del sonno come potenziale fattore di rischio modificabile. Inizialmente, il lavoro era stato concepito e preregistrato (PROSPERO ID: CRD420251144826) come una meta-analisi, tuttavia la mancanza dei dati necessari e una limitata disponibilità nella loro condivisione hanno impedito la conduzione di analisi quantitative. Questa revisione sistematica ha esaminato un totale di 16 studi, che hanno utilizzato l’attigrafia per ottenere misure oggettive del sonno, indagando la loro relazione con outcome di suicidalità in campioni clinici o ad elevato rischio suicidario. Tra i parametri attigrafici, la durata totale del sonno e la variabilità dei pattern sonno-veglia sono emerse come le dimensioni più frequentemente associate alla suicidalità, sebbene il quadro rimanga ancora eterogeneo. La revisione sistematica condotta supporta il ruolo di specifiche alterazioni del sonno come fattore di rischio per la suicidalità, soprattutto per la dimensione dell’ideazione. I risultati di questa revisione presentano rilevanti implicazioni cliniche. In particolare, suggeriscono che l’integrazione di interventi mirati alla valutazione e al miglioramento del sonno nei programmi rivolti a popolazioni vulnerabili, inclusi i pazienti con disturbi mentali o ad elevato rischio suicidario, potrebbe rappresentare una strategia utile per la prevenzione e la riduzione della suicidalità. Tuttavia, la presenza di criticità, quali l’eterogeneità dei disegni di studio, delle popolazioni incluse e delle misure di suicidalità utilizzate, limita la possibilità di trarre conclusioni definitive. Sono pertanto necessari ulteriori studi, preferibilmente longitudinali e basati su protocolli di misurazione più standardizzati, per chiarire il contributo specifico dei parametri comportamentali del sonno alla vulnerabilità suicidaria.
Sonno e suicidalità nei disturbi mentali: una revisione sistematica dei parametri del sonno misurati tramite actigrafia
GIZZI, SILVIA
2025/2026
Abstract
La suicidalità comprende un continuum di pensieri e comportamenti che includono ideazione, pianificazione e tentativi di suicidio, fino ad esiti potenzialmente letali. La suicidalità rappresenta una problematica di salute pubblica, che conduce annualmente a più di 700000 morti per suicidio a livello mondiale. Alla luce del suo impatto, risulta fondamentale identificare i fattori di rischio che possano costituire target privilegiati per interventi di prevenzione e trattamento. La letteratura ha tradizionalmente identificato diversi fattori di rischio distali e relativamente stabili (e.g., esperienze avverse precoci, storia personale o familiare di disturbi mentali). Sebbene tali fattori siano clinicamente rilevanti, essi mostrano una capacità predittiva limitata, soprattutto nel chiarire quando e perché il rischio suicidario si intensifichi nel tempo. Per questo motivo, la ricerca più recente ha rivolto crescente attenzione a fattori prossimali e potenzialmente modificabili. In questo contesto, il sonno rappresenta un dominio particolarmente rilevante, in quanto diversi studi dimostrano un’associazione tra i disturbi del sonno e la suicidalità. Tuttavia, la maggior parte della letteratura disponibile si basa su misurazioni self-report del sonno, le quali possono essere soggette a errori di rievocazione, differenze nell’insight e bias congruenti con il tono dell’umore. Al contrario, studi basati su strumenti di misurazione psicofisiologica o comportamentale (e.g., polisonnografia, attigrafia) sono ancora limitati, e mostrano risultati maggiormente eterogenei. L’utilizzo dell’attigrafia nella valutazione del sonno, in particolare, offre notevoli vantaggi metodologici rispetto ad altri strumenti, consentendo monitoraggi prolungati nel tempo e in contesti ecologici. L’obiettivo di questo lavoro di revisione sistematica era quello di offrire una sintesi critica e strutturata delle evidenze disponibili relative all’associazione tra i parametri attigrafici del sonno e la suicidalità, contribuendo ad ampliare la comprensione del ruolo del sonno come potenziale fattore di rischio modificabile. Inizialmente, il lavoro era stato concepito e preregistrato (PROSPERO ID: CRD420251144826) come una meta-analisi, tuttavia la mancanza dei dati necessari e una limitata disponibilità nella loro condivisione hanno impedito la conduzione di analisi quantitative. Questa revisione sistematica ha esaminato un totale di 16 studi, che hanno utilizzato l’attigrafia per ottenere misure oggettive del sonno, indagando la loro relazione con outcome di suicidalità in campioni clinici o ad elevato rischio suicidario. Tra i parametri attigrafici, la durata totale del sonno e la variabilità dei pattern sonno-veglia sono emerse come le dimensioni più frequentemente associate alla suicidalità, sebbene il quadro rimanga ancora eterogeneo. La revisione sistematica condotta supporta il ruolo di specifiche alterazioni del sonno come fattore di rischio per la suicidalità, soprattutto per la dimensione dell’ideazione. I risultati di questa revisione presentano rilevanti implicazioni cliniche. In particolare, suggeriscono che l’integrazione di interventi mirati alla valutazione e al miglioramento del sonno nei programmi rivolti a popolazioni vulnerabili, inclusi i pazienti con disturbi mentali o ad elevato rischio suicidario, potrebbe rappresentare una strategia utile per la prevenzione e la riduzione della suicidalità. Tuttavia, la presenza di criticità, quali l’eterogeneità dei disegni di studio, delle popolazioni incluse e delle misure di suicidalità utilizzate, limita la possibilità di trarre conclusioni definitive. Sono pertanto necessari ulteriori studi, preferibilmente longitudinali e basati su protocolli di misurazione più standardizzati, per chiarire il contributo specifico dei parametri comportamentali del sonno alla vulnerabilità suicidaria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110654