Il trattamento dei Disturbi da Uso di Sostanze (DUS) sta vivendo un'importante transizione clinica e teorica, evolvendo da una prospettiva centrata sulla patologia individuale a una visione orientata al contesto sociale e comunitario. Nonostante la diffusione di approcci integrati, persiste la sfida clinica di inquadrare in modo preciso i profili di utenti ad "alto funzionamento", in cui la complessità dei tratti di personalità e le sottili vulnerabilità neuropsicologiche rischiano di passare inosservate, ostacolando l'efficacia dei progetti di reinserimento. Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il legame multidimensionale tra l'assetto di personalità e il funzionamento cognitivo all'interno di un campione di utenti in trattamento per DUS. L'obiettivo principale è mappare le risorse e le vulnerabilità individuali per ottimizzare la pianificazione terapeutica e favorire percorsi di recovery efficaci, ipotizzando che una valutazione integrata possa predire con maggiore accuratezza il successo delle autonomie funzionali e del reinserimento sociale. La cornice teorica di riferimento si radica nei principi della Psicologia di Comunità, con particolare attenzione al modello ecologico-sistemico e al paradigma della recovery. Il progetto è stato sviluppato durante un'esperienza di tirocinio operativo presso la Comunità «Identi-Key». La metodologia sperimentale ha previsto una valutazione integrata somministrata agli utenti, basata su due strumenti principali: il Personality Inventory for DSM-5 (PID-5) per l'analisi dimensionale dei tratti di personalità, e l'Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) per lo screening delle funzioni cognitive e delle autonomie. Dall'analisi dei dati e dalle correlazioni osservate è emerso un quadro di interdipendenza tra i domini di personalità e l'efficienza cognitiva. Nello specifico, i profili caratterizzati da tratti di personalità più disfunzionali (misurati al PID-5) mostrano specifiche cadute nei domini neuropsicologici dell'ENB-2 relativi alla pianificazione e alle funzioni esecutive, anche in soggetti classificabili ad alto funzionamento. L'integrazione di questi dati ha permesso di affinare i Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali (PTRI) all'interno della comunità. I risultati evidenziano la necessità di superare i modelli diagnostici tradizionali a favore di un assessment multidimensionale che consideri la persona nella sua totalità ecologica. In ottica di Psicologia di Comunità, l'identificazione precoce delle risorse cognitive e dei tratti di personalità non serve a etichettare l'utente, ma a promuoverne il benessere, potenziando il sense of community e offrendo linee guida pratiche per ottimizzare i servizi di cura e reinserimento sul territorio.
Promozione del benessere e percorsi di Recovery: analisi multidimensionale e strumenti di valutazione integrata presso la Comunità "Identi-Key"
BORTOLI, NICOLE
2025/2026
Abstract
Il trattamento dei Disturbi da Uso di Sostanze (DUS) sta vivendo un'importante transizione clinica e teorica, evolvendo da una prospettiva centrata sulla patologia individuale a una visione orientata al contesto sociale e comunitario. Nonostante la diffusione di approcci integrati, persiste la sfida clinica di inquadrare in modo preciso i profili di utenti ad "alto funzionamento", in cui la complessità dei tratti di personalità e le sottili vulnerabilità neuropsicologiche rischiano di passare inosservate, ostacolando l'efficacia dei progetti di reinserimento. Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il legame multidimensionale tra l'assetto di personalità e il funzionamento cognitivo all'interno di un campione di utenti in trattamento per DUS. L'obiettivo principale è mappare le risorse e le vulnerabilità individuali per ottimizzare la pianificazione terapeutica e favorire percorsi di recovery efficaci, ipotizzando che una valutazione integrata possa predire con maggiore accuratezza il successo delle autonomie funzionali e del reinserimento sociale. La cornice teorica di riferimento si radica nei principi della Psicologia di Comunità, con particolare attenzione al modello ecologico-sistemico e al paradigma della recovery. Il progetto è stato sviluppato durante un'esperienza di tirocinio operativo presso la Comunità «Identi-Key». La metodologia sperimentale ha previsto una valutazione integrata somministrata agli utenti, basata su due strumenti principali: il Personality Inventory for DSM-5 (PID-5) per l'analisi dimensionale dei tratti di personalità, e l'Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) per lo screening delle funzioni cognitive e delle autonomie. Dall'analisi dei dati e dalle correlazioni osservate è emerso un quadro di interdipendenza tra i domini di personalità e l'efficienza cognitiva. Nello specifico, i profili caratterizzati da tratti di personalità più disfunzionali (misurati al PID-5) mostrano specifiche cadute nei domini neuropsicologici dell'ENB-2 relativi alla pianificazione e alle funzioni esecutive, anche in soggetti classificabili ad alto funzionamento. L'integrazione di questi dati ha permesso di affinare i Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali (PTRI) all'interno della comunità. I risultati evidenziano la necessità di superare i modelli diagnostici tradizionali a favore di un assessment multidimensionale che consideri la persona nella sua totalità ecologica. In ottica di Psicologia di Comunità, l'identificazione precoce delle risorse cognitive e dei tratti di personalità non serve a etichettare l'utente, ma a promuoverne il benessere, potenziando il sense of community e offrendo linee guida pratiche per ottimizzare i servizi di cura e reinserimento sul territorio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110673