Anche se il consolidamento delle abilità atletiche rimane un prerequisito fondamentale, l’eccellenza nel panorama sportivo contemporaneo è strettamente legata alla capacità dell’atleta di monitorare e modulare consapevolmente i propri stati psicofisiologici. Attraverso un’analisi dello stato dell’arte, la presente tesi conferma il potenziale dei protocolli di biofeedback e neurofeedback sia nell'ottimizzazione della performance sia nel recupero da infortunio. Nello specifico, tali protocolli permettono all’atleta di migliorare le prestazioni sportive attraverso la gestione dell’arousal e degli stati ansiosi, il raffinamento del gesto tecnico a livello muscolare, l’accelerazione del recupero post-sforzo e il potenziamento di funzioni cognitive critiche in ambito sportivo, quali i tempi di reazione e l’attenzione sostenuta. L’impiego del biofeedback e del neurofeedback si rivela inoltre efficace nel processo di recupero post-infortunio: l’uso di tali strumenti durante la riabilitazione è infatti coerente con il modello biopsicosociale, favorendo sia il ripristino della sincronizzazione neuromuscolare sia il superamento di barriere psicologiche quali la catastrofizzazione del dolore e la kinesiofobia. La sfida principale per il futuro risiede dunque nella trasferibilità delle competenze acquisite dai protocolli effettuati in laboratorio al campo: l’impiego dei wearable devices appare come la soluzione migliore per facilitare nell’atleta l’internalizzazione delle strategie di autoregolazione apprese durante i training.
L’autoregolazione psicofisiologica negli atleti: applicazioni del biofeedback e del neurofeedback nell’ottimizzazione della performance e nel recupero da infortunio
FERRARI, ALICE
2025/2026
Abstract
Anche se il consolidamento delle abilità atletiche rimane un prerequisito fondamentale, l’eccellenza nel panorama sportivo contemporaneo è strettamente legata alla capacità dell’atleta di monitorare e modulare consapevolmente i propri stati psicofisiologici. Attraverso un’analisi dello stato dell’arte, la presente tesi conferma il potenziale dei protocolli di biofeedback e neurofeedback sia nell'ottimizzazione della performance sia nel recupero da infortunio. Nello specifico, tali protocolli permettono all’atleta di migliorare le prestazioni sportive attraverso la gestione dell’arousal e degli stati ansiosi, il raffinamento del gesto tecnico a livello muscolare, l’accelerazione del recupero post-sforzo e il potenziamento di funzioni cognitive critiche in ambito sportivo, quali i tempi di reazione e l’attenzione sostenuta. L’impiego del biofeedback e del neurofeedback si rivela inoltre efficace nel processo di recupero post-infortunio: l’uso di tali strumenti durante la riabilitazione è infatti coerente con il modello biopsicosociale, favorendo sia il ripristino della sincronizzazione neuromuscolare sia il superamento di barriere psicologiche quali la catastrofizzazione del dolore e la kinesiofobia. La sfida principale per il futuro risiede dunque nella trasferibilità delle competenze acquisite dai protocolli effettuati in laboratorio al campo: l’impiego dei wearable devices appare come la soluzione migliore per facilitare nell’atleta l’internalizzazione delle strategie di autoregolazione apprese durante i training.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110704