I potenziali evocati visivi (VEP) rappresentano un metodo non invasivo che consente di valutare l'integrità funzionale delle vie visive, attraverso la registrazione dell'attività corticale evocata da stimoli visivi standardizzati. Grazie alla loro capacità di rilevare alterazioni della conduzione nervosa, i VEP trovano applicazione nella diagnosi e nel monitoraggio della sclerosi multipla (SM), patologia demielinizzante cronica del sistema nervoso centrale. Questa tesi si propone di descrivere i fondamenti dei potenziali evocati visivi e di illustrarne le applicazioni cliniche nel contesto della sclerosi multipla. Vengono analizzati i principi fisiologici alla base della generazione del segnale, i criteri di acquisizione e amplificazione, le tecniche di elaborazione per il miglioramento del rapporto segnale/rumore e i parametri clinicamente rilevanti per l'interpretazione del tracciato. Nel caso applicativo, vengono discusse le alterazioni caratteristiche dei VEP in presenza di demielinizzazione, con attenzione al prolungamento della latenza della componente P100 come indicatore di danno mielinico. Viene inoltre presentata la tecnica dei potenziali evocati visivi multifocali (mfVEP), che supera alcuni limiti del metodo tradizionale offrendo una mappatura topografica delle vie visive.
Analisi dei potenziali evocati visivi per la diagnosi e il monitoraggio della sclerosi multipla
MARCHI, ALESSIA
2025/2026
Abstract
I potenziali evocati visivi (VEP) rappresentano un metodo non invasivo che consente di valutare l'integrità funzionale delle vie visive, attraverso la registrazione dell'attività corticale evocata da stimoli visivi standardizzati. Grazie alla loro capacità di rilevare alterazioni della conduzione nervosa, i VEP trovano applicazione nella diagnosi e nel monitoraggio della sclerosi multipla (SM), patologia demielinizzante cronica del sistema nervoso centrale. Questa tesi si propone di descrivere i fondamenti dei potenziali evocati visivi e di illustrarne le applicazioni cliniche nel contesto della sclerosi multipla. Vengono analizzati i principi fisiologici alla base della generazione del segnale, i criteri di acquisizione e amplificazione, le tecniche di elaborazione per il miglioramento del rapporto segnale/rumore e i parametri clinicamente rilevanti per l'interpretazione del tracciato. Nel caso applicativo, vengono discusse le alterazioni caratteristiche dei VEP in presenza di demielinizzazione, con attenzione al prolungamento della latenza della componente P100 come indicatore di danno mielinico. Viene inoltre presentata la tecnica dei potenziali evocati visivi multifocali (mfVEP), che supera alcuni limiti del metodo tradizionale offrendo una mappatura topografica delle vie visive.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110889