Il carcinoma colorettale (CRC) è tra le principali cause di mortalità oncologica nell’uomo. Sebbene sia noto che una dieta ad alto contenuto di grassi, come quella occidentale, aumenti il rischio di insorgenza di CRC, l’effetto dei diversi acidi grassi non è del tutto chiarito. In questo contesto, è stato osservato che, somministrando alle cellule di CRC differenti diete ricche di acidi grassi saturi (SFAs), monoinsaturi (MUFAs) e polinsaturi (PUFAs) omega-3 e omega-6, gli SFAs in combinazione con i lipopolisaccaridi, promuovono una maggiore proliferazione, migrazione e invasività del carcinoma in vitro rispetto alle altre classi di acidi grassi, mentre i PUFAs omega-3 mostrano effetti antitumorali. È stato inoltre dimostrato che la condizione di iperlipidemia, indotta da diete ricche di acidi grassi, provoca disbiosi intestinale, la quale contribuisce alla sintesi di metaboliti citotossici dannosi per le cellule immunitarie circostanti. Parallelamente, induce la sovraespressione di IDO1, determinando un aumento della produzione di chinurenina (Kyn). A sua volta, l’iperlipidemia cronica porta a immunosoppressione locale e all’iperattivazione del recettore AhR, un fattore di trascrizione che stimola la proliferazione cellulare e inibisce l’apoptosi, generando un microambiente favorevole alla proliferazione tumorale. Nel complesso, i dati indicano che gli acidi grassi assunti attraverso la dieta esercitano diversi effetti sulla patogenesi di CRC.
Effetti differenziali degli acidi grassi saturi e insaturi sul cancro colorettale attraverso il signaling di IDO1
BARBALARGA, ELISA MARIA MARGHERITA
2025/2026
Abstract
Il carcinoma colorettale (CRC) è tra le principali cause di mortalità oncologica nell’uomo. Sebbene sia noto che una dieta ad alto contenuto di grassi, come quella occidentale, aumenti il rischio di insorgenza di CRC, l’effetto dei diversi acidi grassi non è del tutto chiarito. In questo contesto, è stato osservato che, somministrando alle cellule di CRC differenti diete ricche di acidi grassi saturi (SFAs), monoinsaturi (MUFAs) e polinsaturi (PUFAs) omega-3 e omega-6, gli SFAs in combinazione con i lipopolisaccaridi, promuovono una maggiore proliferazione, migrazione e invasività del carcinoma in vitro rispetto alle altre classi di acidi grassi, mentre i PUFAs omega-3 mostrano effetti antitumorali. È stato inoltre dimostrato che la condizione di iperlipidemia, indotta da diete ricche di acidi grassi, provoca disbiosi intestinale, la quale contribuisce alla sintesi di metaboliti citotossici dannosi per le cellule immunitarie circostanti. Parallelamente, induce la sovraespressione di IDO1, determinando un aumento della produzione di chinurenina (Kyn). A sua volta, l’iperlipidemia cronica porta a immunosoppressione locale e all’iperattivazione del recettore AhR, un fattore di trascrizione che stimola la proliferazione cellulare e inibisce l’apoptosi, generando un microambiente favorevole alla proliferazione tumorale. Nel complesso, i dati indicano che gli acidi grassi assunti attraverso la dieta esercitano diversi effetti sulla patogenesi di CRC.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110989