Lo straordinario successo della recente missione Artemis II, che ha riportato l’uomo sull’orbita lunare, ha ravvivato l’interesse verso le esplorazioni spaziali, rilanciando una nuova “corsa allo spazio”. Il ritorno sul suolo lunare e lo sbarco su Marte rappresentano i prossimi traguardi; entrambi perseguiti con l’ambizione di poter, un giorno, stabilirvi una presenza umana permanente. Le missioni a lungo termine, però, implicano l’adozione di strategie di auto-sussistenza, che riducano i costi e i rischi dovuti ai continui rifornimenti dalla Terra. A fronte di questa necessità, trovano applicazione i Sistemi di Supporto Vitale Biorigenerativo (BLSS), i quali consentono di ricavare O2 e biomassa da cianobatteri coltivati tramite una tecnica che sfrutta le risorse locali, denominata Biological In Situ Resource Utilization (Bio-ISRU). I cianobatteri mostrano elevate efficienze fotosintetiche, spesso superiori a quelle delle piante [1], motivo per cui, negli anni, sono state indagate le potenzialità di generi e ceppi diversi. D’altra parte, però, l’assenza di un organismo modello condiviso ha portato alla mancanza di coerenza nei risultati dei vari gruppi di ricerca. Dunque, al fine di eleggere tale modello, si presenta un confronto tra cianobatteri della famiglia Nostocaceae, tra cui quattro ceppi di Anabaena spp. e Nostoc sp. PCC 7524, valutati sulla base della tolleranza al suolo marziano, dell’omogeneità culturale e dell’impiego della biomassa come nutrimento per Lemna sp. ed Escherichia coli W.
L'impiego di cianobatteri del genere Anabaena per l' "In Situ Resources Utilization" su Marte
INSALATA, DESIREE MARIA
2025/2026
Abstract
Lo straordinario successo della recente missione Artemis II, che ha riportato l’uomo sull’orbita lunare, ha ravvivato l’interesse verso le esplorazioni spaziali, rilanciando una nuova “corsa allo spazio”. Il ritorno sul suolo lunare e lo sbarco su Marte rappresentano i prossimi traguardi; entrambi perseguiti con l’ambizione di poter, un giorno, stabilirvi una presenza umana permanente. Le missioni a lungo termine, però, implicano l’adozione di strategie di auto-sussistenza, che riducano i costi e i rischi dovuti ai continui rifornimenti dalla Terra. A fronte di questa necessità, trovano applicazione i Sistemi di Supporto Vitale Biorigenerativo (BLSS), i quali consentono di ricavare O2 e biomassa da cianobatteri coltivati tramite una tecnica che sfrutta le risorse locali, denominata Biological In Situ Resource Utilization (Bio-ISRU). I cianobatteri mostrano elevate efficienze fotosintetiche, spesso superiori a quelle delle piante [1], motivo per cui, negli anni, sono state indagate le potenzialità di generi e ceppi diversi. D’altra parte, però, l’assenza di un organismo modello condiviso ha portato alla mancanza di coerenza nei risultati dei vari gruppi di ricerca. Dunque, al fine di eleggere tale modello, si presenta un confronto tra cianobatteri della famiglia Nostocaceae, tra cui quattro ceppi di Anabaena spp. e Nostoc sp. PCC 7524, valutati sulla base della tolleranza al suolo marziano, dell’omogeneità culturale e dell’impiego della biomassa come nutrimento per Lemna sp. ed Escherichia coli W.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110993