Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare l’evoluzione del legame tra gli Stati Uniti e lo Stato d’Israele, individuando nella Guerra dei Sei Giorni del 1967 il momento di fondamentale trasformazione dei rapporti tra gli Stati Uniti e lo Stato ebraico. Nella prima parte dell’elaborato viene esaminato il periodo precedente alla svolta, a partire dal riconoscimento diplomatico di Israele nel 1948. In questa fase, le relazioni apparivano ancora limitate e subordinate alla necessità di Washington di mantenere un equilibrio strategico nel Medio Oriente, cercando di non compromettere i rapporti con il blocco arabo in un contesto di Guerra Fredda. Il nucleo centrale della ricerca si focalizza sugli eventi del 1967 e sul decennio successivo, analizzando come la vittoria israeliana nella Guerra dei Sei Giorni abbia radicalmente mutato la percezione strategica americana. Israele smise di essere visto come un partner minore per diventare un asset fondamentale in funzione anti-sovietica, una visione che trovò la sua massima espressione sotto la presidenza di Richard Nixon e la guida diplomatica di Henry Kissinger. Attraverso l'analisi della Dottrina Nixon e del massiccio ponte aereo militare (Air lift) fornito durante la Guerra del Kippur del 1973, viene evidenziato il definitivo impegno statunitense a garantire la sopravvivenza e la superiorità qualitativa di Israele. L’ultima parte della tesi analizza l'istituzionalizzazione di tale alleanza, osservando la crescita degli aiuti finanziari e l’avvio di una profonda cooperazione tecnologico-militare. Il percorso di ricerca culmina con l’analisi della presidenza di Jimmy Carter e lo storico traguardo degli Accordi di Camp David. Questo passaggio viene esaminato come il momento di massimo consolidamento del ruolo degli Stati Uniti come mediatori imprescindibili e custodi della sicurezza israeliana, sancendo definitivamente il passaggio da una vicinanza diplomatica a una partnership strategica strutturale, nonostante l'emergere delle prime complessità e tensioni politiche nel processo di pace.
“Il 1967 come punto di svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Israele”
BOSCAROLLO, DARIO
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare l’evoluzione del legame tra gli Stati Uniti e lo Stato d’Israele, individuando nella Guerra dei Sei Giorni del 1967 il momento di fondamentale trasformazione dei rapporti tra gli Stati Uniti e lo Stato ebraico. Nella prima parte dell’elaborato viene esaminato il periodo precedente alla svolta, a partire dal riconoscimento diplomatico di Israele nel 1948. In questa fase, le relazioni apparivano ancora limitate e subordinate alla necessità di Washington di mantenere un equilibrio strategico nel Medio Oriente, cercando di non compromettere i rapporti con il blocco arabo in un contesto di Guerra Fredda. Il nucleo centrale della ricerca si focalizza sugli eventi del 1967 e sul decennio successivo, analizzando come la vittoria israeliana nella Guerra dei Sei Giorni abbia radicalmente mutato la percezione strategica americana. Israele smise di essere visto come un partner minore per diventare un asset fondamentale in funzione anti-sovietica, una visione che trovò la sua massima espressione sotto la presidenza di Richard Nixon e la guida diplomatica di Henry Kissinger. Attraverso l'analisi della Dottrina Nixon e del massiccio ponte aereo militare (Air lift) fornito durante la Guerra del Kippur del 1973, viene evidenziato il definitivo impegno statunitense a garantire la sopravvivenza e la superiorità qualitativa di Israele. L’ultima parte della tesi analizza l'istituzionalizzazione di tale alleanza, osservando la crescita degli aiuti finanziari e l’avvio di una profonda cooperazione tecnologico-militare. Il percorso di ricerca culmina con l’analisi della presidenza di Jimmy Carter e lo storico traguardo degli Accordi di Camp David. Questo passaggio viene esaminato come il momento di massimo consolidamento del ruolo degli Stati Uniti come mediatori imprescindibili e custodi della sicurezza israeliana, sancendo definitivamente il passaggio da una vicinanza diplomatica a una partnership strategica strutturale, nonostante l'emergere delle prime complessità e tensioni politiche nel processo di pace.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111194