L’evoluzione del terrorismo di matrice islamica nell’ultimo ventennio ha segnato il passaggio da una minaccia gerarchica globale a una forma di governance ibrida e territoriale, rendendo necessario interrogarsi su come l'azione tecnica dell’UNODC possa oggi neutralizzare organizzazioni che dipendono strutturalmente da complessi ecosistemi di traffici illeciti. La presente tesi si propone di valutare l'impatto delle politiche dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine, analizzando analiticamente la sua capacità di scardinare le basi logistiche e finanziarie delle reti jihadiste attraverso la promozione dello Stato di Diritto e il potenziamento degli apparati giudiziari locali. La metodologia adottata nell'elaborato si basa sulla Policy Analysis, che permette di esaminare l'intero ciclo delle politiche internazionali — dalla fase di agenda setting nelle sedi di Vienna e New York fino alla loro implementazione sul campo — attraverso un'analisi dei casi del Sahel e della regione Afghanistan-Pakistan, contesti geograficamente distanti ma accomunati da una cronica instabilità istituzionale e da una permeabilità estrema ai flussi criminali. Dall'analisi condotta nella tesi emerge che l'efficacia dell'UNODC risiede nella sua funzione di attore tecnico specializzato, capace di creare "barriere normative" e infrastrutture legali laddove la sola risposta bellica e cinetica ha mostrato limiti strutturali nel lungo periodo, fallendo nel colpire le radici socio-economiche del fenomeno. In particolare, l'elaborato evidenzia risultati significativi nel contrasto al traffico di esseri umani e al contrabbando di risorse nel Sahel, così come nella disarticolazione dell'economia dell'oppio e dei flussi finanziari informali nel quadrante asiatico, dimostrando come il rafforzamento delle competenze investigative e dei quadri legislativi nazionali sia la chiave per erodere il consenso e il potere dei gruppi militanti. In conclusione, i risultati della tesi confermano che la sicurezza globale contemporanea non può più prescindere da interventi strutturali che integrino la giustizia penale e la prevenzione del crimine, sottolineando che il valore aggiunto della cooperazione tecnica multilaterale risiede nella capacità di trasformare territori marginalizzati in spazi istituzionali regolati, neutralizzando il nesso tra crimine e terrore e fornendo implicazioni cruciali per prevenire la futura formazione di nuovi santuari del jihadismo globale.

Il ruolo dell’UNODC nel contrasto al terrorismo di matrice islamica: analisi dei casi del Sahel e dell’Afghanistan-Pakistan

CHEGRI, SARA
2025/2026

Abstract

L’evoluzione del terrorismo di matrice islamica nell’ultimo ventennio ha segnato il passaggio da una minaccia gerarchica globale a una forma di governance ibrida e territoriale, rendendo necessario interrogarsi su come l'azione tecnica dell’UNODC possa oggi neutralizzare organizzazioni che dipendono strutturalmente da complessi ecosistemi di traffici illeciti. La presente tesi si propone di valutare l'impatto delle politiche dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine, analizzando analiticamente la sua capacità di scardinare le basi logistiche e finanziarie delle reti jihadiste attraverso la promozione dello Stato di Diritto e il potenziamento degli apparati giudiziari locali. La metodologia adottata nell'elaborato si basa sulla Policy Analysis, che permette di esaminare l'intero ciclo delle politiche internazionali — dalla fase di agenda setting nelle sedi di Vienna e New York fino alla loro implementazione sul campo — attraverso un'analisi dei casi del Sahel e della regione Afghanistan-Pakistan, contesti geograficamente distanti ma accomunati da una cronica instabilità istituzionale e da una permeabilità estrema ai flussi criminali. Dall'analisi condotta nella tesi emerge che l'efficacia dell'UNODC risiede nella sua funzione di attore tecnico specializzato, capace di creare "barriere normative" e infrastrutture legali laddove la sola risposta bellica e cinetica ha mostrato limiti strutturali nel lungo periodo, fallendo nel colpire le radici socio-economiche del fenomeno. In particolare, l'elaborato evidenzia risultati significativi nel contrasto al traffico di esseri umani e al contrabbando di risorse nel Sahel, così come nella disarticolazione dell'economia dell'oppio e dei flussi finanziari informali nel quadrante asiatico, dimostrando come il rafforzamento delle competenze investigative e dei quadri legislativi nazionali sia la chiave per erodere il consenso e il potere dei gruppi militanti. In conclusione, i risultati della tesi confermano che la sicurezza globale contemporanea non può più prescindere da interventi strutturali che integrino la giustizia penale e la prevenzione del crimine, sottolineando che il valore aggiunto della cooperazione tecnica multilaterale risiede nella capacità di trasformare territori marginalizzati in spazi istituzionali regolati, neutralizzando il nesso tra crimine e terrore e fornendo implicazioni cruciali per prevenire la futura formazione di nuovi santuari del jihadismo globale.
2025
The Role of UNODC in Countering Islamic Terrorism: an analysis of the Sahel and Afghanistan-Pakistan Cases
terrorismo
politiche pubbliche
sicurezza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111209