La presente tesi si propone di analizzare il conflitto cipriota nelle sue cause, eventi e conseguenze, ponendo al centro della ricerca la crisi del 1974 e le sue implicazioni nel lungo periodo per gli equilibri regionali ed internazionali. L'analisi prende avvio dalla fine del dominio coloniale britannico e dagli Accordi di Zurigo e Londra del 1959, che diedero vita a una Repubblica che nacque già fragile ed instabile: tali accordi erano stati negoziati principalmente dalle potenze garanti, Grecia, Turchia e Regno Unito, senza una reale partecipazione delle comunità cipriote, e che quindi rispecchiavano logiche geopolitiche più che una reale volontà di convivenza. Il progressivo deterioramento di tale assetto sfociò nella rottura costituzionale degli anni Sessanta e in un secondo momento negli eventi del 1974. Il colpo di Stato, organizzato dalla giunta militare greca, l'invasione turca in due fasi e la partizione permanente dell'isola vengono visti come il risultato di un intreccio tra tensioni locali, interessi delle potenze garanti e dinamiche della Guerra Fredda. La risposta della comunità internazionale è analizzata come un fattore che ha contribuito a paralizzare il conflitto piuttosto che risolverlo. La tesi giunge alla conclusione che la questione cipriota resti irrisolta non per mancanza di tentativi, ma per i limiti strutturali del diritto internazionale e fallimenti della diplomazia multilaterale di fronte a conflitti etnici e geopolitici radicati.
La questione di Cipro: interessi geopolitici, fallimenti diplomatici e l'eredità di un conflitto congelato
DAL MOLIN, MELISSA
2025/2026
Abstract
La presente tesi si propone di analizzare il conflitto cipriota nelle sue cause, eventi e conseguenze, ponendo al centro della ricerca la crisi del 1974 e le sue implicazioni nel lungo periodo per gli equilibri regionali ed internazionali. L'analisi prende avvio dalla fine del dominio coloniale britannico e dagli Accordi di Zurigo e Londra del 1959, che diedero vita a una Repubblica che nacque già fragile ed instabile: tali accordi erano stati negoziati principalmente dalle potenze garanti, Grecia, Turchia e Regno Unito, senza una reale partecipazione delle comunità cipriote, e che quindi rispecchiavano logiche geopolitiche più che una reale volontà di convivenza. Il progressivo deterioramento di tale assetto sfociò nella rottura costituzionale degli anni Sessanta e in un secondo momento negli eventi del 1974. Il colpo di Stato, organizzato dalla giunta militare greca, l'invasione turca in due fasi e la partizione permanente dell'isola vengono visti come il risultato di un intreccio tra tensioni locali, interessi delle potenze garanti e dinamiche della Guerra Fredda. La risposta della comunità internazionale è analizzata come un fattore che ha contribuito a paralizzare il conflitto piuttosto che risolverlo. La tesi giunge alla conclusione che la questione cipriota resti irrisolta non per mancanza di tentativi, ma per i limiti strutturali del diritto internazionale e fallimenti della diplomazia multilaterale di fronte a conflitti etnici e geopolitici radicati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111215