Questa tesi analizza la storia dell’aborto in Italia, con particolare attenzione alla legge 194 del 1978 e ai referendum del 1981, attraverso una prospettiva storica, politica e culturale. Il lavoro si articola in tre capitoli che ricostruiscono il lungo percorso, spesso travagliato, che ha portato al riconoscimento del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel primo capitolo si indaga il contesto giuridico e ideologico dell’epoca fascista e del primo dopoguerra, focalizzandosi sulla criminalizzazione dell’aborto nel Codice Rocco del 1930 e sulla visione del corpo femminile come strumento della riproduzione nazionale. La continuità repressiva nel secondo dopoguerra e il ruolo della Chiesa cattolica contribuiscono a delineare un quadro in cui l’aborto è percepito come reato e tabù sociale (Gissi & Stelliferi, 2023; Ventrone, 2001). Il secondo capitolo esplora il clima politico e culturale degli anni ’60 e ’70, segnati dal Sessantotto, dalla diffusione del femminismo e da profonde trasformazioni nei costumi sociali. Vengono analizzate le prime proposte legislative, le lotte dei movimenti femministi e l’approvazione della legge 194/1978, che sancisce l’accesso legale all’interruzione volontaria di gravidanza. Il capitolo si conclude con un’analisi dei referendum del 1981, che confermano il sostegno popolare alla legge, inserendola stabilmente nel panorama giuridico italiano (Le Naour, 2013; Taddei, 2017). Il terzo capitolo si concentra sull’impegno dell’Unione Donne Italiane (UDI) e della rivista Noi Donne, che rappresentano un importante laboratorio politico e culturale nel dibattito sull’aborto. Attraverso articoli, campagne e prese di posizione pubbliche, Noi Donne ha accompagnato e influenzato l’opinione pubblica sia prima dell’approvazione della legge 194, sia durante i referendum del 1981, con editoriali e testimonianze che rivendicavano il diritto delle donne alla salute e all’autodeterminazione (es. Noi Donne, n. 14/1975; n. 21/1978). La tesi intende così ricostruire un passaggio cruciale della storia repubblicana, mostrando come il diritto all’aborto sia stato al centro di una profonda ridefinizione della cittadinanza femminile, frutto di un intreccio tra attivismo sociale, dibattito politico e mutamento culturale.
Questa tesi analizza la storia dell’aborto in Italia, con particolare attenzione alla legge 194 del 1978 e ai referendum del 1981, attraverso una prospettiva storica, politica e culturale. Il lavoro si articola in tre capitoli che ricostruiscono il lungo percorso, spesso travagliato, che ha portato al riconoscimento del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel primo capitolo si indaga il contesto giuridico e ideologico dell’epoca fascista e del primo dopoguerra, focalizzandosi sulla criminalizzazione dell’aborto nel Codice Rocco del 1930 e sulla visione del corpo femminile come strumento della riproduzione nazionale. La continuità repressiva nel secondo dopoguerra e il ruolo della Chiesa cattolica contribuiscono a delineare un quadro in cui l’aborto è percepito come reato e tabù sociale (Gissi & Stelliferi, 2023; Ventrone, 2001). Il secondo capitolo esplora il clima politico e culturale degli anni ’60 e ’70, segnati dal Sessantotto, dalla diffusione del femminismo e da profonde trasformazioni nei costumi sociali. Vengono analizzate le prime proposte legislative, le lotte dei movimenti femministi e l’approvazione della legge 194/1978, che sancisce l’accesso legale all’interruzione volontaria di gravidanza. Il capitolo si conclude con un’analisi dei referendum del 1981, che confermano il sostegno popolare alla legge, inserendola stabilmente nel panorama giuridico italiano (Le Naour, 2013; Taddei, 2017). Il terzo capitolo si concentra sull’impegno dell’Unione Donne Italiane (UDI) e della rivista Noi Donne, che rappresentano un importante laboratorio politico e culturale nel dibattito sull’aborto. Attraverso articoli, campagne e prese di posizione pubbliche, Noi Donne ha accompagnato e influenzato l’opinione pubblica sia prima dell’approvazione della legge 194, sia durante i referendum del 1981, con editoriali e testimonianze che rivendicavano il diritto delle donne alla salute e all’autodeterminazione (es. Noi Donne, n. 14/1975; n. 21/1978). La tesi intende così ricostruire un passaggio cruciale della storia repubblicana, mostrando come il diritto all’aborto sia stato al centro di una profonda ridefinizione della cittadinanza femminile, frutto di un intreccio tra attivismo sociale, dibattito politico e mutamento culturale.
Il percorso storico politico della legge 194/1978: l’impegno politico della rivista “Noi Donne” nel dibattito sull’aborto in Italia
FAVARO, MICHELLE
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza la storia dell’aborto in Italia, con particolare attenzione alla legge 194 del 1978 e ai referendum del 1981, attraverso una prospettiva storica, politica e culturale. Il lavoro si articola in tre capitoli che ricostruiscono il lungo percorso, spesso travagliato, che ha portato al riconoscimento del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Nel primo capitolo si indaga il contesto giuridico e ideologico dell’epoca fascista e del primo dopoguerra, focalizzandosi sulla criminalizzazione dell’aborto nel Codice Rocco del 1930 e sulla visione del corpo femminile come strumento della riproduzione nazionale. La continuità repressiva nel secondo dopoguerra e il ruolo della Chiesa cattolica contribuiscono a delineare un quadro in cui l’aborto è percepito come reato e tabù sociale (Gissi & Stelliferi, 2023; Ventrone, 2001). Il secondo capitolo esplora il clima politico e culturale degli anni ’60 e ’70, segnati dal Sessantotto, dalla diffusione del femminismo e da profonde trasformazioni nei costumi sociali. Vengono analizzate le prime proposte legislative, le lotte dei movimenti femministi e l’approvazione della legge 194/1978, che sancisce l’accesso legale all’interruzione volontaria di gravidanza. Il capitolo si conclude con un’analisi dei referendum del 1981, che confermano il sostegno popolare alla legge, inserendola stabilmente nel panorama giuridico italiano (Le Naour, 2013; Taddei, 2017). Il terzo capitolo si concentra sull’impegno dell’Unione Donne Italiane (UDI) e della rivista Noi Donne, che rappresentano un importante laboratorio politico e culturale nel dibattito sull’aborto. Attraverso articoli, campagne e prese di posizione pubbliche, Noi Donne ha accompagnato e influenzato l’opinione pubblica sia prima dell’approvazione della legge 194, sia durante i referendum del 1981, con editoriali e testimonianze che rivendicavano il diritto delle donne alla salute e all’autodeterminazione (es. Noi Donne, n. 14/1975; n. 21/1978). La tesi intende così ricostruire un passaggio cruciale della storia repubblicana, mostrando come il diritto all’aborto sia stato al centro di una profonda ridefinizione della cittadinanza femminile, frutto di un intreccio tra attivismo sociale, dibattito politico e mutamento culturale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111223