La democrazia moderna, per come la conosciamo, si è rivelata nel tempo essere portatrice sana di un gene patogeno: ci appare oggi più che mai afflitta da una malattia autoimmune, una condizione di inerzia che la sta lentamente indebolendo. Sebbene nell’ultimo mezzo secolo si sia registrata una estensione e implementazione formale dei diritti civili, sociali e politici senza precedenti, al giorno d’oggi stiamo assistendo, paradossalmente, a un progressivo ma apparentemente inesorabile svuotamento “dall’interno” del senso della partecipazione attiva per quanto riguarda la sfera della politica e della collettività. Il cittadino dello Stato moderno e democratico, pur vivendo in un ambiente che gli garantisce un elevatissimo potere — l’assunto fondamentale della democrazia è, per l’appunto, la sovranità popolare — sembra essersi assopito rispetto al suo ruolo nei confronti della società, anche a partire dagli aspetti all’apparenza più insignificanti; questo “sonno” dell’individuo si dimostra, nella sua forma più grave, attraverso una incedente apatia che trova il suo esito ultimo nell’astensionismo politico, alle cui spalle troviamo spesso sentimenti di incertezza, disillusione e disaffezione nei confronti della sfera politica, intesa in senso ampio e generale. Con la presente dissertazione si esprime dunque la volontà di scavare a fondo nelle radici di questa “eclissi” della partecipazione, attraverso le lenti profetiche, e straordinariamente contemporanee, di Alexis de Tocqueville, al quale non sono mai sfuggiti i pericoli derivanti da un sempre maggiore individualismo, affezione che faceva la sua comparsa a gamba tesa già nella società dell’epoca, ma che risulta essere oggi un fenomeno decisamente dominante e non più soffuso. La sua analisi, nell’opera “La Democrazia in America”, ritrae il cosiddetto "dispotismo dolce" come un potere tutelante, mite e onnipresente, che tuttavia non solo priva silenziosamente l'individuo della propria capacità di agire, ma anche lo “anestetizza”, portandolo a non sentirne più la necessità: purtroppo, questo scenario appare oramai non come una distopia remota, ma si configura alla stregua di una profezia fin troppo reale, una chiave di lettura mai così attuale e indispensabile per decifrare la crisi delle democrazie liberali del XXI secolo. Il punto focale di questa tesi si presenta quindi duplice: da un lato, intende ricostruire la struttura portante del pensiero tocquevilliano, focalizzandosi specificamente sui gravi rischi derivanti dalla tirannide della maggioranza e dal conformismo; d’altro canto, si propone di verificare come questi fenomeni all’apparenza astratti e distanti trovino invece sempre più un concreto riscontro nell'attuale disaffezione verso il voto, inteso come l'ultimo baluardo di un vero Stato democratico e liberale quale è il nostro Paese. Il presente lavoro di ricerca è strutturato in tre passaggi fondamentali, che muovono dal profilo storico-biografico dell'autore per giungere all'analisi sociologica della nostra contemporaneità.
L’ECLISSI DELLA PARTECIPAZIONE: ALEXIS DE TOCQUEVILLE E LA PROFEZIA DEL DISPOTISMO DOLCE NELLA DEMOCRAZIA DEI MODERNI
FORMAGGIO, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
La democrazia moderna, per come la conosciamo, si è rivelata nel tempo essere portatrice sana di un gene patogeno: ci appare oggi più che mai afflitta da una malattia autoimmune, una condizione di inerzia che la sta lentamente indebolendo. Sebbene nell’ultimo mezzo secolo si sia registrata una estensione e implementazione formale dei diritti civili, sociali e politici senza precedenti, al giorno d’oggi stiamo assistendo, paradossalmente, a un progressivo ma apparentemente inesorabile svuotamento “dall’interno” del senso della partecipazione attiva per quanto riguarda la sfera della politica e della collettività. Il cittadino dello Stato moderno e democratico, pur vivendo in un ambiente che gli garantisce un elevatissimo potere — l’assunto fondamentale della democrazia è, per l’appunto, la sovranità popolare — sembra essersi assopito rispetto al suo ruolo nei confronti della società, anche a partire dagli aspetti all’apparenza più insignificanti; questo “sonno” dell’individuo si dimostra, nella sua forma più grave, attraverso una incedente apatia che trova il suo esito ultimo nell’astensionismo politico, alle cui spalle troviamo spesso sentimenti di incertezza, disillusione e disaffezione nei confronti della sfera politica, intesa in senso ampio e generale. Con la presente dissertazione si esprime dunque la volontà di scavare a fondo nelle radici di questa “eclissi” della partecipazione, attraverso le lenti profetiche, e straordinariamente contemporanee, di Alexis de Tocqueville, al quale non sono mai sfuggiti i pericoli derivanti da un sempre maggiore individualismo, affezione che faceva la sua comparsa a gamba tesa già nella società dell’epoca, ma che risulta essere oggi un fenomeno decisamente dominante e non più soffuso. La sua analisi, nell’opera “La Democrazia in America”, ritrae il cosiddetto "dispotismo dolce" come un potere tutelante, mite e onnipresente, che tuttavia non solo priva silenziosamente l'individuo della propria capacità di agire, ma anche lo “anestetizza”, portandolo a non sentirne più la necessità: purtroppo, questo scenario appare oramai non come una distopia remota, ma si configura alla stregua di una profezia fin troppo reale, una chiave di lettura mai così attuale e indispensabile per decifrare la crisi delle democrazie liberali del XXI secolo. Il punto focale di questa tesi si presenta quindi duplice: da un lato, intende ricostruire la struttura portante del pensiero tocquevilliano, focalizzandosi specificamente sui gravi rischi derivanti dalla tirannide della maggioranza e dal conformismo; d’altro canto, si propone di verificare come questi fenomeni all’apparenza astratti e distanti trovino invece sempre più un concreto riscontro nell'attuale disaffezione verso il voto, inteso come l'ultimo baluardo di un vero Stato democratico e liberale quale è il nostro Paese. Il presente lavoro di ricerca è strutturato in tre passaggi fondamentali, che muovono dal profilo storico-biografico dell'autore per giungere all'analisi sociologica della nostra contemporaneità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111226