La crisi ambientale globale, attraverso lo sfruttamento delle risorse naturali strategiche, sta ridefinendo le dinamiche geopolitiche dell’ordine internazionale, accentuando la competizione per le materie prime critiche e mettendo sotto pressione i meccanismi della governance multilaterale. In questo contesto, la presente tesi analizza come la crisi ecologica e la transizione energetico-digitale influenzino le relazioni internazionali, con particolare attenzione al caso del coltan nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). La domanda di ricerca centrale è: in che modo la crisi ambientale globale contribuisce a ridefinire le dinamiche geopolitiche contemporanee e quali strumenti di governance possono favorire una gestione più equa e sostenibile di tali risorse? L’elaborato si propone di inquadrare teoricamente la crisi ambientale all’interno delle principali teorie delle Relazioni Internazionali (realismo, liberalismo e istituzionalismo), di analizzare le trasformazioni dell’ordine internazionale verso una dimensione sempre più multipolare e di approfondire il ruolo delle principali istituzioni e dei regimi globali, tra cui UNEP, UNFCCC, IPCC e OECD. Allo stesso tempo, viene esaminato il caso del coltan nella RDC come esempio emblematico dell’intreccio tra innovazione tecnologica, degrado ambientale, resource curse, conflitti armati e instabilità politica, evidenziando il ruolo strategico di questa risorsa nelle catene globali del valore e le sue implicazioni geopolitiche. Attraverso un approccio qualitativo e interdisciplinare, basato su letteratura accademica (con riferimento anche alla rivista International Organization) e su documenti ufficiali internazionali, la ricerca analizza anche il concetto di “threat multiplier”, l’ambivalenza della transizione tecnologica e digitale e i limiti strutturali dell’attuale governance globale, caratterizzata da frammentazione, debole capacità di enforcement e persistenti asimmetrie tra Nord e Sud del mondo. Vengono inoltre considerati gli strumenti di regolazione dei conflict minerals, come le linee guida OECD sulla due diligence e il Regolamento dell’Unione Europea. La tesi conclude che l’attuale sistema di governance internazionale mostra significative difficoltà nel conciliare sostenibilità ambientale, sicurezza e giustizia globale. Il suo rafforzamento richiede l’adozione di meccanismi più vincolanti, una maggiore responsabilizzazione degli attori privati e un multilateralismo più inclusivo, adattivo ed efficace.
Crisi ambientale e governance globale delle risorse naturali: il caso del Coltan nella Repubblica Democratica del Congo
LANARO, NOEMI
2025/2026
Abstract
La crisi ambientale globale, attraverso lo sfruttamento delle risorse naturali strategiche, sta ridefinendo le dinamiche geopolitiche dell’ordine internazionale, accentuando la competizione per le materie prime critiche e mettendo sotto pressione i meccanismi della governance multilaterale. In questo contesto, la presente tesi analizza come la crisi ecologica e la transizione energetico-digitale influenzino le relazioni internazionali, con particolare attenzione al caso del coltan nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). La domanda di ricerca centrale è: in che modo la crisi ambientale globale contribuisce a ridefinire le dinamiche geopolitiche contemporanee e quali strumenti di governance possono favorire una gestione più equa e sostenibile di tali risorse? L’elaborato si propone di inquadrare teoricamente la crisi ambientale all’interno delle principali teorie delle Relazioni Internazionali (realismo, liberalismo e istituzionalismo), di analizzare le trasformazioni dell’ordine internazionale verso una dimensione sempre più multipolare e di approfondire il ruolo delle principali istituzioni e dei regimi globali, tra cui UNEP, UNFCCC, IPCC e OECD. Allo stesso tempo, viene esaminato il caso del coltan nella RDC come esempio emblematico dell’intreccio tra innovazione tecnologica, degrado ambientale, resource curse, conflitti armati e instabilità politica, evidenziando il ruolo strategico di questa risorsa nelle catene globali del valore e le sue implicazioni geopolitiche. Attraverso un approccio qualitativo e interdisciplinare, basato su letteratura accademica (con riferimento anche alla rivista International Organization) e su documenti ufficiali internazionali, la ricerca analizza anche il concetto di “threat multiplier”, l’ambivalenza della transizione tecnologica e digitale e i limiti strutturali dell’attuale governance globale, caratterizzata da frammentazione, debole capacità di enforcement e persistenti asimmetrie tra Nord e Sud del mondo. Vengono inoltre considerati gli strumenti di regolazione dei conflict minerals, come le linee guida OECD sulla due diligence e il Regolamento dell’Unione Europea. La tesi conclude che l’attuale sistema di governance internazionale mostra significative difficoltà nel conciliare sostenibilità ambientale, sicurezza e giustizia globale. Il suo rafforzamento richiede l’adozione di meccanismi più vincolanti, una maggiore responsabilizzazione degli attori privati e un multilateralismo più inclusivo, adattivo ed efficace.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111254