This thesis aims to analyse vulnerability as a foundational legal category underpinning the international protection of children in contexts of armed conflict. Drawing on Martha Fineman’s vulnerability theory, the research argues that this concept, far from being a mere factual qualification, constitutes a normative category capable of orienting and strengthening the response of international human rights law. The first chapter reconstructs the theoretical foundations of vulnerability in law, examining the contributions of scholars such as Fineman, Andorno, and Pariotti, and explores its compatibility with the language of human rights. Particular attention is paid to the case law of the European Court of Human Rights, which has progressively recognised the notion of vulnerable groups as an autonomous interpretive criterion. The second chapter applies this theoretical perspective to the child as a subject of international law, analysing the UN Convention on the Rights of the Child (CRC) as the cornerstone instrument of protection. The psycho-legal dimension of children’s vulnerability is explored, with reference to the vulnerability-resilience framework. The chapter concludes with a case study on the Syrian crisis, taken as a paradigm of the double vulnerability of children who combine the condition of being a minor with that of being a migrant or forcibly displaced person. The third chapter addresses the international normative framework applicable to children in armed conflict, examining the relationship between international humanitarian law and human rights law. Particular emphasis is placed on the figure of the child soldier, analysed from both a humanitarian law and a fundamental rights perspective, as well as on the legal implications arising from the presence of children in conflict zones. The fourth chapter examines the protection mechanisms established within the UN system — the Special Representative of the Secretary-General and the Committee on the Rights of the Child — highlighting both the progress achieved and the persistent gaps in the effective protection of children affected by armed conflict. The thesis concludes that vulnerability, understood as a structural rather than exceptional condition, constitutes not only the theoretical foundation of child protection, but also an indispensable interpretive tool for addressing the shortcomings of the current international system.

Il presente elaborato si propone di analizzare la vulnerabilità come categoria giuridica fondante della protezione internazionale dei minori nei contesti di conflitto armato. Muovendo dalla teoria della vulnerabilità elaborata da Martha Fineman, la ricerca intende mostrare come tale concetto, lungi dall’essere una mera qualificazione fattuale, costituisca una categoria normativa capace di orientare e rafforzare la risposta del diritto internazionale dei diritti umani. Il primo capitolo ricostruisce i fondamenti teorici della vulnerabilità nel diritto, esaminando il contributo di autori quali Fineman, Andorno e Pariotti, e ne indaga la compatibilità con il linguaggio dei diritti umani. Particolare attenzione è dedicata alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha progressivamente riconosciuto la nozione di gruppi vulnerabili come criterio ermeneutico autonomo. Il secondo capitolo applica questa prospettiva al minore come soggetto di diritto internazionale, analizzando la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC) quale strumento cardine di protezione. Viene esplorata la dimensione psico-giuridica della vulnerabilità infantile, con riferimento al binomio vulnerabilità-resilienza. Il capitolo si chiude con un caso studio dedicato alla crisi siriana, assunta come paradigma della doppia vulnerabilità del minore che cumula alla condizione di minore quella di migrante o sfollato forzato. Il terzo capitolo affronta il quadro normativo internazionale applicabile ai minori nei conflitti armati, indagando il rapporto tra diritto internazionale umanitario e diritti umani. Particolare rilievo è attribuito alla figura del bambino soldato, analizzata tanto sul piano del diritto umanitario quanto su quello della tutela dei diritti fondamentali, nonché alle implicazioni giuridiche che derivano dalla presenza di minori nelle zone di conflitto. Il quarto capitolo esamina i meccanismi di protezione predisposti dal sistema onusiano — il Rappresentante Speciale del Segretario Generale e il Comitato sui diritti dell’infanzia — mettendone in luce sia i progressi sia le persistenti lacune nell’effettiva tutela dei minori colpiti dai conflitti. La tesi conclude che la vulnerabilità, intesa come condizione strutturale e non eccezionale, costituisce non solo il fondamento teorico della protezione del minore, ma anche uno strumento interpretativo indispensabile per colmare le lacune del sistema internazionale vigente.

“Vulnerabilità e protezione dei minori in contesti di guerra”

RANELLA, VICTORIA ANNA
2025/2026

Abstract

This thesis aims to analyse vulnerability as a foundational legal category underpinning the international protection of children in contexts of armed conflict. Drawing on Martha Fineman’s vulnerability theory, the research argues that this concept, far from being a mere factual qualification, constitutes a normative category capable of orienting and strengthening the response of international human rights law. The first chapter reconstructs the theoretical foundations of vulnerability in law, examining the contributions of scholars such as Fineman, Andorno, and Pariotti, and explores its compatibility with the language of human rights. Particular attention is paid to the case law of the European Court of Human Rights, which has progressively recognised the notion of vulnerable groups as an autonomous interpretive criterion. The second chapter applies this theoretical perspective to the child as a subject of international law, analysing the UN Convention on the Rights of the Child (CRC) as the cornerstone instrument of protection. The psycho-legal dimension of children’s vulnerability is explored, with reference to the vulnerability-resilience framework. The chapter concludes with a case study on the Syrian crisis, taken as a paradigm of the double vulnerability of children who combine the condition of being a minor with that of being a migrant or forcibly displaced person. The third chapter addresses the international normative framework applicable to children in armed conflict, examining the relationship between international humanitarian law and human rights law. Particular emphasis is placed on the figure of the child soldier, analysed from both a humanitarian law and a fundamental rights perspective, as well as on the legal implications arising from the presence of children in conflict zones. The fourth chapter examines the protection mechanisms established within the UN system — the Special Representative of the Secretary-General and the Committee on the Rights of the Child — highlighting both the progress achieved and the persistent gaps in the effective protection of children affected by armed conflict. The thesis concludes that vulnerability, understood as a structural rather than exceptional condition, constitutes not only the theoretical foundation of child protection, but also an indispensable interpretive tool for addressing the shortcomings of the current international system.
2025
“Vulnerability and protection of children in war contexts”
Il presente elaborato si propone di analizzare la vulnerabilità come categoria giuridica fondante della protezione internazionale dei minori nei contesti di conflitto armato. Muovendo dalla teoria della vulnerabilità elaborata da Martha Fineman, la ricerca intende mostrare come tale concetto, lungi dall’essere una mera qualificazione fattuale, costituisca una categoria normativa capace di orientare e rafforzare la risposta del diritto internazionale dei diritti umani. Il primo capitolo ricostruisce i fondamenti teorici della vulnerabilità nel diritto, esaminando il contributo di autori quali Fineman, Andorno e Pariotti, e ne indaga la compatibilità con il linguaggio dei diritti umani. Particolare attenzione è dedicata alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha progressivamente riconosciuto la nozione di gruppi vulnerabili come criterio ermeneutico autonomo. Il secondo capitolo applica questa prospettiva al minore come soggetto di diritto internazionale, analizzando la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC) quale strumento cardine di protezione. Viene esplorata la dimensione psico-giuridica della vulnerabilità infantile, con riferimento al binomio vulnerabilità-resilienza. Il capitolo si chiude con un caso studio dedicato alla crisi siriana, assunta come paradigma della doppia vulnerabilità del minore che cumula alla condizione di minore quella di migrante o sfollato forzato. Il terzo capitolo affronta il quadro normativo internazionale applicabile ai minori nei conflitti armati, indagando il rapporto tra diritto internazionale umanitario e diritti umani. Particolare rilievo è attribuito alla figura del bambino soldato, analizzata tanto sul piano del diritto umanitario quanto su quello della tutela dei diritti fondamentali, nonché alle implicazioni giuridiche che derivano dalla presenza di minori nelle zone di conflitto. Il quarto capitolo esamina i meccanismi di protezione predisposti dal sistema onusiano — il Rappresentante Speciale del Segretario Generale e il Comitato sui diritti dell’infanzia — mettendone in luce sia i progressi sia le persistenti lacune nell’effettiva tutela dei minori colpiti dai conflitti. La tesi conclude che la vulnerabilità, intesa come condizione strutturale e non eccezionale, costituisce non solo il fondamento teorico della protezione del minore, ma anche uno strumento interpretativo indispensabile per colmare le lacune del sistema internazionale vigente.
vulnerabilità
Minori
Guerra
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111281