Il progetto qui presentato consiste nel trattamento di campioni di argento o oro non finito per capire il tipo di trattamento ottimale per renderli lucidi e per prepararli alle fasi di lavorazione successive: il campione non deve perdere eccessivamente il proprio peso, ma l’intento è di rimuovere tutto lo strato superficiale microporoso e rugoso, rendendo così il pezzo uniformemente lucido. Il gioiello grezzo di per sé infatti non si presenta liscio e neanche brillante ma mostra delle microporosità, zone opache, delle irregolarità visibili e non ad occhio nudo che devono essere eliminate. A differenza dei gioielli perfettamente levigati, questi pezzi hanno una finitura meno uniforme che richiede lavorazioni specifiche per migliorare la loro lucentezza. Questo progetto viene portato avanti con l’intento di riuscire a produrre da sé ciò che serve per effettuare l’elettropulitura (o “electropolishing”) di oro e argento, studiando come e cosa usano i vari competitors, analizzando le varie sostanze e provando diverse combinazioni tra queste. Il concetto di elettropulitura verrà approfondito nelle pagine successive ma, per introdurlo, si tratta di un processo di sgrossatura elettrochimica in corrente catodica che prevede l’impiego di corrente elettrica, di un elettrolita e dei media per rimuovere i difetti superficiali come inclusioni, impurità e rugosità. In un primo momento ho approfondito le varie tecniche di lavorazione, l’utilizzo delle macchine, le caratteristiche dell’oro (Au) e dell’argento (Ag), cercare anche le diverse tipologie di inserti, quali sono e quando usarli. Il passaggio successivo è stato analizzare le diverse sostanze presenti nelle soluzioni per l’oro e l’argento dei nostri competitors, per capire quali tra queste fossero più idonei per i nostri test. Bisogna ricordare infine che ogni pezzo deve essere trattato in base alle sue caratteristiche morfologiche, fisiche e meccaniche che presenta: per questo motivo vengono presi in considerazione valori come il tempo di lavorazione, la corrente e il voltaggio. La temperatura sarà fissa e pari alla temperatura ambiente di 22°C.
Studio di nuove formulazioni applicabili nella galvanostegia per preziosi tramite uso di additivi e complessi relazionando i risultati ai diversi parametri di lavoro.
VIGO, ANNA
2025/2026
Abstract
Il progetto qui presentato consiste nel trattamento di campioni di argento o oro non finito per capire il tipo di trattamento ottimale per renderli lucidi e per prepararli alle fasi di lavorazione successive: il campione non deve perdere eccessivamente il proprio peso, ma l’intento è di rimuovere tutto lo strato superficiale microporoso e rugoso, rendendo così il pezzo uniformemente lucido. Il gioiello grezzo di per sé infatti non si presenta liscio e neanche brillante ma mostra delle microporosità, zone opache, delle irregolarità visibili e non ad occhio nudo che devono essere eliminate. A differenza dei gioielli perfettamente levigati, questi pezzi hanno una finitura meno uniforme che richiede lavorazioni specifiche per migliorare la loro lucentezza. Questo progetto viene portato avanti con l’intento di riuscire a produrre da sé ciò che serve per effettuare l’elettropulitura (o “electropolishing”) di oro e argento, studiando come e cosa usano i vari competitors, analizzando le varie sostanze e provando diverse combinazioni tra queste. Il concetto di elettropulitura verrà approfondito nelle pagine successive ma, per introdurlo, si tratta di un processo di sgrossatura elettrochimica in corrente catodica che prevede l’impiego di corrente elettrica, di un elettrolita e dei media per rimuovere i difetti superficiali come inclusioni, impurità e rugosità. In un primo momento ho approfondito le varie tecniche di lavorazione, l’utilizzo delle macchine, le caratteristiche dell’oro (Au) e dell’argento (Ag), cercare anche le diverse tipologie di inserti, quali sono e quando usarli. Il passaggio successivo è stato analizzare le diverse sostanze presenti nelle soluzioni per l’oro e l’argento dei nostri competitors, per capire quali tra queste fossero più idonei per i nostri test. Bisogna ricordare infine che ogni pezzo deve essere trattato in base alle sue caratteristiche morfologiche, fisiche e meccaniche che presenta: per questo motivo vengono presi in considerazione valori come il tempo di lavorazione, la corrente e il voltaggio. La temperatura sarà fissa e pari alla temperatura ambiente di 22°C.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111399