La presente tesi analizza genealogicamente i concetti di arcana imperii e ragion di Stato, ricostruendone l’evoluzione dall’età moderna fino alla riflessione politica contemporanea. Muovendo dal pensiero di Niccolò Machiavelli, la ricerca mostra come la politica moderna nasca sotto il segno della necessità, del segreto e della decisione, rompendo con l’orizzonte etico-normativo della tradizione classica e cristiana. In questo quadro, gli arcana imperii emergono come strumenti di governo fondati sulla gestione dell’informazione, sulla dissimulazione e sull’opacità del potere, mentre la ragion di Stato si configura come criterio di legittimazione dell’azione politica al di là delle norme morali ordinarie. Attraverso l’analisi di autori come Machiavelli, Botero, Hobbes e della tradizione politico-giuridica dell’età moderna, la tesi indaga il rapporto tra segreto, sovranità e sicurezza, mostrando come la logica dell’eccezione e della necessità abbia contribuito alla costruzione dello Stato moderno. Particolare attenzione è dedicata al caso veneziano e alle forme istituzionali del segreto di Stato, inteso non come semplice deviazione dalla legalità, ma come dispositivo strutturale del potere. Infine, la ricerca riflette sulla persistenza degli arcana imperii nelle democrazie contemporanee, interrogando il rapporto tra trasparenza, sicurezza e legittimità. La tesi sostiene che, pur in un contesto formalmente fondato sul controllo pubblico e sui diritti, il segreto politico continua a operare come elemento costitutivo del governo, sollevando tensioni irrisolte tra libertà, autorità e necessità
Arcana imperii e ragion di Stato: genealogia del segreto politico tra età moderna e democrazia
DOMENEGHETTI, ALESSIO
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza genealogicamente i concetti di arcana imperii e ragion di Stato, ricostruendone l’evoluzione dall’età moderna fino alla riflessione politica contemporanea. Muovendo dal pensiero di Niccolò Machiavelli, la ricerca mostra come la politica moderna nasca sotto il segno della necessità, del segreto e della decisione, rompendo con l’orizzonte etico-normativo della tradizione classica e cristiana. In questo quadro, gli arcana imperii emergono come strumenti di governo fondati sulla gestione dell’informazione, sulla dissimulazione e sull’opacità del potere, mentre la ragion di Stato si configura come criterio di legittimazione dell’azione politica al di là delle norme morali ordinarie. Attraverso l’analisi di autori come Machiavelli, Botero, Hobbes e della tradizione politico-giuridica dell’età moderna, la tesi indaga il rapporto tra segreto, sovranità e sicurezza, mostrando come la logica dell’eccezione e della necessità abbia contribuito alla costruzione dello Stato moderno. Particolare attenzione è dedicata al caso veneziano e alle forme istituzionali del segreto di Stato, inteso non come semplice deviazione dalla legalità, ma come dispositivo strutturale del potere. Infine, la ricerca riflette sulla persistenza degli arcana imperii nelle democrazie contemporanee, interrogando il rapporto tra trasparenza, sicurezza e legittimità. La tesi sostiene che, pur in un contesto formalmente fondato sul controllo pubblico e sui diritti, il segreto politico continua a operare come elemento costitutivo del governo, sollevando tensioni irrisolte tra libertà, autorità e necessità| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111531