“Quando Allah ebbe fatto il resto del mondo, vide che gli era rimasta una certa quantità di materiale di scarto, che non si adattava a nessun posto. Raccolse tutti questi residui e li gettò sulla terra. E quello fu l’Afghanistan”. Con questa leggenda gli afghani raccontano la nascita della loro terra: una terra che è stata un crocevia di culture, popoli e religioni, considerata la “porta dell’Asia”, in cui passava la Via della Seta, la rotta commerciale più importante del mondo antico. Fu lungo queste rotte che si diffusero e si conservarono importanti conoscenze che avrebbero poi influenzato anche l’Occidente. Attraverso il mondo islamico e i centri di studio della regione si tramandarono opere della tradizione greca, tra cui l’eredità scientifica e filosofica di Aristotele, insieme a importanti sviluppi in medicina, astronomia e matematica. La storia difficile dell’Afghanistan è caratterizzata da grandi spargimenti di sangue e da lotte tra potenze. Dall’invasione e distruzione dei mongoli, capeggiati da Gengis Khan fino ai conflitti moderni e al regime dei Talebani, questa terra, per la sua eccezionale posizione geopolitica, ponte naturale tra Medio Oriente e subcontinente indiano, è stata da sempre terra di conquista e competizione politica. Per questo venne definita una grande scacchiera del “Great Game”, il lungo confronto tra l’Impero britannico e la Russia per l’influenza sull’Asia centrale. Nella Prima e Seconda guerra mondiale l’Afghanistan non si schierò, anche se le potenze dell’asse, quando il Patto Ribbentrop-Molotov tra Hitler e Stalin era ancora in vigore, tentarono di utilizzare il paese per un'espansione verso oriente. Nel dicembre 1979 l’Unione Sovietica inviò l’Armata Rossa per occupare e annettere il paese. La popolazione afghana oppose una forte resistenza armata, tanto da considerare l’Afghanistan il Vietnam sovietico, e nel 1989 l’Armata Rossa fu costretta a ritirarsi dal paese. Dopo il crollo dell’Urss, la situazione sembrò inizialmente favorevole all’Occidente, ma scoppiarono presto violenti conflitti interni tra i mujaheddin, le varie fazioni che in precedenza si erano unite contro gli invasori. Queste lotte continuarono fino al 1994 e distrussero gran parte del paese. Durante questo periodo emersero diversi signori della guerra, che conquistarono il controllo di varie regioni del territorio e ottennero grande autonomia economica e politica. La violenza di questi comandanti provocò un forte sdegno da parte della popolazione, che la porto ad accogliere e sostenere, almeno inizialmente, l’ascesa dei Talebani. Furono visti infatti come una forza capace di riportare ordine e stabilità. Tuttavia, il loro regime fu caratterizzato da un forte fondamentalismo islamico, gravi violazioni dei diritti umani e discriminazioni contro le donne. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 al Trade World Center, gli Stati Uniti guidarono una coalizione internazionale ed invasero il paese. L’operazione militare Enduring Freedom, portò alla caduta di Kabul e alla progressiva liberazione del paese.

LA TOMBA DEGLI IMPERI: AFGHANISTAN DALLA NASCITA DELLO STATO ALL’11 SETTEMBRE (1747–2001)

GREGO, EDOARDO
2025/2026

Abstract

“Quando Allah ebbe fatto il resto del mondo, vide che gli era rimasta una certa quantità di materiale di scarto, che non si adattava a nessun posto. Raccolse tutti questi residui e li gettò sulla terra. E quello fu l’Afghanistan”. Con questa leggenda gli afghani raccontano la nascita della loro terra: una terra che è stata un crocevia di culture, popoli e religioni, considerata la “porta dell’Asia”, in cui passava la Via della Seta, la rotta commerciale più importante del mondo antico. Fu lungo queste rotte che si diffusero e si conservarono importanti conoscenze che avrebbero poi influenzato anche l’Occidente. Attraverso il mondo islamico e i centri di studio della regione si tramandarono opere della tradizione greca, tra cui l’eredità scientifica e filosofica di Aristotele, insieme a importanti sviluppi in medicina, astronomia e matematica. La storia difficile dell’Afghanistan è caratterizzata da grandi spargimenti di sangue e da lotte tra potenze. Dall’invasione e distruzione dei mongoli, capeggiati da Gengis Khan fino ai conflitti moderni e al regime dei Talebani, questa terra, per la sua eccezionale posizione geopolitica, ponte naturale tra Medio Oriente e subcontinente indiano, è stata da sempre terra di conquista e competizione politica. Per questo venne definita una grande scacchiera del “Great Game”, il lungo confronto tra l’Impero britannico e la Russia per l’influenza sull’Asia centrale. Nella Prima e Seconda guerra mondiale l’Afghanistan non si schierò, anche se le potenze dell’asse, quando il Patto Ribbentrop-Molotov tra Hitler e Stalin era ancora in vigore, tentarono di utilizzare il paese per un'espansione verso oriente. Nel dicembre 1979 l’Unione Sovietica inviò l’Armata Rossa per occupare e annettere il paese. La popolazione afghana oppose una forte resistenza armata, tanto da considerare l’Afghanistan il Vietnam sovietico, e nel 1989 l’Armata Rossa fu costretta a ritirarsi dal paese. Dopo il crollo dell’Urss, la situazione sembrò inizialmente favorevole all’Occidente, ma scoppiarono presto violenti conflitti interni tra i mujaheddin, le varie fazioni che in precedenza si erano unite contro gli invasori. Queste lotte continuarono fino al 1994 e distrussero gran parte del paese. Durante questo periodo emersero diversi signori della guerra, che conquistarono il controllo di varie regioni del territorio e ottennero grande autonomia economica e politica. La violenza di questi comandanti provocò un forte sdegno da parte della popolazione, che la porto ad accogliere e sostenere, almeno inizialmente, l’ascesa dei Talebani. Furono visti infatti come una forza capace di riportare ordine e stabilità. Tuttavia, il loro regime fu caratterizzato da un forte fondamentalismo islamico, gravi violazioni dei diritti umani e discriminazioni contro le donne. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 al Trade World Center, gli Stati Uniti guidarono una coalizione internazionale ed invasero il paese. L’operazione militare Enduring Freedom, portò alla caduta di Kabul e alla progressiva liberazione del paese.
2025
GRAVEYARD OF EMPIRES: AFGHANISTAN FROM THE BIRTH OF THE STATE TO SEPTEMBER 11 (1747–2001)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111534