Questa tesi analizza il conflitto nordirlandese, noto come Troubles, ponendolo in una prospettiva storica di lunga durata. L'obiettivo è mostrare che le violenze iniziate alla fine degli anni Sessanta non furono un evento esploso improvvisamente, ma il risultato di una serie di trasformazioni politiche e sociali avvenute nell'Irlanda moderna e contemporanea. Dal punto di vista metodologico, la tesi adotta un approccio storico-politico: il conflitto viene ricostruito attraverso il confronto con la storiografia e con alcuni documenti centrali del processo di pace, in modo da collegare le cause di lungo periodo, le dinamiche della violenza e le eredità successive al 1998. Il primo capitolo ricostruisce le principali premesse storiche del conflitto: la Grande Carestia, lo sviluppo del nazionalismo irlandese e della richiesta di autonomia, la guerra d'indipendenza, la guerra civile e la partizione dell'isola. Particolare attenzione viene dedicata alla nascita dell'Irlanda del Nord, al funzionamento dello Stato nordirlandese tra il 1921 e il 1969 e alle discriminazioni che esso produsse nei confronti della comunità cattolica. Il secondo capitolo è dedicato all'esplosione e allo sviluppo dei Troubles, partendo dalla nascita del movimento per i diritti civili fino alla successiva radicalizzazione. Vengono analizzati sia gli attori istituzionali sia gli attori paramilitari; inoltre viene dato spazio anche alla lotta carceraria e agli effetti che questa ebbe sugli sviluppi del nazionalismo irlandese e della lotta armata. Il capitolo conclusivo si concentra sul processo di pace e sugli effetti che l'Accordo del Venerdì Santo ha prodotto. L'accordo rappresentò una svolta fondamentale del conflitto, creando istituzioni condivise e favorendo il progressivo superamento della lotta armata, tuttavia non riuscì a porre fine alle divisioni esistenti. La riforma della polizia, la questione del disarmo dei gruppi paramilitari e la smilitarizzazione mostrarono come la pace in Irlanda del Nord fosse un processo difficile e non del tutto concluso. Problemi più recenti, come la Brexit e la questione del confine, hanno confermato la persistenza di tensioni rilevanti. La tesi sostiene quindi che i Troubles siano stati il prodotto di una sedimentazione storica di lunga durata, fatta di discriminazioni sistemiche e profonde fratture politiche e sociali, gestite spesso in maniera inadeguata dalle istituzioni nordirlandesi e britanniche. L’Accordo del Venerdì Santo rappresentò una svolta decisiva, ma non eliminò del tutto le eredità del conflitto, che continuano ancora oggi a pesare sulla memoria e a dividere le due comunità.
I Troubles in Irlanda del Nord: origini storiche, dinamiche del conflitto e eredità post-1998 nel contesto del nazionalismo irlandese
RIVELLINO, IVANO
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza il conflitto nordirlandese, noto come Troubles, ponendolo in una prospettiva storica di lunga durata. L'obiettivo è mostrare che le violenze iniziate alla fine degli anni Sessanta non furono un evento esploso improvvisamente, ma il risultato di una serie di trasformazioni politiche e sociali avvenute nell'Irlanda moderna e contemporanea. Dal punto di vista metodologico, la tesi adotta un approccio storico-politico: il conflitto viene ricostruito attraverso il confronto con la storiografia e con alcuni documenti centrali del processo di pace, in modo da collegare le cause di lungo periodo, le dinamiche della violenza e le eredità successive al 1998. Il primo capitolo ricostruisce le principali premesse storiche del conflitto: la Grande Carestia, lo sviluppo del nazionalismo irlandese e della richiesta di autonomia, la guerra d'indipendenza, la guerra civile e la partizione dell'isola. Particolare attenzione viene dedicata alla nascita dell'Irlanda del Nord, al funzionamento dello Stato nordirlandese tra il 1921 e il 1969 e alle discriminazioni che esso produsse nei confronti della comunità cattolica. Il secondo capitolo è dedicato all'esplosione e allo sviluppo dei Troubles, partendo dalla nascita del movimento per i diritti civili fino alla successiva radicalizzazione. Vengono analizzati sia gli attori istituzionali sia gli attori paramilitari; inoltre viene dato spazio anche alla lotta carceraria e agli effetti che questa ebbe sugli sviluppi del nazionalismo irlandese e della lotta armata. Il capitolo conclusivo si concentra sul processo di pace e sugli effetti che l'Accordo del Venerdì Santo ha prodotto. L'accordo rappresentò una svolta fondamentale del conflitto, creando istituzioni condivise e favorendo il progressivo superamento della lotta armata, tuttavia non riuscì a porre fine alle divisioni esistenti. La riforma della polizia, la questione del disarmo dei gruppi paramilitari e la smilitarizzazione mostrarono come la pace in Irlanda del Nord fosse un processo difficile e non del tutto concluso. Problemi più recenti, come la Brexit e la questione del confine, hanno confermato la persistenza di tensioni rilevanti. La tesi sostiene quindi che i Troubles siano stati il prodotto di una sedimentazione storica di lunga durata, fatta di discriminazioni sistemiche e profonde fratture politiche e sociali, gestite spesso in maniera inadeguata dalle istituzioni nordirlandesi e britanniche. L’Accordo del Venerdì Santo rappresentò una svolta decisiva, ma non eliminò del tutto le eredità del conflitto, che continuano ancora oggi a pesare sulla memoria e a dividere le due comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111544