La Cannabis Sativa L. rappresenta una delle piante medicinali più studiate degli ultimi decenni ed oggi si trova al centro di un rinnovato interesse scientifico per le sue potenziali applicazioni terapeutiche. In questa tesi sono state affrontate le tematiche relative alla storia dell’utilizzo di questa pianta in ambito terapeutico, la sua classificazione e composizione chimica, i meccanismi d’azione classici, mediati dall’interazione con il sistema endocannabinoide (ECS) e i recettori CB1 e CB2, fino ad arrivare al tema centrale ovvero le modificazioni epigenetiche indotte dai cannabinoidi, in particolare dal Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) e dal cannabidiolo (CBD). È stata, inoltre, analizzata la capacità di modulare l’espressione genica e le possibili implicazioni biologiche e terapeutiche di tali effetti. L’obiettivo della tesi è stato, infatti, quello di analizzare le evidenze scientifiche disponibili riguardanti la capacità dei cannabinoidi di indurre modificazioni epigenetiche, quali metilazione del DNA, le modificazioni post-traduzionali degli istoni e la regolazione di RNA non codificanti, valutandone la rilevanza per possibili implicazioni cliniche. La ricerca delle fonti è stata condotta consultando diverse banche dati, tra cui PubMed, Google Scholar e riviste scientifiche, per ottenere informazioni verificate. Sono state utilizzate parole chiave relative al sistema endocannabinoide, all'epigenetica e ai cannabinoidi, tra cui “CBD epigenetic modulation”, “Endocannabinoid system epigenetics” e molte altre. Dall’analisi delle fonti emerge che il THC è in grado di indurre alterazioni significative dei pattern di metilazione e acetilazione istonica, con effetti particolarmente marcati durante le fasi critiche dello sviluppo neurologico, con possibili conseguenze a lungo termine. Il CBD, nonostante sia meno studiato rispetto al THC, dimostra anch’esso un profilo di modulazione epigenetica complesso, correlato a proprietà neuroprotettive, antinfiammatorie e ansiolitiche. Nonostante il quadro emergente sia promettente, le evidenze derivano principalmente da studi preclinici o in vitro, mentre i dati sull’uomo restano ancora limitati. Per chiarire il reale potenziale terapeutico dei cannabinoidi come modulatori dell’epigenoma saranno necessari ulteriori studi clinici e traslazionali.
Modificazioni epigenetiche indotte dai cannabinoidi: evidenze, limiti e prospettive
BUSOLIN, SOFIA
2025/2026
Abstract
La Cannabis Sativa L. rappresenta una delle piante medicinali più studiate degli ultimi decenni ed oggi si trova al centro di un rinnovato interesse scientifico per le sue potenziali applicazioni terapeutiche. In questa tesi sono state affrontate le tematiche relative alla storia dell’utilizzo di questa pianta in ambito terapeutico, la sua classificazione e composizione chimica, i meccanismi d’azione classici, mediati dall’interazione con il sistema endocannabinoide (ECS) e i recettori CB1 e CB2, fino ad arrivare al tema centrale ovvero le modificazioni epigenetiche indotte dai cannabinoidi, in particolare dal Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) e dal cannabidiolo (CBD). È stata, inoltre, analizzata la capacità di modulare l’espressione genica e le possibili implicazioni biologiche e terapeutiche di tali effetti. L’obiettivo della tesi è stato, infatti, quello di analizzare le evidenze scientifiche disponibili riguardanti la capacità dei cannabinoidi di indurre modificazioni epigenetiche, quali metilazione del DNA, le modificazioni post-traduzionali degli istoni e la regolazione di RNA non codificanti, valutandone la rilevanza per possibili implicazioni cliniche. La ricerca delle fonti è stata condotta consultando diverse banche dati, tra cui PubMed, Google Scholar e riviste scientifiche, per ottenere informazioni verificate. Sono state utilizzate parole chiave relative al sistema endocannabinoide, all'epigenetica e ai cannabinoidi, tra cui “CBD epigenetic modulation”, “Endocannabinoid system epigenetics” e molte altre. Dall’analisi delle fonti emerge che il THC è in grado di indurre alterazioni significative dei pattern di metilazione e acetilazione istonica, con effetti particolarmente marcati durante le fasi critiche dello sviluppo neurologico, con possibili conseguenze a lungo termine. Il CBD, nonostante sia meno studiato rispetto al THC, dimostra anch’esso un profilo di modulazione epigenetica complesso, correlato a proprietà neuroprotettive, antinfiammatorie e ansiolitiche. Nonostante il quadro emergente sia promettente, le evidenze derivano principalmente da studi preclinici o in vitro, mentre i dati sull’uomo restano ancora limitati. Per chiarire il reale potenziale terapeutico dei cannabinoidi come modulatori dell’epigenoma saranno necessari ulteriori studi clinici e traslazionali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111570