Le dislipidemie rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio nella comparsa di eventi cardiovascolari maggiori (major adverse cardiovascular events, MACE) e periferici (major adverse limb events, MALE). Ove le terapie ipolipemizzanti standard non fossero sufficienti a raggiungere i target terapeutici (TT) di colesterolo LDL per singolo paziente, l’iter farmacologico normato dalla nota 13 dell’AIFA prevede il passaggio ai più innovativi farmaci biologici inibitori di PCSK9. Il presente studio di tipo retrospettivo osservazionale monocentrico si è posto come obiettivo primario la valutazione dell’efficacia clinica (effectiveness) di alirocumab, evolocumab e inclisiran, in termini di raggiungimento del TT di C-LDL e di incidenza degli eventi cardiovascolari, individuati tramite codici ICD-9. Negli studi clinici di registrazione condotti in fase di autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’EMA (Euroepan Medicine Agency), i tre farmaci hanno registrato dati notevoli di riduzione di C-LDL del 50-75%. La significatività di questo studio che segue la reale pratica clinica è stata, perciò, nel confronto dei risultati ottenuti con quelli degli RCTs e altri studi real-world. La coorte è composta da pazienti new users assistiti dell’ULSS 3 Serenissima, selezionati tra il 2017 e il 2025 dai registri AIFA, includendo nello studio solamente quelli per cui è disponibile una rivalutazione da parte del medico dopo almeno 12 settimane di terapia. In questo studio i valori plasmatici dei pazienti sono stati analizzati nel follow-up a diversi time points (26, 52, 78 e 104 settimane di trattamento) per verificare l’efficacia della terapia nel tempo, tenendo conto del diverso TT del paziente (stabilito in base al rischio cardiovascolare al basale, come da linee guida ESC/EAS aggiornate 2025) e di caratteristiche della coorte quali comorbidità associate, terapia concomitante, diagnosi di ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH), eterozigote (HeFH), ipercolesterolemia non familiare (noFH), dislipidemia mista (MD). Il secondo obiettivo dello studio si è focalizzato sulla sicurezza (safety) dei PCSK9i, valutata considerando le segnalazioni di reazioni avverse (ADR) al farmaco effettuate dal clinico tramite registri AIFA.
Efficacia clinica e sicurezza dei Farmaci Inibitori della Proproteina Convertasi Subtilisina/Kexina di tipo 9 (PCSK9i): studio osservazionale retrospettivo nel contesto real-world dell’ULSS 3 Serenissima
NARDIN, DILETTA
2025/2026
Abstract
Le dislipidemie rappresentano uno dei maggiori fattori di rischio nella comparsa di eventi cardiovascolari maggiori (major adverse cardiovascular events, MACE) e periferici (major adverse limb events, MALE). Ove le terapie ipolipemizzanti standard non fossero sufficienti a raggiungere i target terapeutici (TT) di colesterolo LDL per singolo paziente, l’iter farmacologico normato dalla nota 13 dell’AIFA prevede il passaggio ai più innovativi farmaci biologici inibitori di PCSK9. Il presente studio di tipo retrospettivo osservazionale monocentrico si è posto come obiettivo primario la valutazione dell’efficacia clinica (effectiveness) di alirocumab, evolocumab e inclisiran, in termini di raggiungimento del TT di C-LDL e di incidenza degli eventi cardiovascolari, individuati tramite codici ICD-9. Negli studi clinici di registrazione condotti in fase di autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’EMA (Euroepan Medicine Agency), i tre farmaci hanno registrato dati notevoli di riduzione di C-LDL del 50-75%. La significatività di questo studio che segue la reale pratica clinica è stata, perciò, nel confronto dei risultati ottenuti con quelli degli RCTs e altri studi real-world. La coorte è composta da pazienti new users assistiti dell’ULSS 3 Serenissima, selezionati tra il 2017 e il 2025 dai registri AIFA, includendo nello studio solamente quelli per cui è disponibile una rivalutazione da parte del medico dopo almeno 12 settimane di terapia. In questo studio i valori plasmatici dei pazienti sono stati analizzati nel follow-up a diversi time points (26, 52, 78 e 104 settimane di trattamento) per verificare l’efficacia della terapia nel tempo, tenendo conto del diverso TT del paziente (stabilito in base al rischio cardiovascolare al basale, come da linee guida ESC/EAS aggiornate 2025) e di caratteristiche della coorte quali comorbidità associate, terapia concomitante, diagnosi di ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH), eterozigote (HeFH), ipercolesterolemia non familiare (noFH), dislipidemia mista (MD). Il secondo obiettivo dello studio si è focalizzato sulla sicurezza (safety) dei PCSK9i, valutata considerando le segnalazioni di reazioni avverse (ADR) al farmaco effettuate dal clinico tramite registri AIFA.| File | Dimensione | Formato | |
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