La presente tesi esamina la tutela della libertà religiosa all’interno degli istituti penitenziari italiani, con particolare riferimento all’assistenza religiosa e alle pratiche alimentari di matrice confessionale, nel quadro dell’evoluzione del diritto penitenziario e della funzione rieducativa della pena. Il tema si colloca all’intersezione tra diritto costituzionale, diritto penitenziario e tutela dei diritti fondamentali della persona, in un contesto caratterizzato da un crescente pluralismo religioso e culturale. Il lavoro prende avvio da una ricostruzione dell’evoluzione storica del sistema penitenziario italiano, dal Codice Zanardelli all’ordinamento vigente, mettendo in luce il progressivo superamento di una concezione meramente afflittiva della pena a favore di un modello orientato al rispetto della dignità della persona detenuta. In tale prospettiva viene analizzata la condizione detentiva dei detenuti stranieri, con particolare attenzione alle difficoltà connesse alla diversità culturale e religiosa e al ruolo svolto dagli operatori penitenziari e dai mediatori culturali nella gestione della complessità carceraria. La parte centrale della tesi è dedicata allo studio della libertà religiosa in ambito penitenziario, esaminata alla luce dei principi costituzionali, della normativa di settore e della giurisprudenza nazionale ed europea. Viene approfondito il confronto tra la tutela riconosciuta ai detenuti cattolici e a quelli appartenenti a culti acattolici, con specifico riferimento all’assistenza religiosa, agli spazi destinati al culto e alle problematiche connesse alla gestione del pluralismo religioso e del proselitismo all’interno degli istituti penitenziari. Un’attenzione particolare è riservata al diritto all’alimentazione conforme ai precetti religiosi, analizzato attraverso l’esame della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e, in particolare, del caso del Ramadan nelle carceri italiane. L’analisi delle prassi applicative evidenzia persistenti criticità organizzative e disomogeneità territoriali, spesso riconducibili a carenze strutturali e a una non uniforme attuazione delle garanzie normative. La tesi si conclude con una riflessione sulle principali criticità del sistema penitenziario italiano, sulle riforme più recenti e sulle prospettive di miglioramento, evidenziando come la piena tutela della libertà religiosa in carcere costituisca non solo un obbligo giuridico, ma anche uno strumento essenziale per il rispetto della dignità umana e per l’effettiva realizzazione della funzione rieducativa della pena.
La tutela della libertà religiosa in carcere: pratiche alimentari e assistenza spirituale nella realtà penitenziaria italiana. Profili normativi e criticità applicative
MUSARÒ, VANESSA
2025/2026
Abstract
La presente tesi esamina la tutela della libertà religiosa all’interno degli istituti penitenziari italiani, con particolare riferimento all’assistenza religiosa e alle pratiche alimentari di matrice confessionale, nel quadro dell’evoluzione del diritto penitenziario e della funzione rieducativa della pena. Il tema si colloca all’intersezione tra diritto costituzionale, diritto penitenziario e tutela dei diritti fondamentali della persona, in un contesto caratterizzato da un crescente pluralismo religioso e culturale. Il lavoro prende avvio da una ricostruzione dell’evoluzione storica del sistema penitenziario italiano, dal Codice Zanardelli all’ordinamento vigente, mettendo in luce il progressivo superamento di una concezione meramente afflittiva della pena a favore di un modello orientato al rispetto della dignità della persona detenuta. In tale prospettiva viene analizzata la condizione detentiva dei detenuti stranieri, con particolare attenzione alle difficoltà connesse alla diversità culturale e religiosa e al ruolo svolto dagli operatori penitenziari e dai mediatori culturali nella gestione della complessità carceraria. La parte centrale della tesi è dedicata allo studio della libertà religiosa in ambito penitenziario, esaminata alla luce dei principi costituzionali, della normativa di settore e della giurisprudenza nazionale ed europea. Viene approfondito il confronto tra la tutela riconosciuta ai detenuti cattolici e a quelli appartenenti a culti acattolici, con specifico riferimento all’assistenza religiosa, agli spazi destinati al culto e alle problematiche connesse alla gestione del pluralismo religioso e del proselitismo all’interno degli istituti penitenziari. Un’attenzione particolare è riservata al diritto all’alimentazione conforme ai precetti religiosi, analizzato attraverso l’esame della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e, in particolare, del caso del Ramadan nelle carceri italiane. L’analisi delle prassi applicative evidenzia persistenti criticità organizzative e disomogeneità territoriali, spesso riconducibili a carenze strutturali e a una non uniforme attuazione delle garanzie normative. La tesi si conclude con una riflessione sulle principali criticità del sistema penitenziario italiano, sulle riforme più recenti e sulle prospettive di miglioramento, evidenziando come la piena tutela della libertà religiosa in carcere costituisca non solo un obbligo giuridico, ma anche uno strumento essenziale per il rispetto della dignità umana e per l’effettiva realizzazione della funzione rieducativa della pena.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111644