La presente tesi analizza il ruolo della procedura di sanatoria edilizia nei processi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione alle implicazioni tecniche, normative e procedurali che emergono nella gestione delle difformità urbanistico-edilizie. Il tema si inserisce in un contesto in cui il recupero dell'esistente assume un'importanza sempre maggiore rispetto alla nuova edificazione, sia per ragioni legate alla sostenibilità ambientale e al contenimento del consumo di suolo, sia per la necessità di adeguare edifici spesso datati agli standard contemporanei di sicurezza, funzionalità ed efficienza. L'elaborato affronta preliminarmente il quadro generale degli interventi sull'edilizia esistente, evidenziando la complessità che caratterizza tali operazioni rispetto alla nuova costruzione. In particolare, viene approfondito il ruolo del rilievo architettonico, della ricostruzione dello stato legittimo e del confronto tra documentazione amministrativa e stato di fatto, quali passaggi fondamentali per individuare eventuali difformità e valutarne la sanabilità. La sanatoria edilizia viene quindi interpretata non come un semplice adempimento burocratico, ma come una fase strategica del processo progettuale, capace di incidere sulla fattibilità tecnica, amministrativa ed economica degli interventi di riqualificazione. Un aspetto centrale della ricerca è rappresentato dal confronto tra le procedure di sanatoria applicate nella Regione Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. Pur muovendosi entro un quadro normativo nazionale comune, i due contesti presentano differenze significative sul piano organizzativo, documentale e procedurale. Il confronto consente di mettere in evidenza come la variabilità territoriale delle prassi amministrative possa influenzare concretamente l'attività del tecnico, i tempi di approvazione, la prevedibilità degli esiti e il coordinamento tra i diversi enti coinvolti. L'analisi teorica viene applicata a un caso studio reale relativo a un edificio alberghiero situato in ambito montano nel territorio della Provincia Autonoma di Trento. L'immobile, caratterizzato da una significativa stratificazione edilizia e da una documentazione storica non sempre coerente con lo stato di fatto, ha richiesto un articolato percorso di rilievo, verifica documentale, individuazione delle difformità e valutazione degli strumenti di regolarizzazione applicabili. Il caso studio permette inoltre di simulare le possibili differenze operative qualora il medesimo edificio fosse stato localizzato nel contesto normativo veneto, evidenziando criticità legate alla doppia conformità, alla gestione dei vincoli paesaggistici e alla frammentazione dei procedimenti. La tesi approfondisce infine il rapporto tra regolarità urbanistico-edilizia e sicurezza dell'edificio. Le difformità non vengono considerate soltanto come irregolarità amministrative, ma anche come potenziali fattori di rischio strutturale, impiantistico e funzionale. In questo senso, la verifica preliminare dello stato legittimo e la gestione delle sanatorie assumono un ruolo essenziale nella prevenzione del rischio e nella corretta impostazione degli interventi sull'esistente. Nel complesso, il lavoro evidenzia come la sanatoria edilizia rappresenti un passaggio determinante per la qualità e la sicurezza dei processi di recupero. La figura del tecnico emerge come centrale nella gestione integrata delle verifiche normative, delle criticità documentali, degli aspetti progettuali e delle implicazioni di sicurezza, confermando la necessità di un approccio multidisciplinare e consapevole alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

La sanatoria edilizia nel recupero: analisi tra Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento

BURLON, ALBERTO
2025/2026

Abstract

La presente tesi analizza il ruolo della procedura di sanatoria edilizia nei processi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione alle implicazioni tecniche, normative e procedurali che emergono nella gestione delle difformità urbanistico-edilizie. Il tema si inserisce in un contesto in cui il recupero dell'esistente assume un'importanza sempre maggiore rispetto alla nuova edificazione, sia per ragioni legate alla sostenibilità ambientale e al contenimento del consumo di suolo, sia per la necessità di adeguare edifici spesso datati agli standard contemporanei di sicurezza, funzionalità ed efficienza. L'elaborato affronta preliminarmente il quadro generale degli interventi sull'edilizia esistente, evidenziando la complessità che caratterizza tali operazioni rispetto alla nuova costruzione. In particolare, viene approfondito il ruolo del rilievo architettonico, della ricostruzione dello stato legittimo e del confronto tra documentazione amministrativa e stato di fatto, quali passaggi fondamentali per individuare eventuali difformità e valutarne la sanabilità. La sanatoria edilizia viene quindi interpretata non come un semplice adempimento burocratico, ma come una fase strategica del processo progettuale, capace di incidere sulla fattibilità tecnica, amministrativa ed economica degli interventi di riqualificazione. Un aspetto centrale della ricerca è rappresentato dal confronto tra le procedure di sanatoria applicate nella Regione Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. Pur muovendosi entro un quadro normativo nazionale comune, i due contesti presentano differenze significative sul piano organizzativo, documentale e procedurale. Il confronto consente di mettere in evidenza come la variabilità territoriale delle prassi amministrative possa influenzare concretamente l'attività del tecnico, i tempi di approvazione, la prevedibilità degli esiti e il coordinamento tra i diversi enti coinvolti. L'analisi teorica viene applicata a un caso studio reale relativo a un edificio alberghiero situato in ambito montano nel territorio della Provincia Autonoma di Trento. L'immobile, caratterizzato da una significativa stratificazione edilizia e da una documentazione storica non sempre coerente con lo stato di fatto, ha richiesto un articolato percorso di rilievo, verifica documentale, individuazione delle difformità e valutazione degli strumenti di regolarizzazione applicabili. Il caso studio permette inoltre di simulare le possibili differenze operative qualora il medesimo edificio fosse stato localizzato nel contesto normativo veneto, evidenziando criticità legate alla doppia conformità, alla gestione dei vincoli paesaggistici e alla frammentazione dei procedimenti. La tesi approfondisce infine il rapporto tra regolarità urbanistico-edilizia e sicurezza dell'edificio. Le difformità non vengono considerate soltanto come irregolarità amministrative, ma anche come potenziali fattori di rischio strutturale, impiantistico e funzionale. In questo senso, la verifica preliminare dello stato legittimo e la gestione delle sanatorie assumono un ruolo essenziale nella prevenzione del rischio e nella corretta impostazione degli interventi sull'esistente. Nel complesso, il lavoro evidenzia come la sanatoria edilizia rappresenti un passaggio determinante per la qualità e la sicurezza dei processi di recupero. La figura del tecnico emerge come centrale nella gestione integrata delle verifiche normative, delle criticità documentali, degli aspetti progettuali e delle implicazioni di sicurezza, confermando la necessità di un approccio multidisciplinare e consapevole alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
2025
Building Amnesty in Renovation Projects: A Comparative Analysis between the Veneto Region and the Autonomous Province of Trento
Sanatoria
Recupero
Edilizia
Comparazione
Pratiche edilizie
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111809