La cozza mediterranea (Mytilus galloprovincialis) rappresenta una specie chiave dell’acquacoltura mediterranea, rivestendo un importante ruolo economico e gestionale nelle aree costiere. Nonostante mostri una generale resilienza rispetto ai fenomeni di mortalità di massa descritti in altri bivalvi, può essere interessata dall’emergere di nuovi patogeni. Tra questi, i piccoli trematodi gymnophallidi del genere Parvatrema utilizzano gli uccelli acquatici come ospiti definitivi e diversi bivalvi come ospiti intermedi, nei quali le fasi larvali possono indurre la formazione di perle. Lo studio ha analizzato una popolazione selvatica di M. galloprovincialis, proveniente dalla costa nord-occidentale dell’Adriatico, al fine di valutare l’origine e l’estensione delle formazioni perlacee. Sono stati esaminati 158 esemplari raccolti tra giugno e settembre 2021 mediante analisi morfologiche, molecolari e istopatologiche. La prevalenza dell’infezione è risultata elevata (75,3%), con intensità variabile e localizzazione prevalente nel mantello, associata alla deposizione di strati di conchiolina. Le analisi morfologiche iniziali hanno consentito di attribuire le metacercarie al genere Parvatrema; inoltre, le analisi molecolari hanno evidenziato una similarità genetica del 96,8% con Parvatrema duboisi, mentre l’analisi filogenetica ha mostrato un clustering distinto rispetto alle specie finora descritte. Nel complesso, i risultati indicano un’elevata circolazione del parassita e possibili implicazioni produttive per la mitilicoltura, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti epidemiologici, molecolari ed eco-parassitologici nell’area adriatica.

Formazione di perle associate a metacercarie di trematodi gymnophallidi in cozze (Mytilus galloprovincialis) nel Nord Adriatico

ALEKSI, SONJA
2025/2026

Abstract

La cozza mediterranea (Mytilus galloprovincialis) rappresenta una specie chiave dell’acquacoltura mediterranea, rivestendo un importante ruolo economico e gestionale nelle aree costiere. Nonostante mostri una generale resilienza rispetto ai fenomeni di mortalità di massa descritti in altri bivalvi, può essere interessata dall’emergere di nuovi patogeni. Tra questi, i piccoli trematodi gymnophallidi del genere Parvatrema utilizzano gli uccelli acquatici come ospiti definitivi e diversi bivalvi come ospiti intermedi, nei quali le fasi larvali possono indurre la formazione di perle. Lo studio ha analizzato una popolazione selvatica di M. galloprovincialis, proveniente dalla costa nord-occidentale dell’Adriatico, al fine di valutare l’origine e l’estensione delle formazioni perlacee. Sono stati esaminati 158 esemplari raccolti tra giugno e settembre 2021 mediante analisi morfologiche, molecolari e istopatologiche. La prevalenza dell’infezione è risultata elevata (75,3%), con intensità variabile e localizzazione prevalente nel mantello, associata alla deposizione di strati di conchiolina. Le analisi morfologiche iniziali hanno consentito di attribuire le metacercarie al genere Parvatrema; inoltre, le analisi molecolari hanno evidenziato una similarità genetica del 96,8% con Parvatrema duboisi, mentre l’analisi filogenetica ha mostrato un clustering distinto rispetto alle specie finora descritte. Nel complesso, i risultati indicano un’elevata circolazione del parassita e possibili implicazioni produttive per la mitilicoltura, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti epidemiologici, molecolari ed eco-parassitologici nell’area adriatica.
2025
Pearl formation associated with gymnophallid trematode metacercariae in mussels (Mytilus galloprovincialis) from the Northern Adriatic Sea
Perle
Metacercarie
Cozze
Trematodi
Nord Adriatico
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