In veterinary medicine, the management of micturition disorders in dogs represents one of the most frequent reasons for clinical consultation and a primary driver for antibiotic therapy. Within this scenario, subclinical bacteriuria – defined as the microbiological isolation of bacteria in urine in the absence of clinical signs – poses a complex diagnostic and therapeutic challenge, closely intertwined with the modern principles of antimicrobial stewardship and the One Health approach. This retrospective study, conducted on 2632 dogs with positive urine cultures obtained via ultrasound-guided cystocentesis, aimed to identify anamnestic, laboratory, and microbiological factors capable of differentiating patients affected by urinary tract infections (UTIs) from those with subclinical bacteriuria. The application of multivariate statistical techniques and Machine Learning algorithms demonstrated the ineffectiveness of routine hematobiochemical and urinalysis parameters in discriminating between the two conditions, indicating that differential diagnosis remains a purely medical act reliant on rigorous history-taking. From an etiological perspective, although Escherichia coli was the predominant pathogen in both groups, only Proteus mirabilis and Staphylococcus pseudintermedius showed a clinically significant association with the symptomatic status. Furthermore, co-infection revealed dynamics of microbial cooperation in patients with clinical signs and competitive exclusion in subclinical cases. Finally, phenotypic mapping and hierarchical clustering documented a complete overlap of multidrug resistance patterns between the strains isolated from both groups, confirming the independence between chemoresistance determinants and virulence factors. The isolation of highly resistant uropathogens, compared against international and national guidelines, strongly supports the need to avoid indiscriminate treatments in the absence of overt clinical signs. These findings underscore the crucial role of the veterinary clinician in safeguarding the patient’s urobiome and protecting global public health against the threat of antimicrobial resistance.

In Medicina Veterinaria, la gestione delle alterazioni minzionali nel cane rappresenta uno dei motivi più frequenti di consulto clinico e una delle principali cause di ricorso alla terapia antibiotica. All’interno di questo scenario, la batteriuria subclinica – definita come l’isolamento microbiologico di batteri nelle urine in assenza di segni clinici – pone una complessa sfida diagnostica e terapeutica, strettamente interconnessa ai moderni principi di antimicrobial stewardship e all’approccio One Health. Il presente studio retrospettivo, condotto su 2632 cani positivi all’esame colturale di campioni di urina prelevati tramite cistocentesi ecoguidata, è stato volto ad individuare determinanti anamnestici, laboratoristici e microbiologici in grado di discriminare i soggetti affetti da infezione manifesta delle vie urinarie da quelli affetti da batteriuria subclinica. L’applicazione di tecniche statistiche multivariate e di algoritmi di Machine Learning ha evidenziato l’inefficacia dei parametri ematobiochimici e urinari routinari nel discriminare le due condizioni, dimostrando come la diagnosi differenziale rimanga un atto prettamente medico legato alla rigorosa raccolta anamnestica. Sotto il profilo eziologico, sebbene Escherichia coli sia risultato il patogeno predominante in entrambi i gruppi, solo Proteus mirabilis e Staphylococcus pseudintermedius hanno mostrato un’associazione clinicamente significativa con lo stato sintomatico. L’analisi delle coinfezioni ha inoltre svelato dinamiche di cooperazione microbica nei soggetti con manifestazioni cliniche e di esclusione competitiva nei subclinici. Infine, la mappatura fenotipica e il clustering gerarchico hanno documentato una totale sovrapponibilità dei pattern di multi-resistenza tra i ceppi isolati dai due gruppi, confermando l’indipendenza tra i determinanti di chemioresistenza e i fattori di virulenza. L’isolamento di uropatogeni ad alta resistenza, confrontato con le linee guida internazionali e nazionali, supporta fortemente la necessità di evitare trattamenti indiscriminati in assenza di sintomatologia conclamata. Tali evidenze sottolineano il ruolo cruciale del medico veterinario nella salvaguardia dell’urobioma del paziente e nella tutela della salute pubblica globale contro la minaccia della resistenza antimicrobica.

Studio retrospettivo sui determinanti laboratoristici e microbiologici della batteriuria clinica e subclinica nel cane

CAMPAIOLA, ALESSANDRA
2025/2026

Abstract

In veterinary medicine, the management of micturition disorders in dogs represents one of the most frequent reasons for clinical consultation and a primary driver for antibiotic therapy. Within this scenario, subclinical bacteriuria – defined as the microbiological isolation of bacteria in urine in the absence of clinical signs – poses a complex diagnostic and therapeutic challenge, closely intertwined with the modern principles of antimicrobial stewardship and the One Health approach. This retrospective study, conducted on 2632 dogs with positive urine cultures obtained via ultrasound-guided cystocentesis, aimed to identify anamnestic, laboratory, and microbiological factors capable of differentiating patients affected by urinary tract infections (UTIs) from those with subclinical bacteriuria. The application of multivariate statistical techniques and Machine Learning algorithms demonstrated the ineffectiveness of routine hematobiochemical and urinalysis parameters in discriminating between the two conditions, indicating that differential diagnosis remains a purely medical act reliant on rigorous history-taking. From an etiological perspective, although Escherichia coli was the predominant pathogen in both groups, only Proteus mirabilis and Staphylococcus pseudintermedius showed a clinically significant association with the symptomatic status. Furthermore, co-infection revealed dynamics of microbial cooperation in patients with clinical signs and competitive exclusion in subclinical cases. Finally, phenotypic mapping and hierarchical clustering documented a complete overlap of multidrug resistance patterns between the strains isolated from both groups, confirming the independence between chemoresistance determinants and virulence factors. The isolation of highly resistant uropathogens, compared against international and national guidelines, strongly supports the need to avoid indiscriminate treatments in the absence of overt clinical signs. These findings underscore the crucial role of the veterinary clinician in safeguarding the patient’s urobiome and protecting global public health against the threat of antimicrobial resistance.
2025
Retrospective Study on Laboratory and Microbiological Determinants of Clinical and Subclinical Bacteriuria in Dogs
In Medicina Veterinaria, la gestione delle alterazioni minzionali nel cane rappresenta uno dei motivi più frequenti di consulto clinico e una delle principali cause di ricorso alla terapia antibiotica. All’interno di questo scenario, la batteriuria subclinica – definita come l’isolamento microbiologico di batteri nelle urine in assenza di segni clinici – pone una complessa sfida diagnostica e terapeutica, strettamente interconnessa ai moderni principi di antimicrobial stewardship e all’approccio One Health. Il presente studio retrospettivo, condotto su 2632 cani positivi all’esame colturale di campioni di urina prelevati tramite cistocentesi ecoguidata, è stato volto ad individuare determinanti anamnestici, laboratoristici e microbiologici in grado di discriminare i soggetti affetti da infezione manifesta delle vie urinarie da quelli affetti da batteriuria subclinica. L’applicazione di tecniche statistiche multivariate e di algoritmi di Machine Learning ha evidenziato l’inefficacia dei parametri ematobiochimici e urinari routinari nel discriminare le due condizioni, dimostrando come la diagnosi differenziale rimanga un atto prettamente medico legato alla rigorosa raccolta anamnestica. Sotto il profilo eziologico, sebbene Escherichia coli sia risultato il patogeno predominante in entrambi i gruppi, solo Proteus mirabilis e Staphylococcus pseudintermedius hanno mostrato un’associazione clinicamente significativa con lo stato sintomatico. L’analisi delle coinfezioni ha inoltre svelato dinamiche di cooperazione microbica nei soggetti con manifestazioni cliniche e di esclusione competitiva nei subclinici. Infine, la mappatura fenotipica e il clustering gerarchico hanno documentato una totale sovrapponibilità dei pattern di multi-resistenza tra i ceppi isolati dai due gruppi, confermando l’indipendenza tra i determinanti di chemioresistenza e i fattori di virulenza. L’isolamento di uropatogeni ad alta resistenza, confrontato con le linee guida internazionali e nazionali, supporta fortemente la necessità di evitare trattamenti indiscriminati in assenza di sintomatologia conclamata. Tali evidenze sottolineano il ruolo cruciale del medico veterinario nella salvaguardia dell’urobioma del paziente e nella tutela della salute pubblica globale contro la minaccia della resistenza antimicrobica.
UTI
Bacteriuria
Cystitis
Antimicrobials
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111833