Sperimentazione e benessere animali sono tutelati e regolamentati dal Decreto Legislativo n.26 del 4 marzo 2014. Questa tesi affianca un progetto di ricerca, approvato dall’Organismo Preposto per il Benessere Animale dell’Università degli Studi di Padova e dalla Direzione Generale Salute Animale del Ministero della Salute, che studia la possibilità di recupero del segnale astrocitario in un modello murino di Malattia d’Alzheimer. Questo progetto di ricerca è composto da una parte di procedura chirurgica, in cui viene eseguita un’ inoculazione intracranica di particelle adenovirali, una parte di manipolazione (handling) dell’animale, per ridurne lo stress, ed una parte di test comportamentali, per valutare deficit cognitivi associati alla patologia. La tesi si svolge all’interno di uno stabulario universitario convenzionale che ha ospitato gli animali dai 6 mesi di vita fino alla fine delle procedure e la loro soppressione. Nell’arco di 2 anni sono state valutate due linee genetiche: PS2APP (B6.152H), linea genetica inbred sofferente utilizzata nei progetti relativi alla Malattia d’Alzheimer, e C57BL/6J, linea inbred non sofferente usata come controllo. La valutazione del benessere, obbiettivo di questa tesi, è stata divisa in chirurgica e post-chirurgica, manipolazione e analisi comportamentali. La valutazione chirurgica riguarda l’adeguata soppressione della nocicezione all’inizio della procedura, la frequenza respiratoria durante l’intervento e le tempistiche medie di risveglio dall’anestesia, tutte in linea con la letteratura. Quella post-chirurgica invece comprende, tramite Grimace Scale e Hunching Scale, la valutazione della quantità di dolore post-operatorio provato dall’animale. Da questa analisi risulta che i 9 animali che sono stati sottoposti a chirurgia hanno mostrato una sofferenza moderata al risveglio. L’analisi specifica della manipolazione ha riguardato le variazioni del peso dell’animale e la possibile comparsa di dermatite ulcerativa e di stereotipie. Le analisi comportamentali hanno previsto i test open field (OFT) e tactile object recognition (tORT). Nell’OFT è stato misurato quanto l’animale si sia mosso all’interno dell’arena in 10 minuti per valutarne l’ansia. Nel tORT si sono valutati il tempo d’interazione con due oggetti con uguale texture tattile nella fase di learning e la capacità di ricordare l’oggetto familiare dopo la sostituzione di un oggetto con uno di diversa texture, testata dopo 1/2 ore e dopo 24 ore. L'attività di handling non ha evidenziato variazioni ponderali di rilievo statistico; si è tuttavia osservata, in un sottogruppo di 6 soggetti (4 PS2APP e 2 C57BL/6J), la comparsa di condizioni quali dermatite, barbering ed episodi di natura simil-epilettica, a fronte delle quali si è reso necessario intraprendere misure di refinement volte alla tutela del benessere animale. Queste problematiche, associate ad un’assenza di differenziazione significativa ai test comportamentali delle diverse linee genetiche, hanno reso necessario avviare una valutazione delle linee dalla quale è emersa come la più probabile criticità il genetic drift, conseguente all’assenza di un programma di backcross sistematico. Per entrambe le linee, dunque, a correzione della deriva genetica, sono stati acquistati nuovi riproduttori dalle case produttrici e reincrociati, alternando il sesso, con riproduttori dello stabulario.
Studio del benessere delle linee murine inbred PS2APP (B6.152H) e C57BL6/J in un progetto sul recupero funzionale degli astrociti nella Malattia d’Alzheimer
DAL FERRO, FEDERICO
2025/2026
Abstract
Sperimentazione e benessere animali sono tutelati e regolamentati dal Decreto Legislativo n.26 del 4 marzo 2014. Questa tesi affianca un progetto di ricerca, approvato dall’Organismo Preposto per il Benessere Animale dell’Università degli Studi di Padova e dalla Direzione Generale Salute Animale del Ministero della Salute, che studia la possibilità di recupero del segnale astrocitario in un modello murino di Malattia d’Alzheimer. Questo progetto di ricerca è composto da una parte di procedura chirurgica, in cui viene eseguita un’ inoculazione intracranica di particelle adenovirali, una parte di manipolazione (handling) dell’animale, per ridurne lo stress, ed una parte di test comportamentali, per valutare deficit cognitivi associati alla patologia. La tesi si svolge all’interno di uno stabulario universitario convenzionale che ha ospitato gli animali dai 6 mesi di vita fino alla fine delle procedure e la loro soppressione. Nell’arco di 2 anni sono state valutate due linee genetiche: PS2APP (B6.152H), linea genetica inbred sofferente utilizzata nei progetti relativi alla Malattia d’Alzheimer, e C57BL/6J, linea inbred non sofferente usata come controllo. La valutazione del benessere, obbiettivo di questa tesi, è stata divisa in chirurgica e post-chirurgica, manipolazione e analisi comportamentali. La valutazione chirurgica riguarda l’adeguata soppressione della nocicezione all’inizio della procedura, la frequenza respiratoria durante l’intervento e le tempistiche medie di risveglio dall’anestesia, tutte in linea con la letteratura. Quella post-chirurgica invece comprende, tramite Grimace Scale e Hunching Scale, la valutazione della quantità di dolore post-operatorio provato dall’animale. Da questa analisi risulta che i 9 animali che sono stati sottoposti a chirurgia hanno mostrato una sofferenza moderata al risveglio. L’analisi specifica della manipolazione ha riguardato le variazioni del peso dell’animale e la possibile comparsa di dermatite ulcerativa e di stereotipie. Le analisi comportamentali hanno previsto i test open field (OFT) e tactile object recognition (tORT). Nell’OFT è stato misurato quanto l’animale si sia mosso all’interno dell’arena in 10 minuti per valutarne l’ansia. Nel tORT si sono valutati il tempo d’interazione con due oggetti con uguale texture tattile nella fase di learning e la capacità di ricordare l’oggetto familiare dopo la sostituzione di un oggetto con uno di diversa texture, testata dopo 1/2 ore e dopo 24 ore. L'attività di handling non ha evidenziato variazioni ponderali di rilievo statistico; si è tuttavia osservata, in un sottogruppo di 6 soggetti (4 PS2APP e 2 C57BL/6J), la comparsa di condizioni quali dermatite, barbering ed episodi di natura simil-epilettica, a fronte delle quali si è reso necessario intraprendere misure di refinement volte alla tutela del benessere animale. Queste problematiche, associate ad un’assenza di differenziazione significativa ai test comportamentali delle diverse linee genetiche, hanno reso necessario avviare una valutazione delle linee dalla quale è emersa come la più probabile criticità il genetic drift, conseguente all’assenza di un programma di backcross sistematico. Per entrambe le linee, dunque, a correzione della deriva genetica, sono stati acquistati nuovi riproduttori dalle case produttrici e reincrociati, alternando il sesso, con riproduttori dello stabulario.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111835