Il presente lavoro di tesi analizza l'evoluzione dei concetti di estetica, metropoli e derealizzazione attraverso un confronto critico tra il pensiero di Walter Benjamin e quello di Jean Baudrillard. Nel primo capitolo si indaga la nascita della modernità nella Parigi del XIX secolo, dove la figura di Baudelaire anticipa la perdita dell'aura e la spettralità della merce nei passages. Il secondo capitolo approfondisce la risposta teorica di Benjamin: rifiutando ogni nostalgia, egli individua nel cinema, nella fotografia e nelle avanguardie storiche (Dadaismo e Surrealismo) una chance di "politicizzazione dell'arte" e di risveglio critico collettivo contro i totalitarismi. Il terzo capitolo sancisce il definitivo tramonto di questa scommessa messianica nell'orizzonte della simulazione totale teorizzato da Baudrillard. Attraverso l'anatomia del "delitto perfetto" e l'analisi di figure come Pollock ed Andy Warhol, viene sviscerata la transizione dall'estetica dello choc all'iperrealtà mediatica e alla "sparizione dell'arte". La ricerca si conclude interrogandosi sulla sopravvivenza di una produzione artistica capace di resistere alla totale trasparenza e al kitsch contemporaneo rivoltando la simulazione su se stessa.
Dall'aura al simulacro. Estetica, metropoli e derealizzazione tra Walter Benjamin e Jean Baudrillard
BARANOVSCHI, LAURA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza l'evoluzione dei concetti di estetica, metropoli e derealizzazione attraverso un confronto critico tra il pensiero di Walter Benjamin e quello di Jean Baudrillard. Nel primo capitolo si indaga la nascita della modernità nella Parigi del XIX secolo, dove la figura di Baudelaire anticipa la perdita dell'aura e la spettralità della merce nei passages. Il secondo capitolo approfondisce la risposta teorica di Benjamin: rifiutando ogni nostalgia, egli individua nel cinema, nella fotografia e nelle avanguardie storiche (Dadaismo e Surrealismo) una chance di "politicizzazione dell'arte" e di risveglio critico collettivo contro i totalitarismi. Il terzo capitolo sancisce il definitivo tramonto di questa scommessa messianica nell'orizzonte della simulazione totale teorizzato da Baudrillard. Attraverso l'anatomia del "delitto perfetto" e l'analisi di figure come Pollock ed Andy Warhol, viene sviscerata la transizione dall'estetica dello choc all'iperrealtà mediatica e alla "sparizione dell'arte". La ricerca si conclude interrogandosi sulla sopravvivenza di una produzione artistica capace di resistere alla totale trasparenza e al kitsch contemporaneo rivoltando la simulazione su se stessa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111849