Following Quine's criticisms of the analytic-synthetic distinction and the developments of the causal theory of reference, the concept of analyticity progressively lost the central role it had played in explaining a priori knowledge and necessity. In particular, metaphysical analyticity, understood as truth in virtue of meaning, became the target of numerous criticisms. This thesis examines Gillian Russell's attempt, presented in "Truth in Virtue of Meaning" (2008), to rehabilitate this notion through the use of conceptual tools derived from David Kaplan's theory of direct reference. The study first reconstructs several arguments against analyticity and then analyzes Russell's theoretical framework, highlighting both the problems it inherits from twentieth-century debates and the new questions it reveals. The thesis argues that, despite certain limitations, Russell's proposal has the credit of revitalizing the debate on truth in virtue of meaning and of demonstrating the dependence of analyticity on theories of meaning and on the mechanisms that determine the reference of linguistic expressions.

Dopo le critiche di Quine alla distinzione analitico-sintetico e gli sviluppi della teoria causale del riferimento, il concetto di analiticità ha progressivamente perso il ruolo centrale che aveva ricoperto nella spiegazione della conoscenza a priori e della necessità. In particolare, l'analiticità metafisica, intesa come verità in virtù del significato, è stata oggetto di numerose critiche. Il presente lavoro esamina il tentativo di Gillian Russell, presentato in "Truth in Virtue of Meaning" (2008), di riabilitare tale nozione mediante alcuni strumenti forniti dalla teoria del riferimento diretto di David Kaplan. Il lavoro dapprima ricostruisce alcuni argomenti contro l'analiticità e successivamente analizza l'apparato di Russell, evidenziando quali problemi esso erediti dal dibattito novecentesco e quali nuove questioni contribuisca a mettere in luce. La tesi sostenuta è che, pur presentando alcune criticità, la proposta abbia il merito di aver rivitalizzato il dibattito sulla verità in virtù del significato e di aver mostrato la dipendenza dell'analiticità dalla teoria del significato e dai meccanismi che fissano il riferimento dei termini.

L'analiticità dopo Quine: sviluppi contemporanei

CEDERMAZ, GRETA
2025/2026

Abstract

Following Quine's criticisms of the analytic-synthetic distinction and the developments of the causal theory of reference, the concept of analyticity progressively lost the central role it had played in explaining a priori knowledge and necessity. In particular, metaphysical analyticity, understood as truth in virtue of meaning, became the target of numerous criticisms. This thesis examines Gillian Russell's attempt, presented in "Truth in Virtue of Meaning" (2008), to rehabilitate this notion through the use of conceptual tools derived from David Kaplan's theory of direct reference. The study first reconstructs several arguments against analyticity and then analyzes Russell's theoretical framework, highlighting both the problems it inherits from twentieth-century debates and the new questions it reveals. The thesis argues that, despite certain limitations, Russell's proposal has the credit of revitalizing the debate on truth in virtue of meaning and of demonstrating the dependence of analyticity on theories of meaning and on the mechanisms that determine the reference of linguistic expressions.
2025
Analyticity after Quine: Contemporary Developments
Dopo le critiche di Quine alla distinzione analitico-sintetico e gli sviluppi della teoria causale del riferimento, il concetto di analiticità ha progressivamente perso il ruolo centrale che aveva ricoperto nella spiegazione della conoscenza a priori e della necessità. In particolare, l'analiticità metafisica, intesa come verità in virtù del significato, è stata oggetto di numerose critiche. Il presente lavoro esamina il tentativo di Gillian Russell, presentato in "Truth in Virtue of Meaning" (2008), di riabilitare tale nozione mediante alcuni strumenti forniti dalla teoria del riferimento diretto di David Kaplan. Il lavoro dapprima ricostruisce alcuni argomenti contro l'analiticità e successivamente analizza l'apparato di Russell, evidenziando quali problemi esso erediti dal dibattito novecentesco e quali nuove questioni contribuisca a mettere in luce. La tesi sostenuta è che, pur presentando alcune criticità, la proposta abbia il merito di aver rivitalizzato il dibattito sulla verità in virtù del significato e di aver mostrato la dipendenza dell'analiticità dalla teoria del significato e dai meccanismi che fissano il riferimento dei termini.
Analiticità
Quine
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111852